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Napoli, Gattuso si presenta e punta subito altissimo

Era il 28 maggio 2019 quando Rino Gattuso ufficializzò le proprie dimissioni dalla panchina del Milan. “Decisione sofferta” disse ‘Ringhio’, 48 ore dopo la vana vittoria sulla Spal che concluse il campionato dei rossoneri con un amaro quinto posto a un punto dalla quarta piazza che sarebbe valsa il ritorno in Champions League.

Poco meno di 200 giorni dopo il tecnico calabrese torna su una panchina, quella del Napoli, dove prenderà il posto di Carlo Ancelotti, maestro di tanti successi al Milan, esonerato nella notte successiva alla larga vittoria sul Genk.

Gattuso è giunto a Napoli già di prima mattina ed ha diretto il primo allenamento in vista della partita contro il Parma di sabato 14 alle ore 18 al San Paolo, per poi venire presentato in conferenza stampa.

Prima delle parole di Gattuso, ecco l’introduzione del presidente De Laurentiis, che ha subito individuato un curioso soprannome: “Mi sembra doveroso ringraziare Carlo Ancelotti che ci ha seguito per un anno e mezzo. Rimango suo amico, lo ero prima e lo resterò. Tra noi c’è un rapporto limpido e sincero, nego che ci siano stati contrasti tra noi. Abbiamo coltivato insieme un sogno, poi ci siamo svegliati e abbiamo deciso di separarci anche per non rovinare il suo palmares. Ma oggi è il momento di Ringhio Star, che non ha bisogno di presentazioni”.

“Ho rifiutato tante squadre, ma dire sì al Napoli è stato facile. Qui c’è tutto per fare bene. Questa società è protagonista in Italia e in Europa da 10 anni, il momento non è buono, ma il potenziale è di alto livello. Questa squadra non può stare fuori dall’Europa, l’obiettivo è recuperare su chi sta davanti e finire tra le prime quattro” le prime parole di Gattuso in conferenza.

Poi la rivelazione sui primi contatti con De Laurentiis: “Ho incontrato il presidente per la prima volta domenica sera dopo le 21 con i miei collaboratori. Le sensazioni sono state ottime, confermate dalle strutture che ho visto oggi: complimenti a tutti. Sono nato in un posto di mare, qui mi sono messo in un mare grande e non devo annegare, ma non ho paura di nulla anche se è evidente che qualcosa non ha funzionato finora: tocca a me capire cosa”.

Quindi l’inevitabile riferimento al maestro Ancelotti: “Carlo è stato un papà calcistico, per quello che mi ha insegnato e per l’aiuto che mi ha dato da quando ho iniziato di fare questo lavoro nei momenti difficili. Ieri non l’ho sentito perché so che era con la sua famiglia e perché aveva una partita fondamentale. Oggi sì, e si è confermato un signore. Spero di fare il 10% di quanto ha fatto lui in carriera”.

“Il contratto? – ha proseguito Gattuso – Mi fate sorridere: avrei firmato anche per sei mesi per l’importanza della piazza e perché la rosa è costruita su misura per il calcio che piace fare a me: sappiamo che possiamo migliorare la fase difensiva e il palleggio, ma non solo. Il modulo? Ci saranno novità, non mi piace giocare con due linee da quattro…”.

Dribblato il tema del mercato, Gattuso ha parlato del giocatore più rappresentativo della squadra, alle prese con un momento difficile: “Insigne è un patrimonio della società, è il capitano di questa squadra ed è nato qui. Devo recuperare lui come tutti coloro che finora non si sono espressi al massimo”.

Il debutto da allenatore in Champions avverrà a febbraio negli ottavi di finale, ma prima Rino avrà il compito di risollevare il Napoli in campionato, perché l’obiettivo principale della società è partecipare alla Champions anche il prossimo anno. Occorre quindi concludere tra le prime quattro, traguardo non scontato visto l’attuale ottavo posto a -8 da Roma e Cagliari.

SPORTAL.IT | 11-12-2019 18:09

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