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Inchiesta Juventus: i pm depositano gli ultimi atti, l'audizione dell'avvocato di Dybala. Nel mirino le chat e le side letter

Con questo passaggio emergeranno nuovi dettagli, secondo la Gazzetta, relativi a chat di uno degli indagati molto interessanti e altri elementi relativi alle side letter, le scritture private firmate dalla Juventus

22-03-2023 09:59

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Ormai ci siamo, tra meno di sette giorno l’equivalente di una settimana, lunedì, la Juve e gli altri 12 indagati per i quali è stata fatta richiesta di rinvio a giudizio – tra i quali l’ex presidente Andrea Agnelli e il vice Pavel Nedved, si troveranno di fronte al gup Marco Picco.

Inchiesta Prisma: le accuse alla Juventus e agli indagati

Le accuse in materia pongono la società in una posizione delicata, condizione condivisa anche dall’ex numero uno della società e quanti sono stati coinvolti nelle valutazioni della procura di Torino che indaga sui conti club dal 2018-19 al 2020-21.

Le accuse risultano importanti: vanno dalle false comunicazioni sociali all’ostacolo alla vigilanza, dall’aggiotaggio alle false fatturazioni. Con un ulteriore elemento, su cui soffermarsi e che verte sulla manovra stipendi in particolare gli ultimi aggiornamenti dopo l’audizione di Luca Ferrari.

L’audizione dell’avvocato di Dybala

Per entrare nel merito di questo passaggio, come riferisce l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ieri i pm torinesi titolari dell’inchiesta Prisma hanno depositato gli ultimi aggiornamenti. Un faldone che comprende anche quanto emerso dall’audizione di Luca Ferrari, avvocato di Paulo Dybala, sentito in Procura a Torino nelle scorse settimane nell’ambito della manovra stipendi.

Il legale, durante i colloqui con i magistrati, ha confermato che il suo assistito deve ancora avere più di 3 milioni legati alla seconda manovra stipendi della Juve e chiede anche una cifra per responsabilità precontrattuale del mancato rinnovo. Tradotto: la differenza tra l’importo dell’accordo che l’argentino aveva trovato con la Juventus, prima del cambio di programma del club e il contratto firmato con la Roma.

Negli ultimi atti, sarebbero inclusi nuovi dettagli sulle manovre stipendi attraverso il materiale trovato dalla Guardia di Finanza: chat estrapolate dallo smartphone in uso a uno degli imputati e novità pure sulle side letter, ovvero quelle scritture private che hanno generato già risvolti importanti e che ne produrranno ancora.

La Giustizia Sportiva: attesa per il 19 aprile

Stando a quanto rivela l’Ansa, infatti, è stato fissato per il 19 aprile alle 14.30 la seduta del Collegio di Garanzia del Coni che discuterà il ricorso del club bianconero contro la sentenza della corte federale della FIGC. La Juventus conoscerà il suo futuro il prossimo 19 aprile, quando ci sarà la seduta del Collegio di Garanzia del Coni che discuterà del ricorso presentato dal club bianconero. Nella stessa occasione saranno discussi anche i ricorsi presentati dai dirigenti che sono stati squalificati.

A presiedere il Collegio ci sarà il presidente Gabriella Palmieri. La Juventus è convinta di riuscire a ribaltare la sentenza di penalizzazione di 15 punti. Il Collegio può accogliere le richieste bianconeri in toto e dunque cancellare la penalizzazione; può respingere il ricorso e confermare la sentenza e può anche chiedere il rinvio alla Corte d’Appello della Figc per correggere eventuali vizi di forma.

Il rischio concreto e le ripercussioni sul campionato

Sia l’inchiesta plusvalenze, sia l’inchiesta legata agli ingaggi (quantomeno fino al secondo grado di giudizio) dovrebbero definirsi con una decisione che metterebbe il punto a questo campionato condizionato dalle vicende giudiziarie oltre che dal Mondiale. Ma se poi dovessero subentrare variabili quali ricorsi allora si sforerebbe con l’inevitabile conseguenza toccare anche la stagione successiva. Un rischio che non si può escludere a priori.

Fonte: ANSA

Inchiesta plusvalenze

Per quel che riguarda l’inchiesta plusvalenze si attende, alla luce dei recenti sviluppi, l’udienza del Collegio di Garanzia cui la Juventus ricorre convinta di poter far cancellare o almeno ridurre la penalizzazione di 15 punti, inflitta a gennaio dalla Corte Federale d’appello a campionato in corso. Secondo quel che riferisce Tuttosport, alla data prevista o più probabile sarebbe subentrata una nuova collocazione: per il Collegio di Garanzia si dovrebbe attendere oltre. L’udienza sarebbe in data prossima a Pasqua, per consentire ai membri del collegio di studiare a fondo la mole dei documenti, gli atti del processo.

A loro spetta, poi, valutare se la sentenza va annullata per vizi di forma o procedurali e l’eventuale decisione, in questo caso, sarebbe inappellabile. In questo quadro verrebbero cancellati i punti di penalizzazione e l’inibizione inflitta ai dirigenti, ripristinando una situazione antecedente di fatto alla sentenza di gennaio.

Oppure, qualora il Collegio confermasse la sentenza della Corte d’Appello Federale, rigettando il ricorso della Juventus sarebbero confermati i contenuti della pronuncia in termini di penalizzazione e inibizioni. Con una possibile terza via che poi andrebbe ad allungare i tempi della giustizia, ovvero il rinvio alla Corte d’Appello Federale perché corregga eventuali vizi che imporrebbero alla Corte di riscrivere le motivazioni, confermando la condanna o, eventualmente, rimodulando la penalizzazione e le inibizioni.

Le indagini sul versante ingaggi: gli scenari

Passiamo al versante ingaggi: a fine mese il procuratore Chiné concluderà l’iter delle indagini in vista del deferimento per ciò che, giornalisticamente, si è inglobata nella manovra stipendi. L’ipotesi uno è quella del patteggiamento con alcune specifiche relative alla decisione che ciò avvenga prima del deferimento, allora la sanzione può essere diminuita fino ad un massimo della metà di quella prevista nel caso in cui si procedesse in via ordinaria. Se si opta per il patteggiamento dopo il deferimento, invece la sanzione può invece essere diminuita fino ad un massimo di un terzo.

Se si optasse per il processo ordinario l’iter sarebbe ben diverso: si aprirebbe lo scenario più lungo secondo l’iter previsto. Udienza, memorie, processo e poi impugnazione e così via.

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