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Arbitri, Le Iene: "Indagini insabbiate, ecco le prove". Il presidente AIA Pacifici rincorso da Filippo Roma

L'inchiesta sui rimborsi dei fischietti, che coinvolge l'ex arbitro Calvarese, è stata archiviata dal procuratore FIGC Chiné: Le Iene non ci stanno e inseguono Pacifici.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Il presidente AIA Carlo Pacifici rincorso da Filippo Roma, pungolato e sottoposto a domande pressanti: è l’immagine cult della nuova puntata dell’inchiesta sugli arbitri de Le Iene, la trasmissione di Italia 1 in onda martedì 16 aprile in prima serata. Che è successo, perché il numero uno dell’associazione dei fischietti sembra scappare dall’inviato della trasmissione? In realtà non c’è niente di strano, visto che il servizio è stato registrato durante la gara di corsa “Referee Run”, che si è tenuta domenica mattina sul lungomare di Salerno. Ma in realtà qualcosa che sfugge c’è: Le Iene sono convinte di poter dimostrare che le indagini sui rimborsi “tarocchi” degli arbitri siano state insabbiate.

L’indagine sui biglietti ferroviari che riguarda Calvarese

La faccenda è quella dei sei biglietti ferroviari intestati all’ex arbitro di Teramo, Gianpaolo Calvarese, di cui Le Iene si sono occupate nelle scorse settimane. “Può mai essere che l’AIA e la FIGC abbiano chiuso un occhio su alcuni arbitri furbetti, che avrebbero taroccato i rimborsi spese delle loro trasferte per mettersi in tasca dei soldi a loro non dovuti?”, si chiede Filippo Roma, curatore del servizio assieme a Marco Occhipinti. In puntata la ricostruzione di tutti i passaggi “che dimostrerebbero come i sei biglietti ‘taroccati’ sarebbero spariti dal fascicolo di indagine della Procura dell’Aia e poi ricomparsi dopo l’inchiesta mandata in onda dalla trasmissione, a partire dalla fine di febbraio”.

Le Iene: “Ecco le prove che i biglietti sono stati taroccati”

Le Iene sono entrate in possesso di documenti esclusivi che dimostrerebbero come i sei biglietti “taroccati” e intestati all’ex arbitro Calvarese, messi sotto indagine dall’ex procuratore D’Onofrio, non fossero presenti nel fascicolo ereditato dal suo successore, il nuovo procuratore degli arbitri Bernardo Albergotti. Solo dopo la messa in onda del primo servizio sul caso “rimborsi tarocchi”, il procuratore Albergotti avrebbe ricevuto da un ex membro della Procura i sei biglietti “taroccati”, rinvenuti non si sa bene come, e mancanti dal fascicolo da lui esaminato in precedenza. A questo punto, lo stesso giorno, Albergotti invia tempestivamente i sei biglietti “taroccati” al procuratore federale della FIGC Giuseppe Chiné.

Inchiesta arbitri: la risposta di Chiné al nuovo procuratore AIA

La risposta del procuratore, giunta qualche giorno più tardi, è sorprendente: “Non è possibile procedere ad alcuna valutazione della nuova documentazione” contenente i rimborsi “taroccati”, perché sarebbero già stati valutati dalla Procura degli arbitri, secondo il principio del divieto di Bis in Idem, cioè che nessuno può essere processato due volte per lo stesso fatto. Albergotti però non ci sta e con comunicazione protocollata il 9 aprile risponde al procuratore federale che in realtà lui non poteva aver svolto alcuna indagine sulle anomalie di quei biglietti ferroviari assenti dal fascicolo da lui esaminato e inviati a Chiné lo stesso giorno in cui erano stati rinvenuti proprio per questo motivo: “Da questa Procura Nazionale Arbitrale non c’è stata mai una decisione che potesse assurgere a un’archiviazione formale”.

Indagini insabbiate? Filippo Roma rincorre il boss AIA Carlo Pacifici

Si chiedono Le Iene: “Di chi è la manina che ha fatto sparire i sei biglietti taroccati dal fascicolo quando Calvarese era sotto indagine? E perché anche adesso che, dopo la nostra inchiesta, sono ricomparsi, nessuno fa nulla per fare giustizia? Il presidente degli arbitri Pacifici, che è informato di tutte queste cose, perché non ci ha detto nulla e non si fa vivo da più di un mese?”. E a questo punto Filippo Roma raggiunge di corsa il presidente Carlo Pacifici dando luogo a una intervista molto movimentata. Questo il dialogo tra i due:

Roma: Presidente quanto corre, perché non ci ha fatto sapere più nulla?

