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Tennis Indian Wells, Sinner: “L’importante è continuare a migliorarsi. Il best ranking una grande motivazione”

Manca poco all'esordio a Indian Wells per Jannik Sinner, che in conferenza stampa ha affrontato vari argomenti, ribadendo il diktat che l'ha portato fin qui: continuare a lavorare per migliorarsi

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Matteo Morace

Matteo Morace

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Tanti i temi trattati in conferenza stampa da Jannik Sinner prima del debutto a Indian Wells, primo prestigiosissimo Master 1000 stagionale dove esordirà contro Thanasi Kokkinakis e andrà a caccia di uno storico best ranking per il tennis italiano: “Sono felice di trovarmi qui, in uno dei tornei più prestigiosi in calendario. È piacevole avere un bel rapporto con il pubblico e spero di mettere in mostra un bel gioco anche qui”.

Sul trionfo agli Australian Open

Una delle prime domande rivolte a Jannik Sinner riguarda ovviamente il recente trionfo agli Australian Open, il suo primo in un torneo dello Slam: “Non si può mai avere la certezza di poter raggiungere questi traguardi, soprattutto quando si è giovani e si sogna di fare del tennis la propria professione. Non mi sarei mai immaginato di diventare così forte. Il mio obiettivo è sempre stato quello di migliorare. Ovviamente in certi momenti ci si accorge di poter avere una buona carriera e ora ho un approccio diverso, sono consapevole di poterla avere. Ma anche soltanto tre anni fa la situazione era molto differente: sapevo di poter giocare un buon tennis, e di poter competere con i migliori al mondo, e questa era la cosa più importante”.

Sinner ha poi proseguito spiegando l’importanza del lavoro anche dopo successi così importanti e scherzando su come sia impossibile non notare il trofeo Norman Brookes a casa sua: “Il mio appartamento a Monaco è davvero molto piccolo, quindi quando si entra si vede subito la coppa. Avendo molte cose da fare a Roma subito dopo il trionfo non ci ho messo molto a tornare con i piedi per terra. Già mente mi trovavo a Roma ho ripreso a lavorare in palestra. Sono dell’idea che anche quando si vivono momenti speciali come quello, poi sia necessario ripartire e rifare tutto dall’inizio. Abbiamo festeggiato per un giorno, ci siamo divertiti, poi siamo tornati a casa e abbiamo ricominciato da capo. È molto importante non montarsi la testa. Penso di avere ancora tante cose da apprendere per poter raggiungere il mio potenziale in tanti aspetti del mio gioco. Questa è anche la parte più affascinante: vedremo quali saranno i risultati che otterremo”.

Il n°3 a Rotterdam

Sinner è ancora imbattuto in questo 2024 nel quale dopo aver conquistato un titolo slam, che in ambito singolare maschile mancava dal 1976 in Italia, è tornato in campo in Olanda dove ha vinto l’ATP 500 di Rotterdam diventando anche l’italiano con il miglior ranking di sempre nell’era Open: “Il tennis permette sempre di porsi nuovi obiettivi, nuovi traguardi. Il fatto che in palio ci fossero punti importanti per registrare un nuovo best ranking è stata una grande motivazione. La cosa fondamentale però rimane quella di migliorare come giocatore, per questo motivo si continua a lavorare, indipendentemente dai traguardi raggiunti”.

Sull’importanza del team

Nel corso della conferenza Jannik si è anche soffermato sul proprio team, al quale riconosce grandi meriti e con cui condivide tutti i successi, consapevole, come dimostra l’utilizzo del plurale in quasi tutte le dichiarazioni, che da solo non è detto che avrebbe raggiunto questi incredibili obiettivi: “Cahil e Vagnozzi formano una squadra formidabile. Simone cura prevalentemente la parte tecnica e un po’ quella tattica, mentre Darren si occupa più della parte mentale, di come rimanere concentrato e gestire il match, è un abile motivatore. La loro combinazione rende il team davvero molto forte, si capiscono al volo, e non avrei mai potuto fare quello che ho fatto senza di loro“.

Sul momento d’oro del tennis italiano

Quanto fatto finora da Sinner, e quanto potrà fare, sono un unicum nella storia del tennis italiano, che però riesce ad andare oltre l’altoatesino con un movimento che dal 2000 a oggi ha vissuto il suo miglior periodo sia a livello maschile, che femminile. Ovviamente i successi di Jannik aiutano a motivare tutto il movimento, come si è visto anche con il recente successo di Jasmine Paolini al WTA 1000 di Dubai: “Tutto ha avuto inizio diversi anni fa, a livello femminile con Schiavone e Pennetta, e poi con Berrettini che ha raggiunto la finale di Wimbledon, ma anche Fognini che ha conquistato il Masters 1000 di Monte Carlo. Fa piacere far parte di questo gruppo di giocatori che si spronano a vicenda. Mi sento molto fortunato, spero di poter essere d’aiuto agli altri, ma alla fine tutti noi seguiamo la nostra strada. Ciò che è veramente importante è che sempre più bambini inizino a giocare a tennis”.

La gestione del successo

Da qualche mese a questa parte Sinner è diventato in Italia, ma non solo, uno dei personaggi mediatici più seguiti e ambiti, un successo che l’altoatesino ha però trovato il modo di gestire senza farsi travolgere: “In alcune occasioni ce ne si rende conto. Io seguo molto poco i social, in Italia ci sono molto raramente, ma sento comunque l’affetto che mi dà la gente. La cosa più importante rimane però il lavoro: sono ossessionato da esso, se non lavoro mi sento male e la cosa più importante è che io stia bene”.

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