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Djokovic torna a disputare gli US Open: la fine dell'esilio e la ricerca di riscatto

Con la fine dell’emergenza Covid gli Stati Uniti dal 12 maggio aprono le frontiere anche ai viaggiatori internazionali che non sono vaccinati

02-05-2023 14:19

Novak Djokovic ad agosto potrà partecipare agli US Open. Una possibilità che non è una particolare apertura nei confronti del tennista serbo, ma che è determinata dal cambio del regolamento anti Covid degli Stati Uniti. Il serbo, vincitore di 22 tornei del Grande Slam, potrà così puntare al quarto successo nella competizione americana.

Covid: le nuove norme degli USA

Gli USA con la fine dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 hanno modificato le disposizioni sulle restrizioni al momento in vigore. “Oggi – si legge nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca – annunciamo che l’amministrazione porrà fine ai requisiti del vaccino Covid-19 per i dipendenti federali, gli appaltatori federali e i viaggiatori aerei internazionali alla fine della giornata dell’11 maggio, lo stesso giorno in cui termina l’emergenza sanitaria pubblica Covid-19”.

Djokovic e il Covid: un rapporto conflittuale

Finisce così il periodo di esilio del 35enne numero uno al mondo da molti tornei tennistici. Djokovic, infatti, ha scelto di non vaccinarsi contro il Covid-19 e questo ha comportato la rinuncia forzata a molte competizioni. Per la mancata vaccinazione quest’anno soltanto negli Stati Uniti ha perso i Masters a Indian Wells e Miami.

Il caso Covid durante gli Australian Open 2022

Lo scorso anno proprio per la sua scelta di non vaccinarsi Djokovic era stato espulso dall’Australia, dopo aver ottenuto un visto grazie a un certificato medico che accertava la sua immunizzazione al Covid-19 a seguito della contrazione del virus nelle settimane precedenti il viaggio. Ma dopo un interrogatorio da parte della polizia era stato trasferito in un hotel per immigrati irregolari. La sentenza del giudice aveva successivamente previsto l’espulsione del serbo e il divieto di ingresso per i seguenti tre anni. Divieto che è stato rimosso lo scorso dicembre quando il governo australiano ha “graziato” il tennista che così ha potuto partecipare all’edizione 2023 degli Australian Open, vincendo il torneo per la decima volta in carriera.

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