Pacifici: È tutto alla Procura, quello che mi ha girato l’ho girato alla Procura.

Roma: Sì, ma la Procura sa che cosa ha risposto? Che siccome l’Aia ha già deciso loro non possono indagare due volte sullo stesso caso, ma in realtà abbiamo scoperto che la Procura arbitrale non ha archiviato. Sono arrivate anche a lei le lettere ad Albergotti? Chiné non vuole indagare…

Pacifici: Ma lui … indago, indago, stia tranquillo che indago.

Roma: Beh, mica tanto sto tranquillo. Ci siamo sentiti più di un mese fa, non mi ha più risposto, tra l’altro i biglietti in questione sono facilmente consultabili nell’archivio dell’Aia. Poteva fare la ricerca in 30 secondi e darmi una risposta.

Pacifici: Ma io non posso giudicare, dovevo mandare tutto alla Procura e tutto alla Procura è stato mandato.

Roma: Non mi dica sempre la stessa frase, se scopriamo che un arbitro ha fregato i soldi pubblici non è grave?

Pacifici: Stiamo facendo luce e faremo luce sulla vicenda, stia tranquillo.

Roma: Presidente non sto tranquillo…lei è scomparso!

Pacifici: Le posso assicurare che verrà fatta luce su questa cosa, io devo fare il Presidente dell’Aia…

Roma: …ma tra i compiti del Presidente dell’Aia non c’è quello di far chiarezza sugli eventuali rimborsi tarocchi?

Pacifici: Vada a dire chi è che aveva la responsabilità prima di me.

Roma: Sì ma lei all’epoca faceva parte comunque del comitato nazionale, eravamo rimasti al telefono che mi avrebbe fatto sapere, perché non ha fatto sapere più nulla?

Pacifici: Perché ancora non so nulla…

Roma: Non è che lei vuole coprire chi ha fatto il furbetto?

Pacifici: No, i furbetti pagheranno, tranquillo!

Roma: Sa perché, se proprio gli arbitri che sono chiamati a rispettare le regole sono i primi a non rispettarle, non è grave?

Pacifici: Sono completamente d’accordo, faremo luce su questa cosa. Filippo te lo assicuro.

Roma: Ma perché Chiné non indaga?

Pacifici: Ma non lo so!

Roma: Perché Chiné si rifiuta di indagare trincerandosi dietro al principio “non si può fare doppia indagine sullo stesso caso”?

Pacifici: Finiamola con queste illazioni perché chi ci va di mezzo sono i ragazzi e questo mi dispiace.

Roma: Parliamo di chi è stato furbetto.

Pacifici: Quando aumenta la violenza per colpa di queste cose, no? Ognuno si deve assumere la responsabilità…

Roma: Ma colpa di chi?

Pacifici: Colpa di chi butta, sta buttando fango, sull’Associazione.

Roma: Io le ho mandato i biglietti di Calvarese e le ho chiesto se poteva verificare se i biglietti in questione corrispondevano a quelli che Calvarese ha messo a rimborso.

Pacifici: Posso verificarli io perché la verifica dei biglietti spetta alla Federazione.

Roma: Ma lei è il capo dell’Aia, basta che vada all’archivio che sta in segreteria e faccia un controllo.

Pacifici: Ma non ce l’ho io l’archivio. Su questa cosa stiamo indagando, non si preoccupi, qui non insabbiamo niente. La nostra non è un’associazione che insabbia.

Roma: Siamo sicuri?

Pacifici: Sicurissimi…

Roma: Tra l’altro, dalla corrispondenza di cui l’ho messa a conoscenza emerge che i biglietti, a quanto pare, sono tarocchi.

Pacifici: Non posso fare il procuratore, qui ci sono delle responsabilità ben precise. A lei non ho dato una risposta perché ancora non c’ho una risposta precisa.

Roma: Quando ce la dà?

Pacifici: Quando ce l’ho la renderemo pubblica, anche alle Iene, non dipende da me, dipende dalla Procura.

Roma: La Procura ha già risposto ad Albergotti.

Pacifici: No, non ha ancora risposto.

Roma: Sì, è stato messo in conoscenza, guardi…sicuro che non insabbiate?…

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