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Mondiali, Qatar lascia il testimone a United 2026: tutte le novità della prossima edizione

Passaggio di consegne tra il Qatar e i tre paesi che ospiteranno i Mondiali 2026: Stati Uniti, Messico e Canada. Sarà l'edizione più "grande" di sempre, tutto ciò che c'è da sapere su squadre, sedi e formula.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Ciao ciao Qatar. I Mondiali 2022, “i più belli di sempre” per citare le parole del presidente Fifa Gianni Infantino, cedono il testimone a United 2026. Tra quattro anni, infatti, la competizione più importante e prestigiosa che esista sulla Terra sarà organizzata addirittura da tre paesi: Stati Uniti, Messico e Canada. Con una differenza subito evidente: dalla piccola penisola affacciata sul Golfo Persico, grande quanto l’Abruzzo, il Mondiale si allargherà agli sconfinati territori del Nord America.

Mondiali 2026, da 32 a 48 squadre: come ci si qualifica

E l’allargamento non sarà soltanto negli spazi della competizione, ma anche nel numero delle partecipanti. Da 32 squadre, infatti, si passerà a 48: più posti per tutti, con un ampliamento di 16 nazionali rispetto al Qatar e alle ultime sette edizioni dei Mondiali. Riuscire a…non qualificarsi stavolta sarà proprio difficile per lItalia, visto che l’Europa passerà dai 13 posti attuali ai 16 del 2026. Il Sudamerica da quattro passerà a sei, la Concacaf (Centro e Nord America) da tre a sei. L‘Africa avrà quattro posti in più, da cinque a nove, l’Asia passerà da quattro a otto, mentre l’Oceania avrà finalmente un posto assicurato. Oltre a quello riservato al paese ospitante (in questo caso tre), l’ultimo posto sarà assegnato alla vincitrice di un playoff a sei comprendente due squadre Concacaf, una Conmebol, un’africana, un’asiatica e una rappresentante dell’Oceania.

Gli stadi che ospiteranno le partite del torneo nel 2026

Sedici le città ospitanti, illustrate nel corso di un’apposita cerimonia tenutasi lo scorso giugno: undici negli Stati Uniti, tre nel Messico (che diventerà quindi il primo paese a ospitare partite di un Mondiale per la terza volta nella storia) e due in Canada.

Città e stadi negli Stati Uniti

  • Dallas (At&T Stadium, 92.967 espandibili a 105.000)
  • New York (MetLife Stadium, 87.157)
  • Kansas City (Arrowhead Stadium, 76.640)
  • Atlanta (Mercedes-Benz Stadium, 75.000 espandibili a 83.000)
  • Houston (NRG Stadium, 72.220 espandibili a 80.000)
  • Seattle (Lumen Field, 72.000)
  • San Francisco (Levis’Stadium, 70.909)
  • Los Angeles (SoFi Stadium, 70.240 espandibili a 100.240)
  • Boston (Gillette Stadium, 70.000)
  • Philadelphia (Lincoln Financial Field, 69.238)
  • Miami (Hard Rock Stadium, 67.518 posti)

Città e stadi nel Messico

  • Città del Messico (Estadio Azteca, 87.523)
  • Monterrey (Estadio BBVA, 53.460)
  • Guadalajara (Estadio Akron, 48.071 posti)

Città e stadi nel Canada

  • Vancouver (BC Place, 54.500 posti)
  • Toronto (BMO Field, 45.500)

Il format dei Mondiali 2026: 16 gruppi da 3 o 12 da 4?

Ancora da stabilire il format della competizione. In ballo due ipotesi. La prima, ufficializzata dalla Fifa al momento dell’allargamento a 48 squadre, prevede la disputa di una prima fase ridotta, con due sole partite per nazionale, modulata su sedici gironcini da tre squadre. Aboliti i pareggi (in caso di parità al 90′ si tirerebbero i rigori) e passaggio ai sedicesimi delle prime due di ogni raggruppamento. Quindi cinque partite a eliminazione diretta, fino alla finale. Totale: 80 partite, mantenendone un massimo di sette per le nazionali che arrivano fino alle semifinali.

La seconda ipotesi è stata invece formulata nel corso degli stessi Mondiali in Qatar e prevede dodici gironi “classici” da quattro squadre, con passaggio ai sedicesimi delle prime due di ogni gruppo e di otto migliori terze. Tre le partite “assicurate” a ogni squadra, dunque, contro le due dell’altro format. Proprio come oggi. In più, il numero di partite complessive del torneo aumenterebbe da 80 a 104 (in Qatar sono state 64) e bisognerebbe allungare anche la durata del torneo, visto che le semifinaliste disputerebbero un totale di otto gare (finora il massimo sono state sette, a cominciare dal 1974). Tutto lascia supporre che alla fine si opterà per questo tipo di formula. Più partite, più soldi: semplice, no?

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