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NBA Finals, si sveglia Irving, ma Boston non dorme: 3-0 nella serie (con brivido) e anello a un passo

I Celtics dopo una rocambolesca gara 3 passano a Dallas, nonostante i 35 punti di Irving, e sono ad una sola partita dal titolo. Doncic esce per falli

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

S’è svegliato Kyrie Irving, ma Boston ha sempre le mani sul volante. E ormai vede lo striscione del traguardo nitido e a brevissima distanza: basterà vincere un’altra partita e in Massachusetts potranno tornare a fare festa, 16 anni dopo l’ultimo titolo targato Allen, Pierce e Garnett. Questo perché Dallas, al netto di un Irving ritrovato, ancora una volta ha raccolto le briciole dalla seconda unit. E soprattutto perché dalla parte dei verdi s’è finalmente destato Jayson Tatum, l’uomo più atteso, quello che sin qui aveva sistematicamente lasciato il proscenio a qualche compagno. Tante carte dal mazzo e una certezza: nessuno ha rimontato mai da 0-3 in una serie in 156 occasioni. Chiaro il concetto, no?

Irving si accende, ma Doncic stavolta tradisce

L’assenza di Kristaps Porzingis s’è rivelata pesante all’inizio, ma è bastata una manciata di minuti ai Celtics per prendere le misure e cominciare a far quadrare le cose anche senza il lettone. Dallas in avvio ha provato a mettere pressione alla difesa avversaria: Irving più di Doncic hanno cercato le chiavi per aprire le porte, e soprattutto c’è riuscito Irving, con 4 triple mandate a bersaglio nel solo primo quarto (dove ha segnato 20 punti).

Boston s’è ritrovata a inseguire a 13 lunghezze, ma in un amen è tornata sotto: 11-0 di parziale, 18-6 negli ultimi 5’ del quarto e alla prima sirena la distanza è ridotta a un misero punto. Addirittura a inizio del secondo quarto arriva il primo vantaggio di serata, col rumoroso pubblico texano prontamente silenziato da un Tatum insolitamente cecchino dalla lunga distanza.

La variabile a sorpresa di Mazzulla ha il volto di Sam Hauser, che a sua volta dall’arco vede benissimo la retina (tre triple a bersaglio) e consente ai suoi di andare avanti e tenere testa a un Irving sempre scatenato. Doncic sembra più compassato, nel senso che c’è ma rispetto ad altre puntate non si vede. Si va avanti a sprazzi, con i Mavs che chiudono avanti di un punto all’intervallo lungo.

Tillman, la carta che non ti aspetti. E il solito Brown

L’altra carta tirata fuori da Mazzulla ha il volto di Xavier Tillman. È lui l’uomo chiamato a non far rimpiangere Porzingis: in attacco non può colmare la lacuna, in difesa però fa le cose perbene. E come spesso accade, nel terzo quarto Boston riesce a capitalizzare tutta la bontà del proprio potenziale tecnico e la sua chimica di squadra. Perché la palla comincia a girare che è un piacere e di colpo la partita pende tutta dalla parte dei Celtics, che cominciano a trovare soluzioni offensive di bontà assoluta.

Dallas invece va in tilt: Doncic (nervosissimo) si carica di falli e produce poco, e non appena anche Irving tira il fiato ecco che Boston scappa via inesorabile. È un altro parziale strong a indirizzare la contesa: lo guidano Holiday e Brown, che raccolgono il testimone da Tatum, il quale torna a litigare col ferro. Ma è un dominio senza appello: Dallas si ritrova distante 15 lunghezze, come se davvero non avesse più benzina e tantomeno armi da opporre. Quando arrivano altri punti in serie, cioè all’inizio del quarto periodo, il punteggio dice 91-70. Non c’è più una partita, e probabilmente neppure una serie.

Brividi finali: rimontona Dallas, poi arriva… White

Solo che Boston ha un problema antico che si porta appresso: quando stacca la spina diventa la squadra più fragile e insicura della lega. I Mavs capiscono che non hanno più nulla da perdere: Washington e Lively tornano a produrre, così come Irving, ma è Doncic a tradire i compagni con difese al limite della supponenza e soprattutto con due falli evitabili che gli costano l’espulsione con 4’ da giocare.

Dallas però ormai è tornata in partita, tanto che arriva addirittura a -1 dopo un clamoroso 22-2 di parziale. Irving giganteggia, anche se preferisce spesso la conclusione in area a tiri più complessi dall’arco. Il sorpasso sembra a un passo, ma ancora una volta sul più bello i Mavs si spengono e Brown torna letale. Ma c’è anche Derrick White a indicare la via: tripla di capitale importanza e +6 a meno di due minuti dalla fine. Diventa un Irving contro tutti (35 punti di serata per Uncle Drew), ma la difesa dei Celtics ancora una volta ha la meglio.

Boston non ha mai perso in trasferta in questi play-off (dove sale 15-2, 7-0 lontano dal TD Garden) e ormai vede l’anello a un passo: potrebbe arrivare già nella notte tra venerdì e sabato in gara 4, ma comunque è soltanto questione di tempo. E per quanto visto, giusto così.

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