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Ivan Juric, l’allenatore delle plusvalenze

Il tecnico con la passione per l’heavy metal e la pallacanestro

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Ivan Juric, l’allenatore delle plusvalenze

Con una passione per l’heavy metal e uno spirito solidale che ha mostrato durante il lockdown 2020 facendo il volontario alla mensa dei poveri del Verona, Juric è uno dei tecnici più poliedrici della Serie A. Ad arricchire ulteriormente questo suo aspetto sfaccettato si aggiungono i modelli a cui si rifà il tecnico croato. A suscitare maggior interesse è il fatto che queste fonti d’ispirazione non appartengono solamente al panorama calcistico, ma coinvolgono anche quello cestistico. Juric, infatti, prende sì come riferimenti il suo maestro Gasperini e Marcelo Bielsa, attuale tecnico del Leeds, ma si lascia influenzare anche dal grande coach di basket Phil Jackson da cui eredita il concetto di attacco a triangolo.

Il centrocampista croato

Juric fa il suo esordio sul campo da gioco come centrocampista nell’Hajduk Spalato, club in cui milita dal 1994 al 1997. Nel 1997 lascia la Croazia per trasferirsi in Spagna, al Siviglia, dove resta per tre anni totalizzando 89 presenze e 12 reti. Rimane in terra spagnola fino al 2001 giocando per l’Albacete per poi cambiare destinazione e approdare in Italia. Nel 2001 sigla con il Crotone, club in cui rimane per cinque anni e dove fa la conoscenza di quello che sarà il suo mentore: Gian Piero Gasperini. L’allenatore piemontese apprezza molto le giocate del centrocampista croato e lo vuole portare con sé a Genova nel 2006 quando accetta la panchina rossoblù. Juric disputa quattro campionati indossando la maglia del Grifone e contribuisce al ritorno del club in Serie A dopo 12 anni. Debutta in massima serie ad agosto 2007 e gioca da titolare per due anni prima che una serie di problemi fisici lo allontano dal campo. A giugno 2010, prima dell’inizio dei Mondiali in Sudafrica, con un’intervista rilasciata al II Secolo XIX annuncia di voler appendere gli scarpini al chiodo.

Il post calcio: collaboratore tecnico e vice allenatore

Dopo aver salutato il calcio giocato, Juric inizia ad appassionarsi allo studio delle tattiche e dei moduli e partecipa al corso per allenatori entrando, a luglio 2010, nei quadri tecnici della Primavera del Genoa. A luglio 2011, dopo aver superato l’esame per allenatori di seconda categoria, entra a far parte dello staff di Gian Piero Gasperini, allora allenatore dell’Inter. Anche dopo l’esonero del tecnico piemontese, il croato decide di seguire le sue orme e approda, nelle vesti di vice allenatore, sulla panchina del Palermo. L’avventura in terra siciliana ha un sapore amaro: nel 2013, insieme al tecnico di Grugliasco, viene esonerato per due volte nell’arco di un mese. Il nativo di Spalato, a questo punto, capisce che è giunto il momento di compiere il passo successivo e abbandonare il ruolo di vice. Inizia a frequentare il corso di abilitazione per il master per allenatori professionisti Prima Categoria-UEFA Pro e, dopo aver superato l’esame, diventa il nuovo tecnico della Primavera del Genoa.

Le prime panchine

Nella stagione 2013/2014 inizia la sua prima avventura nelle veste di allenatore in prima sulla panchina della Primavera del Genova. Conduce la squadra all’undicesimo posto finale, mantenendo fitti rapporti di collaborazione con Gasperini, allenatore della prima squadra. A fine stagione, però, saluta la sua città del cuore per iniziare la sua prima esperienza nel calcio professionistico con il Mantova. Arriva sulla panchina dei biancorossi nel 2014 e conduce la squadra ai sedicesimi della Coppa Italia Lega Pro e al 12° posto in Lega Pro. Nel 2015 arriva per lui una grande opportunità: il Crotone, club con cui ha giocato per 5 anni, scommette tutto su di lui. È una puntata vincente perché l’allenatore croato porta a casa una vittoria dopo l’altra e chiude la stagione con la prima e storica promozione in Serie A.

 I tira e molla con il Genoa

A Genova tengono d’occhio il lavoro di Juric al Crotone e, dopo averlo visto trionfare con gli Squali, lo vogliono sulla propria panchina. Juric accetta l’incarico ed è felice di tornare in un club che lo ha apprezzato, ma questa allegria iniziale viene spezzata dopo otto mesi. A febbraio 2017, dopo aver totalizzato solamente due punti in dieci partite e dopo lapesante sconfitta per 5-0 contro il Pescara, il tecnico croato viene sollevato dall’incarico e sostituito da Andrea Mandorlini. Anche l’allenatore emiliano non riesce a risollevare le sorti della squadra e ad aprile 2017 gli spetta lo stesso destino del suo predecessore. Juric viene quindi richiamato alla base e riesce a centrare la salvezza con una giornata di anticipo. È confermato per la stagione successiva ma a novembre 2017, dopo la sconfitta per 2-0 nel derby e con la squadra al penultimo posto, viene esonerato e sostituito da Davide Ballardini.  Quasi un anno dopo e con l’esonero del tecnico emiliano, il croato ritorna alla guida dei rossoblù per poi essere sollevato nuovamente dall’incarico il 7 dicembre seguente dopo la sconfitta in casa contro la Virtus Entella.

