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Real Madrid, Ancelotti mercoledì rischia quasi 5 anni di carcere, la replica del tecnico al Fisco e a Tebas

Parte il processo contro il tecnico per evasione fiscale quantificata in 1 milione di euro, intanto Tebas si prende beffe delle sue lamentele

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Te lo dò io il Brasile. Mentre non si placano le voci sull’interessamento della nazionale auriverde, Ancelotti è sotto il fuoco di fila incrociato del fisco spagnolo e della Liga. Il Tribunale provinciale di Madrid ha programmato per mercoledì prossimo il processo contro l’allenatore del Real Madrid per evasione. L’accusa chiede una condanna a quattro anni e nove mesi di carcere per frode ai danni del Tesoro per un milione di euro.

L’accusa di evasione ad Ancelotti

Nello specifico, gli viene contestato di aver frodato l’erario pubblico per 1.062.079 euro negli anni fiscali 2014 (386.361 euro) e 2015 (675.718 euro), riferisce la Procura. Di fatto Ancelotti avrebbe dichiarato allo stato spagnolo solo i ricavi ottenuti come allenatore omettendo i redditi corrispondenti allo sfruttamento dei suoi diritti di immagine da parte del Real Madrid e da altri contratti personali.

Nonostante sia cittadino italiano, Ancelotti aveva a suo tempo spostato la residenza fiscale in Spagna e risiedeva stabilmente in un appartamento a Madrid. Secondo la procura avrebbe trasferito la gestione dei suoi diritti di immagine a una «complessa e confusa» rete di società a lui riconducibili ma la cui residenza fiscale era registrata fuori dalla Spagna. Nel 2021 Ancelotti aveva ammesso di aver evaso le tasse nel 2014, dicendo che era stato «mal consigliato» dai suoi consulenti finanziari, ma ha negato di averlo fatto nel 2015.

I lamenti del tecnico

Problemi Ancelotti li ha anche nei rapporti con la Liga. Dopo essersi più volte ribellato ai turni massacranti del calendario, il tecnico dei blancos dopo la sofferta vittoria in rimonta nel match col Villarreal, giocato poco dopo una gara di Champions, aveva tuonato: “È l’ultima volta che giochiamo senza aver potuto godere di almeno 72 ore di riposo. La prossima volta non ci presenteremo”.

La risposta della Liga ad Ancelotti

Il presidente della Liga Javier Tebas sulle prime ha fatto orecchie da mercante, poi dal galà annuale dell’ISDE Sports Covention 2025, ha mandato bordate all’allenatore emiliano: “La cosa delle 72 ore mi fa morire dal ridere. Lo facciamo in questo modo da 14 anni e sembra che nessuno se ne sia accorto. Si sono dimenticati delle cinque sostituzioni per queste cose. Se fai tutte le sostituzioni all’85° minuto… Ed è lui quello che si lamenta. Se le fai all’85°, beh, certo”.

Il moderatore ha infilato il dito nella piaga dicendo: “Stai prendendo di mira un allenatore italiano?”. Il presidente della Liga ha replicato con ironia: “No… Ho sentito altri che si sono lamentati. Quanti giocatori del Real Madrid hanno giocato più del 60% del tempo in tutte le competizioni? Quanti hanno giocato più dell’80%? Bisognerà vedere. Se ci sono 25 giocatori e si creano queste squadre estese, è necessario ruotare. Non credo che il Real Madrid non si presenterà, sarebbe un loro problema. La verità è che non ci penso se si presenteranno o meno. Non può essere che sia tutta colpa della RFEF, delle leghe…”.

La replica di Ancelotti

In conferenza il tecnico ex Milan ha risposto punto su punto, partendo da Tebas: “Devo rispondere? Sapevo già della sua ossessione per il Real Madrid; non sapevo che volesse fare l’allenatore. Dovrebbe concentrarsi di più sulle sue cose. Penso che stia mostrando mancanza di rispetto per il Real Madrid e gli allenatori, con il Villarreal, il programma potrebbe essere cambiato perché l’avversario e le emittenti televisive hanno concordato di cambiare il programma. Se una partita può essere cambiata e loro non la cambiano, non giocheremo. Se non può essere cambiata, ovviamente ci presenteremo per giocare”. Dopo aver glissato sul Brasile («Il contratto è chiaro. Non ho nulla da aggiungere. Amo il Brasile, i suoi giocatori e i suoi tifosi, ma ho un contratto qui con il Real Madrid, non ho avuto contatti col Brasile.»

Infine in merito al processo chiarisce: «Ci sono molti argomenti di dibattito. Devo testimoniare e lo farò mercoledì. Questo non è l’argomento di dibattito. Quello che accadrà la prossima settimana è un appello presentato dall’ufficio del Procuratore. Ho vinto il primo processo e ho piena fiducia nella legge e nella giustizia. Non sono preoccupato. Mi dà fastidio che la gente dica che ho frodato la gente, ma sono impaziente di testimoniare.»

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