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Berrettini ritorna: "Non sarà facile, momento delicato della carriera"

Il romano: "Se ci penso, l’ultima volta che ho giocato sull’erba ero in campo per la finale di Wimbledon…".

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Berrettini ritorna: "Non sarà facile, momento delicato della carriera" Fonte: Getty Images

Dopo un lungo stop, finalmente Berrettini torna in campo: “Arrivo in una condizione diversa rispetto a quella di tre anni fa, quando vinsi il torneo però sto bene e ho tanta voglia di tornare a giocare. So bene che non sarà semplice perché sono stato fermo parecchio e ho subito un infortunio complicato da risolvere e sulla mano dominante. Non sarà facile, ma da qualche parte bisogna ricominciare”.

Berrettini tornerà a giocare sull’erba: “Se ci penso, l’ultima volta che ho giocato sull’erba ero in campo per la finale di Wimbledon… E comunque su questa superficie mi sento sempre a mio agio, ho ottime sensazioni. Dal punto di punto di vista della testa anche sto bene: so che la situazione non è semplice, pensando soprattutto a Wimbledon e ai punti che scadono, con le conseguenze sulla classifica. Sono consapevole che sia uno dei momenti più complessi da gestire dalla mia carriera, ma è un’altra sfida da affrontare a testa alta”.

A proposito di infortuni, Berrettini si è soffermato su Zverev: “L’ho visto eccome. È durissima vedere quel tipo di infortunio, perché mi fa tornare in mente quel che è successo a me. Mi fa davvero venire i brividi, mi sembra di cadere. Da un momento all’altro passi da lottare per il numero 1 al mondo, alla sofferenza. Gli ho scritto, anche se non siamo grandi amici ho voluto dimostrargli la mia vicinanza. Ci siamo detti che presto torneremo a sfidarci sui palcoscenici più importanti e sono sicuro che sarà così”.

Presto il romano sarà fuori dalla top 10 ma Berrettini ne è consapevole: “Questo momento arriverà inevitabilmente, anche se dovessi vincere Wimbledon. Sono pronto ad affrontare la situazione e accettarne le conseguenze, è vero ci sto riflettendo, perché sono sempre stato tra i primi 10 negli ultimi anni. Ora inevitabilmente tornerò indietro perché sono stato infortunato. Ma conosco il mio livello e le mie potenzialità: se sono stato numero sei del mondo non è perché me lo sono comprato ma perché me lo sono guadagnato. Quindi posso tornarci… Poi è ovvio che vorrei che questo non fosse mai successo, e so che sarà più difficile risalire, ma la nostra vita come atleti è esattamente questo, accettare e vincere delle sfide. Io sono pronto”.

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