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L'arbitro Byron Moreno: ecco che fine ha fatto

Dopo truffe, interdizioni e show in tv, oggi dirige una scuola per fischietti

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L'arbitro Byron Moreno: ecco che fine ha fatto Fonte: Ansa

Compie gli anni il 23 novembre, ma la data veramente importante nella vita di Byron Moreno resta e resterà il 16 giugno del 2002. A Daejon, durante i Mondiali nippo-coreani, assurse a protagonista assoluto durante Italia-Corea, di fatto estromettendo gli azzurri di Trapattoni con un arbitraggio da incubo. Tutti ricorderanno: espulse Totti dopo una simulazione che non c’era, annullò un gol a Tommasi per fuorigioco e non sanzionò mai i falli degli asiatici trascinandoli verso la vittoria ai supplementari. Il polverone attorno a lui non si è mai placato, perché Byron Moreno ha fatto di tutto per non essere dimenticato.

Nel settembre successivo fu nuovamente al centro di polemiche, con l’accusa di aver combinato il risultato di una partita del campionato ecuadoregno tra Barcelona e Liga Quito che vinse 4-3, dopo essere stata sotto per 3-2 fino a pochi minuti dal 90′. Gli vennero contestate alcune decisioni “a favore” del Liga Quito tra cui l’assegnazione di un rigore parso inesistente, il mancato intervento sui falli commessi dai giocatori e il recupero, con 6′ segnalati ma 13′ effettivi.

TRUFFE E TV – I sospetti erano legittimi vista la sua candidatura al consiglio comunale di Quito non fu però eletto e la magistratura lo scagionò da qualsiasi accusa («sono stato riabilitato dopo poco tempo dice lui si sono accorti che era un errore. Ancora oggi faccio l’arbitro per alcuni tornei istituzionali. La verità? Sarò arbitro hasta la muerte, fino alla morte»).

Agli inizi del 2003 fu prima sospeso e poi espulso dalla sua Federazione per la partecipazione ad un programma televisivo italiano: i dirigenti federali criticarono il suo eccesso di protagonismo, decidendo di non permettergli più di arbitrare. Che aveva fatto? Giovedì 9 gennaio 2003 fu ospite dell’unica puntata del programma di Rai2 “Stupido Hotel”, dove si esibì danzando con Carmen Russo e altre ballerine. Il mese seguente partecipò al Carnevale di Cento Nel corso dell’evento fu bersaglio di fischi, insulti e di un lancio di uova e monetine oltre a ricevere il Tapiro d’oro da parte di Striscia la Notizia. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Lascia la moglie, ne sposa una più giovane, diviene addirittura moviolista della domenica sportiva ecuadoregna ma fa tanti debiti e allaccia rapporti con il narcotraffico.

DROGA E SCUOLA – Si fa beccare all’aeroporto di New York con sei chilogrammi di cocaina. Due anni e mezzo di reclusione nel carcere di Brooklyn, dove trova comunque modo di sbarcare il lunario organizzando e arbitrando tornei di calcio fra detenuti. Torna in Ecuador, dove fa ancora parlare di lui per evasione fiscale ma non si perde d’animo.

Fonda con successo una scuola di arbitri in Ecuador e questa è ora la sua attività. Cosa fa esattamente? Insegna «Le regole del calcio, la tecnica arbitrale, la psicologia sportiva e l’assistenza medica. Si iscrive gente di tutte le età, ragazzi, ma anche dirigenti, calciatori. Tutti possono avere bisogno di aggiornamento. Io per primo, che continuo ad arbitrare».

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