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Juventus: i vertici sapevano tutto secondo i pm, ogni decisione condivisa da Elkann

L’Inchiesta che ha portato alle dimissioni del CdA della Juventus continua ad arricchirsi di particolare: secondo gli inquirenti anche John Elkann era al corrente delle strategie

05-12-2022 09:57

Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Giornalista con una passione sfrenata per gli Sport Usa, di cui è esperto conoscitore. Ma su Virgilio Sport è un osservatore del pallone nostrano e delle sue baruffe quotidiane. Appassionato di musica, ha sviluppato orecchio anche per borbottii degli spogliatoi, mugugni dei tifosi e voci di mercato

Non c’è solo Fabio Paratici a fare da parafulmine. L’inchiesta che ha portato un vero e proprio terremoto in casa Juventus continua a far emergere nuovi particolari di quello che era un vero e proprio sistema. Se l’allora ds (ora al Tottenham) era un vero e proprio mago delle plusvalenze anche i vertici della proprietà sapevano bene quanto stava avvenendo all’interno del club.

Juventus: secondo i pm i vertici sapevano tutto

Secondo il procuratore aggiunto Marco Giaciglio e i pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello non c’era il solo Paratici dietro la scelta di seguire il boom delle plusvalenze e l’abuso che ne è stato fatto nel corso degli anni. Gli inquirenti sostengono infatti che quella attuata dalla Juventus era una decisione aziendale complessiva, imposta e condivisa dai vertici. Secondo la Procura, dunque, tutti sapevano a cominciare dal presidente bianconero Andrea Agnelli, manovre che sono arrivate anche all’orecchio di John Elkann.

Stando a quanto sostengono gli investigatori Elkann era pienamente a conoscenza delle problematiche finanziarie della Juventus e conosceva anche le manovre correttive attuate dal club (in particolare le plusvalenze) per alleggerire i bilanci e non dover rinunciare ai giocatori più importanti per sanare i conti.

Juventus: le plusvalenze per alleggerire i conti

La scelta della Juventus di utilizzare il sistema delle plusvalenze è nata dalla necessità di puntellare i conti i rossi ma secondo le indagini negli scambi, nonostante la  decisione di stipulare due contratti separati (scelta obbligata dai regolamenti del mondo del calcio, ndr), queste operazioni andavano registrate utilizzando determinati principi contabili.

Juventus: i dubbi legati alle manovre stipendi

Se da un punto di vista strettamente legale le plusvalenze fatte dalla Juventus potrebbero anche non portare ad un illecito, il discorso cambia riguardo le manovre stipendi. Secondo quanto emerge dagli accertamenti fatti dalla Procura, l’impatto delle condotte illecite appare di rilievo “disarmante” si legge sul Corriere della Sera al punto che la Juventus non avrebbe potuto operare negli esercizi 2018/2019 e 2020/2021 e non poteva essere quotata in borsa.

Juventus, la mamma di Rabiot contraria alle manovre

Sempre più particolari emergono dalla situazione in casa Juventus. Secondo la Gazzetta dello Sport, l’idea della Juventus era quella di convincere i giocatori a rinunciare non a una ma a quattro mensilità o almeno a quelle di aprile, maggio e giugno  (come si evince da un’intercettazione). La richiesta però sarebbe stata respinta dalla squadra. Secondo quanto emerge dalle ultime notizie tra i contrari a questo accordo tra il club e i giocatori ci sarebbero stati Gianluigi Buffon e Veronique, la mamma di Adrien Rabiot.

Juventus, ora Elkann pensa a un fondo di investimento

Nelle ultime ore però il Corriere dello Sport rivela le intenzioni di John Elkann e della Exor. Per il momento non sembra essere in discussione la possibilità di una cessione del club bianconero ma per Elkann ci potrebbe essere spazio anche per l’ingresso all’interno della società di un fondo come RedBird che sia in grado di portare all’interno del club bianconero non sono soldi ma anche nuovi programmi,  una maggiore discipline gestionale e idee che portino la Juventus su palcoscenici più internazionali.

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