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Lavezzi, tequila e vino alla base dell’ipomania del Pocho: come sta l’ex Napoli

L'argentino è ricoverato da 20 giorni in un istituto di salute mentale ma ancora non si sa quando potrà essere dimesso, cos'è la sua malattia

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Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sule interviste ai grandi protagonisti

Sono già 20 giorni che Ezequiel Lavezzi, ex stella del Napoli e del Psg, si trovato ricoverato in un istituto di salute mentale per uscire dalla patologia di cui soffre ma, nonostante in un primo momento si fosse parlato di ricovero di tre settimane, resta ancora incerta la data delle sue dimissioni. Tequila e vino sono alla base della diagnosticata ipomania. Ecco come sta il Pocho e quali sono i suoi problemi.

Il Pocho era dipendente da tequila e vino

La stampa argentina rivela che i problemi di salute di Lavezzi, per i quali ha dovuto essere ricoverato in un centro psichiatrico a Buenos Aires, derivano da un “consumo problematico” di alcol: “Mi piace molto la tequila. Ho bevuto molto vino”, aveva ammesso lui.

Ezequiel Lavezzi soffre di ipomania, cosa è e cosa comporta

Mauricio D’Alessandro, legale di Lavezzi, ha spiegato a ‘SoFoot’ che l’ex calciatore è ricoverato in ospedale per un “disturbo psichiatrico. Soffriva di ipomania, un disturbo cronico dell’umore. Aveva già sofferto in passato le conseguenze di questa patologia, è un disturbo psichiatrico cronico che colpisce l’umore e può portare la persona che ne soffre all’autolesionismo”.

La Graduate School of Psychology and Psychiatry definisce l‘ipomania come “lo stato di eccitazione mentale, caratterizzato da livelli esorbitanti di energia, disinibizione e propensione all’irritazione”. Un episodio ipomaniacale può durare da uno a quattro giorni con i seguenti sintomi: autostima sproporzionata, sensazione di energia esorbitante, incapacità di dormire e rispettare il riposo, bisogno continuo di parlare senza sosta, tendenza all’edonismo, partecipazione ad attività che comportano rischi, incapacità di controllare i pensieri e fuga di idee e capacità di raggiungere un gran numero di obiettivi prefissati.

Ezequiel Lavezzi in cura in clinica: il messaggio al figlio

Lo stesso Lavezzi ha di recente ammesso a Matías Vázquez di ‘El Trece’, poco prima di entrare nell’ospedale psichiatrico, che “Ho provato a pulirmi in un’altra clinica di Buenos Aires, ma non ci sono riuscito. Non avevo scelta… È dura, ma devo farlo. Devo cambiare la mia vita e le mie abitudini. E devo fare tutto questo per mio figlio. Ero andato troppo oltre.”

Lavezzi, il racconto della notte delle allucinazioni e del ferimento

Lavezzi, ritiratosi dal calcio nel 2020 dopo aver giocato nell’Hebei FC in Cina, era stato ricoverato alla clinica Cantegril dopo essere rimasto coinvolto in un incidente avvenuto a casa sua in cui è stato ferito all’addome da un paio di forbici. Sulla notte dell’incidente il legale specifica: “All’alba ha cominciato a gridare e a dire che c’era gente in casa. Suo fratello ha preso delle forbici e ha controllato chi ci fosse poi gli ha detto che non c’era nessuno. Ezequiel Lavezzi insisteva e ha perso le staffe. I due sono entrati in colluttazione. Quando Pocho è caduto ha sentito un dolore acuto.

Le ferite superficiali all’addome sono state causate da queste forbici e non da altre lesioni. Quando ha lasciato l’ospedale, ha cercato di superare la crisi da solo ma non ci è riuscito, ecco perché è andato in clinica. Non è una patologia che si cura dicendo semplicemente: non andare a ballare. Richiede cure mediche”.

Lavezzi, tequila e vino alla base dell’ipomania del Pocho: come sta l’ex Napoli Fonte: Getty

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