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Agostino Di Bartolomei, 30 anni fa la morte improvvisa e straziante dell'ex capitano della Roma

Trent'anni fa la tragedia che scosse il mondo del calcio: Di Bartolomei, capitano della Roma campione d'Italia nel 1983, si suicidò sparandosi un colpo di pistola al petto.

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

30 maggio 1994: una tragica notizia sconvolge il mondo dello sport. Agostino Di Bartolomei, leggenda del calcio italiano, si uccide sparandosi un colpo di pistola. Esattamente trent’anni dopo, la bandiera della Roma con cui arrivò a giocare anche una finale di Coppa dei Campioni è ricordato con un podcast di quattro puntate su RaiPlay Sound.

Agostino Di Bartolomei, la Roma e la finale di Coppa dei Campioni

Schivo, riservato, silenzioso. Eppure leader vero. Di Bartolomei, nato nella Capitale nel 1955, legò il periodo più sfavillante della sua carriera professionale alla Roma. Più di 300 le gare accumulate, di cui quasi 150 con la fascia da capitano al braccio: uno scudetto nel 1982/83, tre Coppe Italia e una Coppa dei Campioni soltanto sfiorata con i giallorossi. Stagione 83/84, l’avversario è il Liverpool, lo scenario l’Olimpico. Si arriva ai calci di rigore dopo l’1-1 fino ai supplementari: ‘Ago’ segna il primo penalty, poi Conti e Graziani sbagliano e il sogno svanisce. E di fatto tramonta anche la sua lunga storia d’amore con la Roma: Eriksson, subentrato a Nils Liedholm, non lo ritiene adatto al suo stile di gioco.

Il passaggio al Milan, i contrasti con la Roma, il declino

Liedholm lo porta con sé al Milan e quando si ritrova a sfidare la sua Roma a San Siro succede il patatrac. Di Bartolomei firma una delle due reti con cui i rossoneri stendono gli avversari ed esulta in maniera veemente. No, quell’addio alla Capitale proprio non l’ha accettato. La situazione degenera in occasione del ritorno: i tifosi non gli perdonano quanto successo nel capoluogo lombardo e la gara finisce in rissa in seguito a uno screzio con Graziani. Tre anni di Milan prima di chiudere la carriera con Cesena e Salernitana. Non lontano dalla città campana, più precisamente a Castellabate, Ago decide di trasferirsi in pianta stabile una volta appesi gli scarpini al chiodo.

Il sogno spezzato: 30 anni fa la tragedia che ha sconvolto il calcio

Ago avrebbe voluto continuare nel mondo del calcio, trovando solo porte chiuse. Il 30 maggio 1994, dieci anni dopo la finale persa di Coppa dei Campioni, Di Bartolomei fu trovato privo di vita a Castellabate: decise di farla finita sparandosi un colpo di pistola al petto. L’ex calciatore di Roma e Milan non lasciò alcun biglietto di addio, ma la scelta di quella data, non casuale, non poteva non essere un grido di dolore lancinante.

RaiPlay Sound omaggia Di Bartolomei, il capitano silenzioso

A partire da oggi, 30 maggio, nel giorno del trentennale dalla sua morte, è possibile trovare su RaiPlay Sound il nuovo podcast “Agostino Di Bartolomei – Il capitano silenzioso”, a cura di Manuel Fondato. Un omaggio in quattro puntate per ripercorrere la tappe più importanti della carriera del capitano della Roma campione d’Italia 1983.

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