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Milan, Giampaolo è già sulla graticola: faccia a faccia con i dirigenti

Il club rossonero ha espresso il proprio malcontento.

La panchina di Marco Giampaolo è già bollente. La dirigenza del Milan ha espresso il proprio malcontento dopo il deludente derby perso per 2-0 dai rossoneri. Il gioco del Diavolo stenta a decollare, e le sconfitte sono già due in quattro partite. Secondo quanto riportato dall'Ansa, la società è "insoddisfatta per la prestazione e la sconfitta senza appelli nel derby, si aspettava di essere più avanti nella costruzione di una precisa identità". D'altro canto, Boban e Maldini garantiscono il pieno supporto alla squadra e all'allenatore Marco Giampaolo.

Ma per l'allenatore abruzzese il primo campanello d'allarme è già suonato: domenica mattina il direttore tecnico Paolo Maldini e il direttore sportivo Ricky Massara sono stati a Milanello per osservare l'allenamento dei meneghini e poi hanno parlato con Giampaolo, analizzando il ko contro l'Inter.

Le prossime partite sono già decisive per il suo futuro: giovedì sera il Milan verrà ospitato dal Torino, domenica c'è la Fiorentina in casa e tra due settimane il Genoa a Marassi. Tre match, tre esami che Giampaolo non dovrà fallire: dopo ci sarà la sosta e si farà un bilancio, potrebbero essere prese decisioni drastiche.

Chi sembra avere già abbandondato Giampaolo è l'ex presidente del Milan Silvio Berlusconi, che in un'intervista a Mediaset ha criticato duramente la squadra. "Il derby? Non sono riuscito a seguirlo in televisione, dopo un po’ il gioco rossonero mi ha molto deluso. Non l'ho consigliato io. L’ha scelto il Milan e appariva a tutti un ottimo allenatore. Non lo conosco, non posso dare nessun giudizio su di lui".

"La sconfitta è sempre amara, ancor di più in un derby. Bisogna leccarsi le ferite ma ripartiremo. – è la ricetta di Giampaolo -. Abbiamo rispettato le caratteristiche dei calciatori, decidendo di giocare anche in un determinato molto assumendoci qualche rischio". 

"Ma qualche dettaglio ci ha penalizzato assolutamente, sono tanti i particolari da mettere a posto e fa parte del lavoro e del vissuto di una squadra. Per far partite collettive con una determinata ferocia bisogna utilizzare anche un altro tipo di calciatori". 

SPORTAL.IT | 23-09-2019 09:59

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