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Supercoppa Italiana e calendario, arrivano conferme da De Siervo

L’A.D. della Lega Serie A ha ribadito che il match che assegnerà il trofeo verrà giocato in Arabia Saudita e che anche nella prossima stagione il campionato sarà soggetto al calendario asimmetrico.

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Supercoppa Italiana e calendario, arrivano conferme da De Siervo Fonte: Getty Images

Archiviata la stagione 2021/22 con la vittoria dello scudetto da parte del Milan, per la Lega Serie A è subito arrivato il momento di pensare alla prossima annata sportiva.

In quest’ottica, l’amministratore delegato Luigi De Siervo ha voluto immediatamente ribadire due punti importanti: lo svolgimento della Supercoppa Italiana all’estero e la conferma del calendario asimmetrico per il prossimo campionato.

“La Supercoppa si disputerà in Arabia Saudita. È un contratto che abbiamo ereditato e questo è l’ultimo anno. La sfida si giocherà a gennaio: ancora una volta il nostro prodotto sarà esportato” ha chiarito deciso il numero uno della Lega Serie A che poi, per quanto riguarda le edizioni future, ha aperto a possibili cambiamenti.

“Per il futuro resta l’ipotesi della partita secca, ma l’assemblea sta valutando anche l’ipotesi spagnola, per una Supercoppa con le prime due squadre di ogni competizione, dunque semifinali e finali. Stiamo valutando il periodo a cavallo delle vacanze invernali”.

Nessuno stravolgimento invece per il campionato 2022/23 che si disputerà ancora con la formula del calendario asimettrico.

“Verrà riproposto, è uno strumento che consente maggiore elasticità nella riproposizione del calendario, tanto più sarà necessario l’anno prossimo dove ci sarà un Mondiale invernale e quindi saranno compresse le sfide delle coppe europee. Ci permette di inserire partite interessanti in ogni weekend” ha spiegato De Siervo, assolutamente contrario a una Serie A a 18 squadre.

Sarebbe un terremoto. Io dico solo che le riforme si fanno insieme. Noi non siamo contrari, lo stiamo dimostrando con i fatti, ma la scelta di passare da 20 squadre a 18 sarebbe sanguinosa. Non è un tabù, ne stiamo parlando comunque, ma bisogna essere attenti perché significherebbe avere 76 partite in meno, oltre il 20% del prodotto e oggi non siamo in grado di ridurre i nostri ricavi perché la struttura dei costi delle società è rigida” ha ribadito con fermezza De Siervo lanciando poi una stoccata ai calciatori.

“È un processo che può essere affrontato ma tutti devono fare la propria parte, a partire dai calciatori che da lavoratori privilegiati si sono comportati male in questi anni. I giocatori fanno parte del sistema, siedono in Consiglio federale e devono fare la propria parte, mentre in questi anni gli imprenditori hanno perso molto e loro nulla. Questo non è giusto”.

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