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Sabatini: "Non si toglie la fascia di capitano a Dzeko"

Walter Sabatini parla senza freni sulla Roma: "sbagliato degradare un capitano come Dzeko"

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Sabatini: "Non si toglie la fascia di capitano a Dzeko" Fonte: Getty

E’ un campionato un pò altalenante quello della Roma: i giallorossi infatti stanno ancora cercando il loro miglior equilibrio tra goleade e ottimi risultati contro le medio-piccole squadre e sconfitte a ripetizione contro le prime sette della classe. In più, il caso Dzeko-Fonseca scoppiato nelle ultime settimane. 

Walter Sabatini, attuale coordinatore dell’area tecnica del Bologna ed ex direttore sportivo della Roma, ha voluto dire la sua su qualche tema giallorosso, intervenendo alla trasmissione televisiva “Al Circo Massimo”. Queste le dichiarazioni riportate da ‘ForzaRoma.Info’. “La mia operazione migliore a Roma? Dal punto di vista finanziario Alisson, è arrivato per 7 milioni, ha fatto un anno da dodicesimo ed era arrabbiatissimo con me, poi è decollato come è giusto che fosse. Il mio più grande rimpianto? Non riuscire a prendere Mkhitaryan quando era ancora allo Shakhtar Donetsk. Avevo anche preso Cuadrado, ma non voglio parlarne: dovrei denunciare un allenatore per questo, non lo farò mai”.

Sabatini si è poi soffermato sul caso Dzeko:  “Alcune cose successe nella Roma non mi sono piaciute. Dzeko è un professionista di livello eccezionale e di grande educazione, non sarebbe mai in grado di creare problemi. Non è giusta una conseguenza così importante per un diverbio di spogliatoio, la Roma lo ha ceduto 4 volte in 2 anni e lui è sempre voluto rimanere. Fonseca lo avrà fatto per aumentare il suo carisma nello spogliatoio. Ha subìto un’umiliazione importante, gli servono 20 giorni per tornare a regime, è inutile che i tifosi si chiedano se ancora lotta per la causa. Gli si ridia la fascia, non si degrada un capitano a meno che non abbia commesso un omicidio”.

Giudizio non positivo invece per un suo ex giocatore, ovvero Radja Nainggolan: Nainggolan è un poco di buono, mai ha voluto riconoscere a me una parte della sua felicità o della sua storia. Ho un affetto straordinario per lui, lo ho anche abbracciato quando era sudato ed è una cosa che non farei neanche con mio figlio, ma resta un poco di buono. Lo chiamavo di notte quando ero qui a Roma, mi giurava e spergiurava di essere a letto: un vero bugiardo, era sempre in giro. E’ ignobile per un professionista farsi riprendere ubriaco fuori da una discoteca, ma gli hai voluto un bene sportivo eccezionale, mi faceva emozionare con le sue scivolate”.

Infine le sue considerazioni su due ex esponenti della Roma: James Pallotta e Ricky Massara. “Sono stato contento quando Pallotta ha venduto la Roma? Sì. Perché hanno lasciato andare Massara? Ha sbagliato, ha lasciato andare via un ragazzo di grande cultura e impegno incessante per il club. Massara arrivava alle 7.30 e andava via a notte inoltrata, la Roma ha fatto uno sbaglio esiziale. E’ il Salah dei dirigenti e mi da gioie quotidiane. Spero che vinca”.

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