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"Messi, Messi", ma era Forestieri: da predestinato a campionato malese

Sembrava destinato a qualcosa di grandissimo, lo scambiavano per Messi, ma Fernando Forestieri non è mai esploso. Ora la nuova tappa in Malesia.

15-01-2022 11:17

Con Fernando Forestieri ci troviamo davanti al classico caso del giocatore che poteva diventare qualcosa di grande, ed invece ha bruciato la sua carriera con il passare degli anni. L’ex giocatore dell’Udinese arrivato in Italia dopo otto anni trascorsi in Inghilterra, si appresta ad intraprendere una nuova avventura nella massima serie della Malesia dove vestirà la maglia del Johor Darul Ta’zim Football Club .

Forse non tutti si ricorderanno la storia di Forestieri, ma circa 15 anni fa, il giocatore italo-argentino era una delle promesse più brillanti sia del calcio nostrano che di quello sudamericano. L’ex calciatore dell’Udinese infatti nasce a Rosario e comincia a giocare in Argentina, ma visti i genitori italiani, ha il passaporto italiano e viene convocato dalle nazionali giovanili del nostro Paese.

In Argentina si mette in mostra da piccolissimo con la maglia del Newell’s e poi con quella del Boca Juniors . Il Genoa di Preziosi, da sempre attento al Sudamerica, lo scova e lo acquista nel 2006, inizialmente per la Primavera. Sarà per la città di nascita, sarà per le caratteristiche tecniche ma anche la somiglianza, fatto sta che Forestieri inizia a essere chiamato ‘il nuovo Messi’.

“Dicono che assomiglio a Messi, alcune persone mi confondono addirittura con lui, specie quando torno a Rosario. Mi si avvicinano gridando: “Messi, Messi”. Credo di avere uno stile simile a lui. Non ho paura di essere paragonato a nessuno. È un esempio, non solo come giocatore ma come persona”.

Sotto la guida di Gasperini segna il suo primo goal in Italia, in Serie B, nel gennaio del 2007. E da questo momento, a detta di tutti, diventa una grande promessa. Parallelamente comincia subito a giocare per la Nazionale Italiana, ed in particolare debutta con l’Under 17.

Il Genoa lo manda in prestito al Siena e con Giampaolo in panchina trova il primo goal in Serie A il 13 gennaio 2008, durante una sconfitta con l’Inter. La rete, pregevole per fattura, non fa altro che confermare tutto quello che di buono si dice su di lui.

Lo acquista l’Udinese nel 2009, ma ben ben presto il talentuoso Fernando Forestieri, comincia a non convincere più la grande critica. Le qualità tecniche sono evidenti, ma manca una forte propensione al goal e anche a livello di testa il ragazzo non sembra essere così ‘cattivo’.

Inizia a girare tantissime squadre in prestito ed in comproprietà: Genoa, Siena, Vicenza, Udinese, Malaga, Empoli e Bari. Pochi goal durante questi anni, che lo portano anche ad interrompere la sua ascesa alla Nazionale maggiore soltanto all’Under 21, con appena due presenze e zero goal.

Da Bari, nel 2012, spicca il volo per l’Inghilterra e da quel momento non tornerà più in Italia. Lo acquista il Watford, dove quantomeno riesce a ritagliarsi per tre anni un ruolo importante. Non giocherà mai in Premier League, ma tra Watford e Sheffield Wednesday (dove gioca per i successivi cinque anni), diventa comunque un giocatore importante della Championship, segnando 60 goal in 204 presenze nella seconda serie del calcio inglese .

La scorsa stagione è la più deludente: segna appena due goal in 17 presenze con lo Sheffield Wednesday. Il club inglese decide allora, a 30 anni, di non rinnovargli il contratto. Tanti saluti e arrivederci.

Lo riaccoglie così, dopo 10 anni, l’Udinese. Una nuova scommessa a costo zero per i friulani, con il figliol prodigo che metterà a segno 4 goal in 27 partite prima di chiudere la sua seconda esperienza alla Dacia Arena e svincolarsi lo scorso dicembre. Senza squadra, in realtà, vi rimarrà per poche settimane. Giusto il tempo di accettare una sfida nuova di zecca e la corte del club che sta dominando il calcio malese.

OMNISPORT

"Messi, Messi", ma era Forestieri: da predestinato a campionato malese Fonte: Getty

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