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Coppa Italia, finale Juventus-Atalanta: Allegri contro Gasperini, mister corto muso e il perdente di successo

Il 15 maggio Juventus e Atalanta si contenderanno la Coppa Italia all'Olimpico. Sarà Allegri contro Gasperini, due tecnici agli antipodi per il modo di interpretare il calcio.

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Saranno Juventus e Atalanta a contendersi la Coppa Italia il prossimo 15 maggio allo stadio Olimpico. Allegri contro Gasperini: due allenatori agli antipodi, ma accomunati dalla stessa voglia di alzare al cielo un trofeo. Max per mettere a tacere la critiche, Gian Piero per coronare uno splendido percorso iniziato otto anni fa.

Coppa Italia, la finale sarà Juventus-Atalanta: Dea a caccia di gloria

La Juventus ha staccato il pass per la finale grazie al gol in zona Cesarini di Milik che ha vanificato la rimonta della Lazio. Nonostante il roboante poker, anche l’Atalanta ha sofferto contro una Fiorentina in inferiorità numerica, dilagando soltanto nel recupero. Per l’ultimo atto della competizione si ritrovano contro due club abituati a concorrere per obiettivi diversi: la Signora vanta una bacheca ricca di trofei, mentre la Dea espone solo una Coppa Italia vinta nel lontano 1962/63. Ma – si sa – in una partita secca il blasone non conta. Anzi, l’Atalanta ci arriva col morale alle stelle, visto che ha la possibilità di arrivare fino in fondo anche in Europa League. La Juve, invece, con i nervi a fior di pelle e una panchina che scricchiola come non mai.

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Allegri contro Gasperini: due modi diversi di interpretare il calcio

Nel corso della sua – finora poco esaltante – seconda avventura al timone della Juventus, Allegri ha più volte ribadito un concetto: “Il calcio è una cosa semplice”. Complici gli infortuni e una rosa non all’altezza degli anni di Cristiano Ronaldo, l’allenatore livornese ha badato prima a non prenderle. Il 4-3-3 non s’è mai visto sotto la Mole. Chiesa-Yildiz-Vlahovic un tridente dal primo minuto soltanto sognato dai tifosi. Avanti con la difesa a 3, avanti con la filosofia del corto muso. Che ha premiato i bianconeri fino al derby d’Italia di inizio febbraio con in palio la vetta. Da lì il crollo e le critiche feroci, con soli tre successi in 14 partite. Gasperini, invece, ha fatto innamorare (di nuovo) l’Europa del suo calcio. Liverpool umiliato ad Anfield, calcio fisico e spettacolare, risultati eccellenti. Programmazione e lavoro: così l’Atalanta è diventata una big del calcio italiano.

Allegri-Gasperini, bacheche a confronto: la missione di Gian Piero

Sfumato il sogno scudetto e nonostante i risultati deludenti, Allegri è in linea con gli obiettivi fissati a inizio stagione: provare a vincere la Coppa Italia e tornare in Champions League. Certo, la sua seconda era in bianconera è stata avara di successi, ma l’ex Milan può contare su un palmares da urlo: sei scudetti, quattro Coppe Italia e tre Supercoppe, oltre a due finali di Champions (perse). Al contrario, la bacheca di Gasperini è ancora vuota. Eppure nell’arco di questi otto anni in nerazzurro ha sfiorato il tricolore, ha condotto la Dea fino ai quarti di Champions, ha valorizzato talenti venduti a peso d’oro, ha incantato. Gli manca l’acuto. Il sigillo. L’ultimo step. E chissà che non decida di fare il pieno di ‘tituli’. Coppa Italia più Europa League, la combo per toccare il cielo con un dito.

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