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Italia: Mancini apre a un big da tempo fuori dal giro azzurro

Dopo la sconfitta contro la Spagna il ct dell'Italia afferma che le porte della Nazionale sono aperte anche a Balotelli, che dopo il 2014 ha giocato solo tre partite in azzurro, tutte nel 2018.

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A 48 ore dalla finale per il terzo posto della Nations League di domenica pomeriggio contro il Belgio Roberto Mancini, al Festival dello Sport di Trento, ha rievocato i momenti più importanti del trionfo agli Europei della sua Nazionale, e dopo il ko contro la Spagna di mercoledì nella semifinale ha affermato di non chiudere le porte a nessuno a priori, neanche a Mario Balotelli, che ha giocato la sua, per ora, ultima partita con la maglia azzurra il 7 settembre 2018 proprio in Nations League, il pareggio 1-1 con la Polonia a Bologna.

“Il fatto che il torneo sia slittato di un anno, ha permesso ad alcuni dei nostri giovani di giocare di più a livello di club e a noi di convocarli – ha detto il ct dell’Italia a proposito di Euro 2020 -. Pensavo per esempio di portare Locatelli ai Mondiali, ma così si sono accorciati i tempi. Anche per Berardi il discorso è stato simile. Ricordo che fin dalla partita con la Turchia eravamo convinti di poter fare qualcosa di speciale, sapevamo di avere un grande gruppo e che, nonostante ad attenderci ci fosse un mese molto lungo e con tanti problemi da affrontare, potevamo farcela”.

Solo Meret, durante gli Europei, non è sceso in campo tra i convocati del Mancio: “Mi è dispiaciuto. Ho fatto delle rotazioni con il Galles ma avevo finito i cambi e non c’era più spazio. Vedremo di rimediare in un’altra situazione. La consacrazione di Chiesa? Aveva un problema di condizione, siamo partiti con Berardi che stava meglio, ma sapevamo che sarebbe stato decisivo”.

La vittoria in finale ai rigori contro l’Inghilterra resterà per sempre un ricordo indimenticabile: “L’abbraccio con Vialli? Lì c’era tutto, ci conosciamo da quando eravamo ragazzi. Vincere l’Europeo è stato un qualcosa di emozionante, rappresentavamo tutto il Paese, non un solo club. Abbiamo vissuto momenti unici e ancora oggi, quando vedo le immagini in tv, mi vengono le lacrime agli occhi”.

Poi, sulla finale per il terzo posto col Belgio, Mancini ha detto: “Domenica per noi è importante perché dobbiamo rimanere nelle prime sette del ranking per i sorteggi dei mondiali, questo è importante”. E su un eventuale futuro innesto di Lorenzo Lucca, il giovane bomber del Pisa, ha aggiunto: “Tante volte avremo voluto chiamare giocatori molto più giovani però sappiamo che c’è anche l’Under 21 che deve qualificarsi nel proprio girone quindi a volte a malincuore lasciamo dei giocatori giovani. Certo solo portarli, inserirli nel gruppo, è far conoscere i giocatori con più esperienza non può che far migliorare ma questo a volte non è possibile con partite che si accavallano come in questi giorni. Vedremo ma ci sarà occasione sicuramente”.

Infine, le parole su Balotelli, che sta facendo bene in Turchia con l’Adana Demirspor dopo aver lasciato il Monza, e che Mancini ha già allenato all’Inter nel 2007-2008, al Manchester City per due stagioni e mezzo dal 2010 al 2013 e che ha richiamato in Nazionale per tre partite nel 2018 quando Supermario era fuori dal giro azzurro dal 2014: “Ho passato tanti anni con lui, adesso sono vaccinato. Nessuno è mai stato escluso, le porte della Nazionale sono sempre aperte per tutti, dipende da lui”.

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