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Vanessa Bryant:"Dio sapeva che non poteva dividere Kobe e Gianna"

La compagna e madre delle sue figlie commossa e provata ha ricordato la star e la sua piccola Gigi

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Forse è troppo poco, il tempo trascorso, perché si possa dare risposte adeguate a uno strappo così doloroso e ingiusto. L’America si è fermata e ha celebrato un rituale aperto, mediatico e condiviso, come solo in quei confini può avvenire in onore di Kobe Bryant e di sua figlia Gianna. Una messa struggente, che offre a Kobe l’addio degno di un uomo generoso e di un giocatore inimitabile, che in Italia non è stato celebrato, apprezzato e stimato abbastanza nonostante la sua riconoscenza.

La tragica fine di Kobe Bryant: l’incidente in elicottero

Kobe Bryant e sua figlia Gianna sono mancati quasi un mese fa, a 41 e 13 anni, in un tragico incidente in California. L’elicottero su cui viaggiavano, verso una domenica di basket e gioco, hanno perso la vita insieme ad altre sette persone.

Dopo il silenzio dovuto, sua moglie Vanessa ha deciso di rivolgere agli estimatori dell’ex stella della NBA un tributo di parole su Instagram. Ha iniziato con fatica, poi qualcosa si è smosso in questa giovane compagna, fragile e provata; ha fatto causa alla società proprietaria dell’elicottero accusando il pilota (anche lui deceduto) di essere stato negligente nel volare con quella nebbia fitta.

Dopo una serie di eventi commemorativi e il funerale privato, l’intero Paese ha seguito lunedì sera in diretta tv la commovente cerimonia allo Staples center di Los Angeles, la casa in cui Black Mamba ha giocato 20 anni e vinto cinque titoli.

Il coraggio di Vanessa Bryant

Vanessa è stata accolta con una standing ovation e crollata in lacrime mentre scorrevano le immagini con i momenti più importanti della carriera del marito. Per la Celebration of life, come è stata battezzata, si sono radunate per due ore e mezzo ‘solo’ 20 mila persone che avevano acquistato il biglietto per l’ultimo saluto al loro campione, vestite di nero o con i colori sociali giallo e viola.

“Kobe era l’Mvp dei papà”, ha detto Vanessa Bryant. “Dio sapeva che non potevamo restare su questa Terra l’uno senza l’altra”. Il mondo, ha raccontato, vedeva Kobe come una celebrità, una leggenda del basket, ma per lei è il miglior amico, un protettore. Bryant, ha proseguito, amava guardare film romantici con le loro figlie e metterle a letto ogni sera. Col marito pianificava di viaggiare nel mondo ed entrambi non vedevano l’ora di diventare “nonni fantastici”.

La dedica alla sua Gigi è stata una prova durissima: l’ha descrita come una ragazza dolce, premurosa, che amava anche nuotare, cantare, cucinare dolci e guardare “Survivor” e le partire di Nba insieme al padre. “Avrebbe potuto diventare la miglior giocatrice nell’Nba femminile”, ha tenuto a dire.

Kobe Bryant: gli amici, gli ammiratori e le persone semplici

Con loro, erano presenti i campioni di un tempo, come Kareem Abdul-Jabbar, Shaquille O’Neal, Magic Johnson, Bill Russell. E quelli di oggi, come Lebron James, James Harden, Stephen Curry, Luka Doncic, Anthony Davis. Nel parterre anche l’allenatore Luke Walton, ex compagno di Bryant ai Lakers.

In prima fila gli ammiratori più celebri come Spike Lee o Jack Nicholson, mischiati nell’affetto ai fan più comuni. Con loro a commuoversi e ad emozionarsi, la stessa emozione della voce di Beyoncé.

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