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Numero uno World Athletics: "Il tempo di Jacobs arriverà"

Coe sull'oro a Tamberi e Barshim: "Se sono d'accordo? Forse no, ma in ogni caso rispetto quanto han fatto".

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Numero uno World Athletics: "Il tempo di Jacobs arriverà" Fonte: Getty Images

Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, il numero 1 di World Athletics Sebastian Coe ha spiegato l’esclusione di Marcell Jacobs come possibile miglior atleta dell’anno: “Il dibattito sulle nominations è ogni stagione molto acceso. È difficile accontentare tutti, gli insoddisfatti saranno sempre tanti e sono certo che se chiedessimo a dieci esperti la propria lista, sarebbero tutte diverse tra loro. Come sapete, per la compilazione delle nostre ci rivolgiamo a sei statistici di provata esperienza, uno per ogni area continentale. Ci fidiamo del loro lavoro e del loro giudizio e non cambieremo criterio. Ma il tempo di Jacobs arriverà. Fa parte delle cose. Per me, da ex mezzofondista, il migliore al mondo sarebbe sempre il più forte dei 1500”.

Coe ha analizzato anche la decisione di assegnare l’oro a Tokyo 2020 sia a Tamberi che a Barshim nel salto in alto: “I nostri regolamenti lo consentono dal 2011: credo che quella scelta abbia scaldato il cuore di molti. Ero curioso di vedere la reazione dell’opinione pubblica: direi che la maggioranza ha molto apprezzato. Se sono d’accordo? Forse no, ma io correvo in pista, mai mi sarei potuto trovare in una situazione analoga. Può succedere solo nei concorsi. In ogni caso rispetto quanto han fatto”.

Per Coe il 2021 è da ricordare: “Come per tutti è stati un anno molto difficile, ma per noi particolarmente positivo, non solo grazie ai risultati tecnici ottenuti. Con il Continental Tour abbiamo allargato i nostri confini. Soprattutto abbiamo confermato di essere il primo sport olimpico. Siamo una forza dominante. Sono i numeri di Tokyo a dirlo: 2.2 miliardi di audience mondiale televisiva e digitale, 10.000 articoli della stampa scritta, 700 milioni di visualizzazioni social e 62 di interazioni varie. Aggiungiamo l’estensione contrattuale fino al 2029 con l’Nbc per il Nord America e con l’Ebu per l’Europa e l’Africa, con notevoli incrementi finanzieri e dire che godiamo di ottima salute non è azzardato”.

Coe ha concluso analizzando gli obiettivi per il 2022: “Al di là di quelli sociali, i Mondiali di Eugene rappresenteranno un’enorme occasione di rilancio negli Stati Uniti. Il Paese, per tradizione e talenti emergenti, gli ultimi Erryon Knighton e Athing Mu, appena nominati migliori giovani dell’anno, senza dimenticare una come Sydney McLaughlin, resta una super potenza. Ma il movimento nazionale, da un punto di vista organizzativo, ha bisogno di crescere. Oregon 2022 potrà rappresentare una svolta. E con i prossimi Mondiali under 20 assegnati a Cali 2022 e a Lima 2024 , per le Americhe in genere il futuro prossimo potrà avere nuovi connotati”.

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