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Mondiali, Inghilterra-Iran: lnno muto, fascia negata e 6 squilli di una big

Goleada degli inglesi in una gara senza storia dopo una vigilia carica di tensioni con il dietrofront di Harry Kane

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

La P2 ai Mondiali continua a viaggiare su binari paralleli: Politica e Pallone a braccetto anche nella seconda gara di Qatar 2022. L’Inghilterra s’inghiotte l’Iran in un sol boccone e con uno sforzo relativo. Finisce 6-2 , primo squillo di una big – da verificare in test più attendibili – ma a far discutere è più quanto accade nell’extra-campo, che riserva ancora veleni e polemiche.

E per come si stanno mettendo le cose è lecito pensare che sia solo l’antipasto per una manifestazione nata sotto la sabbia del deserto e nel vento della protesta.

Inghilterra-Iran, gli inglesi chiudono il match in 11′

Partita col freno a mano tirato l’Inghilterra ha chiuso la partita quando ha deciso di farlo. Tre gol in 11′ nel primo tempo, dal 35′ al 46′ – con Bellingham, Saka e Sterling – inframezzati da una clamorosa traversa di Maguire (col portiere Pickford inquadrato ad esultare prima di mettersi le mani nei capelli subito dopo) e da un rigore abbastanza netto negato in avvio ai 3 Leoni sia dall’arbitro Claus che dal silente Var. Nella ripresa ancora Saka (prima doppietta in Nazionale per lui), il gol dell’Iran al suo primo tiro in porta con Taremi, il 5-1 firmato appena 26 secondi dopo il suo ingresso da Rashford (secondo assist per Kane, rimasto all’asciutto) e il sesto gol di Grealish. Gioco, set e incontro. Che, come spiegato sotto, è durato 114′ e non 90′ e che ha riservato all’ultimo soffio dell’infinito recupero anche il secondo gol di Taremi su un rigore assai dubbio fischiato con l’ausilio del Var.

Inghilterra-Iran, niente fascia One love per Kane

Tanti i casi “politici” nell’occhio di bue di una gara senza storia. Prima del fischio iniziale l’Inghilterra si è inginocchiata come fa spesso. Un gesto nato per sostegno alla causa Black Lives Matter dopo la morte di George Floyd. “È ciò che sentiamo come squadra e lo abbiamo fatto per un lungo periodo di tempo – aveva annunciato il ct Southgate – Pensiamo che sia una dichiarazione forte che farà il giro del mondo per i giovani”.

Niente fascia arcobaleno “One love” a sostegno della causa Lgbt invece per capitan Kane, che pure aveva esplicitamente fatto questa richiesta. La Fifa – che a parole si dice a sostegno di ogni lotta contro le discriminazioni – lo vieta. Rischiava l’ammonizione chi l’avesse indossata. Niente da fare. Anche se in campo si è vista con la fascia arcobaleno l’inviata della Bbc Alex Scott.

Inghilterra-Iran, non canta l’inno la nazionale iraniana

L’altro gesto forte al momento degli inni nazionali. Per protestare contro il regime di Teheran, l’intera nazionale iraniana sceglie di non cantare l’inno. Muti, mani sulle spalle dei compagni, i giocatori dell’Iran sono rimasti lì, immobili: in panchina solo un assistente di Queiroz muove le labbra. E il pubblico fischia. La protesta era iniziata fuori dallo stadio, con i tifosi iraniani che inneggiavano a Masha Amini, la giovane uccisa dalla polizia iraniana dopo l’arresto da parte dei paramilitari Basij con l’accusa di non aver indossato l’hijab, morte che ha scatenato proteste in tutto il Paese, represse con violenza (oltre 400 morti) da parte del regime degli ayatollah.

Inghilterra-Iran, recupero record: 14′ nel primo tempo e 10′ nel secondo

Da segnalare ancora il recupero record di 14′ nel primo tempo. Colpa dello scontro fortuito tra Hosseini e il suo portiere Beyranvand che, colpito alla testa, è rimasto a terra per oltre 8′ di incertezza con il suo vice a scaldarsi. Quando la sostituzione sembrava ormai immediata, il portiere è uscito fuori dal campo ma solo per cambiarsi la maglia sporca di sangue e – mentre il pubblico rumoreggiava sugli spalti per il lunghissimo stop – è rientrato tra i pali. Poi, però, quando è ripreso il gioco, il numero uno dell’Iran è crollato di nuovo a terra e si è rassegnato alla sostituzione. Al suo posto H. Hosseini che è stato poi travolto dalla goleada inglese. Di poco inferiore il recupero del secondo tempo: 10 minuti in virtù dei tanti stop ma soprattutto delle tantissime sostituzioni.

Inghilterra-Iran, sesto cambio consentito per “commozione cerebrale”

Il CT Queiroz ha così effettuato la prima sostituzione della partita in avvio per l’infortunio al portiere ma ne ha potute fare altre cinque, dato che a partire da questa edizione del Mondiale, ogni squadra ha la possibilità di effettuare, se è necessario, un cambio aggiuntivo per un calciatore in caso di “sospetta commozione cerebrale”, novità introdotta dalla Circolare n. 21 del 18 dicembre 2020 dell’IFAB.

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