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Rugby, Capuozzo candidato a 'Rivelazione dell'anno': l'Italia sorride

L'italiano di Francia Capuozzo protagonista del rugby internazionale: è candidato a 'Rivelazione dell'Anno'.

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Domenica il Gala di Montecarlo assegnerà i premi ai protagonisti del Rubgy internazionale e l’Italia finalmente sarà tra i protagonisti, perché, oltre alla ‘Meta dell’Anno’ con cui Padovani ha messo fine a una serie di 36 kappaò nel Sei Nazioni, Ange Capuozzo è candidato al titolo di ‘Rivelazione dell’Anno’.

E’ un riconoscimento prezioso per l’intero movimento, perché le 5 vittorie negli ultimi 6 incontri hanno ridato ossigeno al progetto Crowley che ha come orizzonte il Mondiale del 2023 in Francia: i rivali per il premio di ‘Breakthrough Player of the Year sono gli irlandesi Dan Sheehan e Mack Hansen e l’inglese Henry Arundell.

Chi è Capuozzo, candidato ai World Rugby Awards

C’è anche l’Italia tra i 12 Paesi che vantano un proprio candidato ai World Rugby Awards: le motivazioni che hanno designato il 23enne estremo Ange Capuozzo vertono sull’incisività espressa in Nazionale (doppietta al debutto contro la Scozia, la serpentina che ha avviato la meta valsa il sorpasso sul Galles nel Sei Nazioni e la doppietta che ha regalato sabato la prima storica vittoria sull’Australia.

I bisnonni paterni lasciarono Napoli dopo la Seconda Guerra Mondiale per insediarsi a Saint-Laurent, quartiere italiano di Grenoble, e aprire un’azienda di produzione di guanti; i parenti italiani sono sparsi tra Bologna e Roma, ma l’orgoglio verso le proprie origini è espresso da un aneddoto: “Mi sono proposto all’Under 20 di Roselli dopo un’amichevole con la giovanile del Grenoble nel 2019”.

Capuozzo alla Gazzetta: “Il rugby coltiva le differenze”

L’italiano di Francia è un folletto (177 x 71) che regala spettacolo sul rettangolo verde e che esalta così il suo sport: “Il rugby coltiva le differenze. C’è spazio per gli alti e i bassi, per chi ha intelligenza tattica e chi ne ha meno. Contano le motivazioni: è il messaggio da dare ai giovani”

La battaglia contro l’Australia è stata appassionante, al di là della vittoria all’80’: “Lo sport vive di emozioni, se sono enormi è ancora meglio. Mi trovo a meraviglia con Pierre Bruno e Monty Ioane, siamo tre giocatori istintivi: i miei modelli sono il francese Christophe Dominici, il figiano Sirelt Bobo e il sudafricano Cheslin Kolbe, giocatori veloci e spettacolari”.

Verso Italia-Sudafrica, gli Azzurri vogliono un’altra impresa

Capuozzo non perde di vista il percorso fatto sotto la gestione Crowley: “È il frutto di un processo cominciato circa un anno fa, coinciso casualmente col mio ingresso in Nazionale: alla base ci sono la nostra identità e il nostro cuore. Abbiamo fiducia e crediamo in noi stessi: muoviamo la palla, siamo decisi negli impatti, cerchiamo il gioco aereo”.

Ora tocca al Sudafrica Campione del Mondo, che ha vinto 15 volte su 16, l’ultima delle quali proprio in Giappone, 49-3: non è più l’Italia che subiva due batoste (74-3 e un umiliante 101-0) nel 1999, ma sarà l’Italia che nel 2016 ottenne il primo scalpo degli Springbooks? Le sconfitte di misure contro Irlanda e Francia hanno messo in allerta i rivali, così si è espresso l’assistant coach Davids: “L’Italia ha fatto strada con Crowley, ha un sistema di gioco efficace. Dopo il Galles ha acquistato mentalità, è una squadra fisica pronta a battagliare in mischia”.

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