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Dal sogno Roland Garros al crollo, Cecchinato racconta il proprio calvario

Il tennista palermitano racconta la propria parabola dalla semifinale del Roland Garros 2018 al ritorno nei Challenger e l'amicizia nata con un compagno di allenamenti molto speciale come Carlos Alcaraz

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Il 2022 del tennis italiano si è chiuso con un bilancio in chiaroscuro. La sfortuna, sotto forma di tanti guai fisici, ha condizionato il rendimento di Matteo Berrettini e Jannik Sinner, le due stelle di prima grandezza di un movimento che ormai da anni è ai vertici mondiali grazie alla presenza costante di due propri rappresentanti nella top 20 del ranking ATP.

Il 2022 in chiaroscuro di Jannik Sinner e Matteo Berrettini

Eppure, in un anno che ha proiettato ai vertici mondiali altri due Golden Boys come Carlos Alcaraz, diventato il più giovane numero uno mondiale della storia, e Holger Rune, sconfitto da Novak Djokovic nella finale del Masters 1000 di Parigi-Bercy, ai due moschettieri italiani manca ancora qualcosa per poter lottare alla pari con i grandi della New Generation della racchetta. Non tanto a livello di singoli match, visto che Sinner si è tolto la soddisfazione di battere due volte Alcaraz in stagione, nella finale di Umago, unico torneo vinto nel 2022 dal talento di San Candido, e nello storico ottavo di finale di Wimbledon, bensì a livello di continuità.

Quella che si raggiunge senza gli infortuni che hanno tormentato sia Jan, comunque consapevole di dover vivere una stagione di transizione per le tante novità a livello di staff tecnico che hanno caratterizzato il suo 2022 (dall’addio allo storico allenatore Riccardo Piatti, sostituito da Simone Vagnozzi, fino all’ingaggio del supercoach Darren Cahill), che Matteo, sfortunatissimo a livello generale in una stagione comunque molto particolare, dal forfeit in extremis causa Covid-19 a Wimbledon (torneo che non avrebbe comunque assegnato punti ATP) ai tanti infortuni che non gli hanno comunque impedito di vincere due titoli, entrambi sull’erba, il bis al Queen’s e a Stoccarda.

Il sogno Roland Garros e poi il buco nero, Cecchinato dice tutto: “Il 2022 il mio anno peggiore”

Il movimento italiano, tuttavia, si fa forza anche sulla crescita di altri due talenti come Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego, con il primo che ha vissuto la stagione della consacrazione grazie al primo titolo ATP della carriera, quello “epico” vinto ad Amburgo nella finale proprio contro Alcaraz (bissato poi a Napoli) e il torinese con qualche alto e basso di troppo, ma vittorioso a Metz e eroico in Coppa Davis contro Tiafoe e Shapovalov.

Gli appassionati però ricorderanno bene che il personaggio dell’anno solo nel 2018 era stato un altro, quel Marco Cecchinato rivelazione grazie alla semifinale centrata al Roland Garros a 26 anni da “carnede” assoluto. L’ascesa del palermitano, tuttavia, si sarebbe arrestata meno di un anno dopo e anzi i 36 mesi successivi avrebbero visto Marco sprofondare dalla top 20 del ranking al 100° posto.

Intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport’, Cecchinato ha parlato di quanto è stato difficile tornare a giocare i Challenger dopo aver assaggiato il tennis d’élite, mostrando però tanta voglia di ritornare a competere ad alti livelli: “Tornare a giocare nei Challenger dopo una vita tennistica vissuta nel massimo circuito è stato molto difficile da accettare. Ho subito tanto la discesa in classifica sul piano psicologico, ma poi hi capito che avrei dovuto affrontare ogni sfida con l’atteggiamento giusto se volevo provare a migliorarmi ancora. Alla fine sono molto contento di come ho chiuso il peggior anno della mia vita da tennista. Per il 2023 non mi pongo obiettivi in termini di classifica, voglio solo dare il massimo e vincere quante più partite possibili”.

Cecchinato e l’amicizia speciale con Alcaraz: “Carlos è un talento nato”

Terzo italiano di sempre tra i primi quattro a Parigi, dove fu eliminato da Dominic Thiem (un altro che da quel momento ha iniziato un declino figlio degli infortuni), Cecchinato ha vinto tre tornei ATP in carriera, tutti tra il 2018 e il febbraio 2019 e tutti sulla terra rossa, a Budapest, Umago e Buenos Aires, prima di iniziare la parabola discendente.

In vista della nuova stagione, però, il siciliano ha forti motivazioni, grazie anche alla possibilità avuta di allenarsi con un certo Carlos Alcaraz. Cecchinato ha parlato così del rapporto venutosi a creare con il campioncino di Murcia: “Io e il mio team abbiamo iniziato a lavorare in Spagna per preparare la prossima stagione. Carlos è davvero un ragazzo straordinario, oltre che un campione”.

Secondo Cecchinato il vincitore degli ultimi US Open ha ancora ampi margini di miglioramento: “Rispetto ad un anno fa è molto più potente ed è cresciuto molto nel dritto. In un certo senso mi ricorda Nadal. Il 2023 per lui sarà una stagione di assestamento, ma sono certo che rimarrà al top perché è fortissimo sia a livello mentale che fisico ed è competitivo in ogni superficie”.

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