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Carrarese, dalla gabbia di Orrico al sogno B tra campane a festa e fuochi d’artificio: la notte di gioia

La Carrarese ritorna in serie B 76 anni dopo l'ultima volta: gioia incontenibile dei tifosi lungo le strade della cittadina apuana. Ma ora c'è da risolvere il problema stadio

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Ylenia Cucciniello

Ylenia Cucciniello

Football Specialist

Giovanissima e appassionatissima di tutto lo sport: scrive di calcio giocato ma non rinuncia allo sguardo sull'extra campo, dove spesso si trovano risposte che il rettangolo verde non riesce a restituire

Dopo 76 anni, la Carrarese è di nuovo in Serie B. La squadra allenata da Calabro è la quarta e ultima squadra ad approdare in cadetteria dopo le promozioni di Mantova, Cesena e Juve Stabia. Dopo lo 0-0 maturato all’andata, il club toscano festeggia lo storico successo dopo aver mandato ko il Vicenza nella finale di ritorno grazie al gol dopo 6 minuti di Finotto. Il popolo azzurro, in estasi, ha invaso il campo dello stadio dei Marmi al triplice fischio, per poi proseguire i festeggiamenti lungo le strade della cittadina apuana. La gioia collettiva ha trasformato Carrara in un tripudio di bandiere e cori, celebrano un traguardo che mancava dalla stagione 1947/48.

Caroselli, fuochi d’artificio e cori: scoppia la festa a Carrara

Migliaia di cuori giallo azzurri hanno invaso le strade di Carrara. Dopo il triplice fischio, i 4500 tifosi presenti allo stadio dei Marmi si sono riversati in campo per festeggiare l’ambita promozione in Serie B insieme alla squadra. Dopo la premiazione, la città è stata presa d’assalto dai sostenitori toscani, colorata di giallo e azzurro, tra bandiere sventolanti e palloncini.

La festa è poi continuata in piazza Vittorio Veneto, dove la gioia è esplosa tra fuochi d’artificio e il suono delle campane del duomo, suonate da Don Piero Albanesi. Musica, cori e fumogeni hanno riempito l’aria, mentre il popolo di Carrara celebrava un sogno che mancava dalla stagione 1947/48.

Un sogno che diventa realtà: il cammino della Carrarese

“Non Bisogna mai smettere di sognare”. È questo il motto stampato sulle magliette indossate dai calciatori della Carrarese dopo il triplice fischio della sfida decisiva contro il Vicenza, che ha sancito il ritorno in Serie B. Un cammino davvero da sogno per i gialloazzurri, che hanno chiuso la regular season al terzo posto con 21 vittorie, 10 pareggi e solo 7 sconfitte. Questa posizione ha permesso ai toscani di accedere ai playoff dal primo turno della Fase Nazionale. Un percorso straordinario che li vede eliminare, nell’ordine, Perugia, Juventus Next Gen, Benevento e infine il Vicenza di Stefano Vecchi.

Da Orrico a Baldini: la storia della Carrarese

Dopo 76 anni, la Carrarese torna in Serie B. L’ultima volta risale al 1946, quando il club toscano viene ammesso provvisoriamente nel girone A della serie cadetta, dopo aver sfiorato la promozione nel 1943, anno in cui i tornei vengono interrotti a causa della seconda guerra mondiale. Un’esperienza, quella in Serie B, che dura solo due stagioni prima del ritorno nelle categorie minori.

La versa svolta arriva alla fine degli anni ’70 con l’ingaggio del giovane Corrado Orrico da parte del presidente Cecchinelli. Sotto la guida dell’allenatore della “gabbia”, la Carrarese torna tra i professionisti, disputando una stagione da grande protagonista. Negli anni successivi, il club rimane stabilmente in C1 grazie all’arrivo di Grassi e Menotti e allenatori come Lippi, Simoni e Baldini, prima di affrontare un totale declino culminato con la retrocessione nella stagione 2009/10 dopo 32 anni di professionismo.

Il club rivede la luce con l’ingresso in società di Maurizio Mian, il calciatore Lucarelli e il carrarino Buffon, un progetto solido che riporta rapidamente la squadra in Lega Pro Prima Divisione. Tuttavia, il periodo non è tutto rose e fiori, e la Carrarese retrocede nuovamente nel 2012/13.

Un’altra svolta decisiva arriva nel 2015, quando Buffon dichiara di non riuscire da solo a gestire economicamente la squadra. Il club viene iscritto al successivo campionato e passa nelle mani dell’edile romano Raffaele Tartaglia. Ma, la poca stabilità societaria tra Tartaglia e Buffon clumina con il fallimento nel 2016.

Nonostante queste vicende, la società riesce a evitare di lasciare i professionisti grazie all’intervento dell’allora sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, che inaugura un nuovo capitolo per la Carrarese. Nel 2017, inizia il grande periodo della squadra toscana. Sotto la guida di Baldini, i giallo azzurri raggiungono i playoff, uscendo però nel secondo turno. L’anno successivo arriva fino alla semifinale, prima di essere eliminata ai supplementari dal Bari. Anche con Di Natale e Dal Canto, la squadra continua a qualificarsi agli spareggi promozione, senza però riuscire ad arrivare fino in fondo.

Nella stagione appena conclusa, Dal Canto viene sostituito dopo 21 giornate da Antonio Calabro, che trascina la squadra al terzo posto della regular season e la qualificazione ai playoff. Dopoo aver eliminato Perugia, Juventus Next Gen, Benevento e Vicenza, la Carrarese torna nuovamente in Serie B.

Patron Gemignani: “Prime gare a Pisa? Speriamo…”

Nel fervore della gioia per la conquista della promozione in Serie B, il patron della Carrarese, Manrico Gemignani, ha proiettato lo sguardo anche verso il futuro concentrandosi sul tema stadio e panchina. Ai microfoni di TMW, ha dichiarato: “Lavoreremo in silenzio con l’obiettivo di costruire una squadra vincente e capace di regalarci emozioni. Per quanto riguarda lo stadio, il sindaco è al corrente della situazione e sono fiducioso che si impegnerà per realizzare i necessari lavori con il supporto del Consiglio Comunale. Nel frattempo, dovremo trovare una sistemazione temporanea. Pisa? Speriamo…Ringrazio già la società e l’amministrazione comunale”.

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