Un sospiro di sollievo: il Verona

Rimane senza panchina fino a giugno 2019 quando arriva la chiamata dell’Hellas Verona, neopromosso in Serie A. Con i Gialloblù riesce finalmente a esprimere la sua idea di calcio, molto simile a quella di Gasperini, che gli permette di valorizzare diversi giocatori. Chiude la sua prima stagione sulla panchina dei Mastini piazzandosi al nono posto e con la sicurezza di essere riconfermato come tecnico della squadra per l’anno successivo. Nella sua seconda stagione in gialloblù, nonostante la perdita di molti titolari dell’anno precedente, dimostra di saper fare del male anche alle big italiane portando a casa pareggi importanti contro Juventus e Napoli. Termina la stagione con un decimo posto e il 28 maggio 2021 rescinde il proprio contratto con la società veneta per accettare la chiamata in arrivo da Torino.

La panchina dei Granata

Nel momento in cui ha accettato la panchina del Toro a maggio 2021, il tecnico croato non era ancora a conoscenza dei problemi che avrebbe incontrato da lì a poco. Con una società che ha deciso di tagliare quanti più costi possibili, Juric si trova nella situazione di dover sopperire a diverse mancanze cercando comunque di mantenere una posizione stabile in classifica. È una circostanza che il tecnico croato definisce come ‘’stimolante’’ perché lo porta a confrontarsi con sfide come la valorizzazione di giocatori che negli ultimi anni non hanno dato il meglio di loro. Tuttavia, l’allenatore croato non nasconde le insidie alla base di questa situazione e non le manda a dire nel momento in cui si pretende una prova di maturità da parte della squadra o da chi chiede una resa migliore rispetto agli ultimi due anni. Il nativo di Spalato, dunque, si mostra trasparente in tutto e per tutto: cerca di essere il più realista possibile sull’andamento della squadra e non teme ripercussioni anche quando si tratta di far trapelare le problematiche della società.

Tattica Juric: il magico mix tra Gasperini, Bielsa e Phil Jackson

La carriera da giocatore e da allenatore di Juric è sempre stata legata a doppio filo a quella di Gasperini. Come ha dichiarato lo stesso tecnico croato, dal suo ex allenatore ha imparato molto ed è a lui che deve il suo modo di allenare. Proprio dal Gasp eredita il modulo del 3-4-3 (con le sue varianti 3-4-2-1 o 3-4-1-2) dove i tre difensori centrali hanno il compito di impostare il gioco appoggiandosi sugli esterni o sui centrocampisti che spingono in fase offensiva. Il suo è un modulo che è improntato al pressing, alla marcatura sull’uomo e a far viaggiare velocemente la palla in verticale più che in orizzontale. Inoltre, alla base del suo modo di allenare ci sono anche le influenze de ‘’El loco’’ Bielsa da cui prende e fa proprie la durezza, la testardaggine e la tendenza a non scendere a compromessi. Per ultimo, ma non meno importante, Juric afferma che l’impostazione del suo gioco è molto simile a quella di un altro allenatore che, però, fa parte del mondo cestistico: Phil Jackson. Da questo, infatti, recupera il concetto dell’attacco a triangolo, in cui i giocatori offensivi tendono a girare facendo rimanere indietro quelli più alti e spiazzando gli avversari che si trovano senza più punti di riferimento.

I talenti firmati Juric

Juric nella sua carriera ha dato prova di essere in grado di valorizzare i talenti. È riuscito a tirare fuori il meglio da giocatori sconosciuti e acquistati a pochi milioni di euro che, in seguito, sono stati venduti per cifre da capogiro. Nell’interminabile lista di calciatori che sono stati messi in risalto dal tecnico croato troviamo Sofyan Amrabat, acquistato per circa 3 milioni di euro dal Club Brugge e ceduto alla Fiorentina per 18 milioni, Marash Kumbulla, cresciuto nelle giovanili del Verona e venduto alla Roma per quasi 30 milioni, Matteo Pessina e Federico Dimarco, arrivati in prestito da Atalanta e Inter e valorizzati dal croato al Verona, per poi finire con Marco Silvestri e Mattia Zaccagni, oggi valutati rispettivamente 10 e 15 milioni. Essere in grado di rigenerare i giocatori non è un lavoro alla portata di tutti, ma Juric riesce a farlo molto bene, motivo per cui non si tira indietro di fronte anche alle situazioni più critiche.

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