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L'atletica piange Mario Pavan, vittima della SLA a soli 25 anni

Il giovane atleta dell'Atletica 100 torri, Mario Pavan, è scomparso a causa della grave patologia

Mario Pavan aveva solo 25 anni. Pochi per lasciarsi andare, ma vissuti con una passione veloce, velocissima come la pista di atletica dove aveva trovato rifugio, disciplina e concentrazione. Lunedì è morto questo ragazzo pavese, atleta della Cento Torri che gli dedica l’apertura del sito. Le ragioni della sua scomparsa, comunque non legata al coronavirus, non sono state divulgate dalla famiglia, a cui tanti amici e conoscenti di Mario sono stati vicini come testimonia quanto riportato da “La Provincia Pavese”. A fermare Mario è stata solo la SLA.

Il post sulla pagina ufficiale della sua società è struggente: “Una notizia che non avremmo mai voluto dare.

La società ATLETICA100TORRI PAVIA piange la prematura scomparsa avvenuta questa mattina di MARIO PAVAN, un atleta, un fratello, un compagno di allenamenti e di fatiche, un ragazzo altruista che si era fatto conoscere anche in campo sociale con il progetto di Africa Athletics. La grande famiglia della 100torri esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia di Mario.
Vogliamo ricordarti così, con la tua gioia più bella, come l’avevi chiamata tu, la medaglia di bronzo ai campionati italiani assoluti di Rieti 2016.
Ciao Mario e sopratutto grazie!
Non é un addio, é un arrivederci”

La Fidal ricorda Mario Pavan

La Federazione italiana di atletica leggera (Fidal) ha dato il proprio saluto a Mario, pubblicato sul sito ufficiale. “Una triste notizia per l’atletica italiana. A soli 25 anni si è spento Mario Pavan, valido atleta della Cento Torri di Pavia. Nato il 2 aprile 1995, era originario di Belgioioso (Pavia) e per la Cento Torri aveva gareggiato fino alla stagione 2018. La sua annata migliore era stata il 2016, quando aveva centrato i primati personali da 47.89 sui 400, da 21.84 sui 200 e da 11.04 sui 100. Nello stesso anno Pavan aveva ottenuto la medaglia più bella, il terzo posto nei Campionati Italiani Assoluti a Rieti con la staffetta 4×400 del suo club, ottenendo piazzamenti di rilievo pure ai Campionati Italiani Juniores e Promesse (sesto nei 400 e quarto nella 4×400). “Un atleta, un compagno di allenamenti e di fatiche, un ragazzo altruista che si era fatto conoscere anche in campo sociale con il progetto di Africa Athletics”, lo ricorda la Cento Torri Pavia. Pavan era proprio il vicepresidente di Africa Athletics, l’associazione che aveva contribuito a fondare, con lo scopo di portare l’atletica nei paesi africani in cui questo sport è ancora poco diffuso. Alla famiglia vanno le condoglianze del presidente FIDAL Alfio Giomi, del Consiglio federale e di tutta l’atletica italiana.”, si legge.

La passione di Mario Pavan per l’atletica, l’Africa e il suo progetto

Pavan era nato il 2 aprile 1995, era originario di Belgioioso (Pavia) e correva per la Cento Torri. La sua annata migliore era stata il 2016, e nello stesso anno Pavan aveva ottenuto la medaglia più bella, il terzo posto nei Campionati Italiani Assoluti a Rieti con la staffetta 4×400 del suo club, ottenendo piazzamenti di rilievo pure ai Campionati Italiani Juniores e Promesse (sesto nei 400 e quarto nella 4×400). Poi, qualche problema di salute, una pausa, e le corse fino alla fine della scorsa stagione.

Mario aveva dimostrato di vedere oltre il proprio microcosmo: era il vicepresidente di Africa Athletics, l’associazione che aveva contribuito a fondare, con lo scopo di portare l’atletica nei paesi africani in cui questo sport è ancora poco diffuso.

Grazie alle donazioni, insieme al cofondatore Enrico Tirel e al socio Luigi Vescovi, Pavan ha portato nei paesi più poveri dell’Africa materiale tecnico, ma ha anche assicurato pasti caldi e offerto borse di studio ai più meritevoli nello studio e nello sport. Il progetto non è però solo assistenziale, ma si preoccupa di formare anche allenatori, in modo che possano portare avanti la pratica dell’atletica leggera autonomamente.

Dagli studi al volontariato: solo la SLA ha spento i sogni di Mario Pavan

Non aveva trascurato gli studi, anzi. Si era laureato in Ingegneria Industriale a Pavia, Master in automazione e robotica si era trasferito un anno fa a Cranfield, in Inghilterra, per continuare gli studi, nonostante e con la malattia. Una forma di SLA fulminante, che non gli ha lasciato scampo.

VIRGILIO SPORT | 22-04-2020 15:14

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