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Tensione in Ferrari, Prost invita Vettel a rassegnarsi

L'ex pilota di Formula 1: "E' normale che si faccia il tifo per Leclerc".

Dopo le due vittorie consecutive a Spa e a Monza, sono tanti gli appassionati e gli addetti ai lavori della Formula 1 che indicano Charles Leclerc come il pilota di punta della Ferrari, a scapito del compagno di scuderia Sebastian Vettel. Il giovane monegasco, grazie alle ultime brillanti prestazioni (e agli errori del quattro volte campione del mondo), è stato in grado di raggiungere e sopravanzare il tedesco nella classifica piloti dove attualmente ha 13 punti di vantaggio sul teutonico.

Un'importante considerazione sul rapporto tra Leclerc e Vettel l'ha fatta il quattro volte campione del mondo Alain Prost, confrontando la rivalità tra i due piloti con la propria esperienza personale. La leggenda transalpina dell'automobilismo ha concesso un'intervista a Motorsport-Magazine.com in cui è emersa tutta la sua ammirazione per il giovane pilota della Rossa: "Penso che a Monza abbia fatto la sua miglior gara in carriera. Se si guarda alle prestazioni e al modo in cui ha gestito la gara, con la pressione che c’è su un pilota Ferrari in testa a Monza, con il fiato sul collo di Lewis e Valtteri… resistere a quella pressione a soli 21 anni non era facile. Tutti sapevamo che era bravo, ma quello che ha fatto è stato straordinario".

Il francese ha continuato facendo un paragone tra i due ferraristi e la sua esperienza personale con due grandi piloti: "Quello a cui stiamo assistendo tra Charles e Sebastian è un qualcosa di molto naturale. Ho avuto lo stesso vantaggio su Niki Lauda e a un certo punto uno svantaggio verso Ayrton Senna. Si tratta di un conflitto generazionale". Quando Prost approdò in McLaren, infatti, aveva 29 anni contro i 35 di Lauda. Nel 1988, invece, il pilota transalpino si vide affiancare dal 28 enne Ayrton Senna. 

Proprio in quei due fantastici anni del 'dream-team' Senna-Prost, il francese visse in prima persona il grande entusiasmo che condividevano media e tifosi nei confronti del suo compagno di squadra: "Penso sia naturale che la gente stia dalla parte del più giovane e avere a che fare con questo aspetto è difficile, specie quando sei in una squadra vincente".

SPORTAL.IT | 17-09-2019 13:34

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