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Djokovic a Ginevra cerca la condizione per Parigi: "Concentrato sul presente". La "bottiglia" di Roma è dimenticata

Dopo l'uscita anticipata a Roma (con tanto di bottigliata in testa) il serbo prova a ritrovare sensazioni e condizione nel torneo svizzero. "L'importante è giocare. E non penso al ritiro"

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Tutti guardano a Parigi, dove è atterrato Sinner e dove nel giro di 48 ore si saprà se il numero 2 del mondo sarà o meno della partita nell’ultimo torneo sul rosso della primavera europea. Ma intanto non troppo distante, a Ginevra, c’è il numero 1 che a sua volta ha voglia di mettere nel mirino lo slam parigino. E che sa bene che senza un percorso fatto di (quasi) sole vittorie la vetta del ranking potrebbe sfuggirgli di mano. Ma Novak Djokovic non è il tipo da arrendersi alle prime difficoltà: a Ginevra debutterà domani nel torneo ATP 250 che ha scelto come prova generale in vista del Roland Garros. E dopo qualche passaggio a vuoto di troppo, la sensazione è che abbia voglia di mettersi il passato alle spalle.

La prima volta di Nole a Ginevra (contro l’inedito Hanfmann)

L’aria di casa potrebbe fargli bene: Djokovic a Ginevra ha alcuni parenti, tra cui una cugina che a breve convolerà a nozze con un calciatore del Servette. L’accoglienza che gli hanno riservato gli organizzatori, come logica vuole, è stata senza precedenti. “Li ringrazio per come mi hanno accolto. È la prima volta che gioco questo torneo, pertanto sarà tutto molto bello e particolare.

Le condizioni dei campi sono ottimali, da parte cercherò di impegnarmi a fondo per sfruttare questa opportunità e prepararmi nel modo giusto a quello che mi aspetta nelle prossime settimane in Francia. Ho bisogno di mettere quanti più match nelle gambe e spero di poterlo fare da qui a domenica”. Ad attenderlo negli ottavi (al primo turno il serbo ha goduto di un bye) c’è il tedesco Yannick Hanfmann, che pur avendo già 32 anni non ha mai affrontato Nole in tutta la sua carriera. Insomma, una prima volta davvero particolare, un po’ in tutti i sensi.

La bottigliata è alle spalle: “La testa sta bene…”

Djokovic a Ginevra proverà a dimenticare quanto successo a Roma, dove la bottigliata presa in testa in qualche modo ha finito per oscurare un po’ le prestazioni al di sotto dei suoi standard abituali, culminate con il ko. rimediato contro Tabilo. “La testa sta bene, non ho avuto alcuna conseguenza per quanto è successo. Sto semplicemente prestando attenzione alla parte atletica, perché adesso ho bisogno di raggiungere la forma migliore.

Anche per cancellare l’onta di un avvio di stagione davvero atipico, senza trofei messi in bacheca. “Non mi sono chiesto perché le cose siano andate in questa maniera. Non mi piace guardare al passato, piuttosto preferisco proiettarmi al futuro. Ho bisogno di ritrovare le giuste sensazioni e magari qui a Ginevra riuscirò a farlo.

Ho già giocato da questa parti in Davis Cup, e in Svizzera ho avuto modo di disputare il torneo di Basilea. È stato bello ricevere tanto calore in questi giorni dalla gente del posto, spero solo di poter ricambiare tutto questo affetto con prestazioni e risultati all’altezza. Anche se al solito la concorrenza sarà molto nutrita”.

Duplice obiettivo: guadagnare punti e omaggiare gli svizzeri

La presenza di Djokovic a Ginevra potrebbe aiutare il serbo a guadagnare qualche punto in più nel ranking prima di andare a difendere i 2.000 punti conquistati lo scorso anno al Roland Garros. Dove però il pronostico rischia di rivelarsi assai più aperto. “Ci sono tanti potenziali vincitori, come si è visto già nel corso dei tornei delle passate settimane. Buon per il pubblico e per lo spettacolo, anche se spero di presentarmi nelle migliori condizioni possibili per poter rimescolare ancora le carte”.

Non manca in coda alla conferenza stampa una domanda sul grande rivale di sempre, cioè Federer, e anche su Nadal. “Mi spiace che Rafa non riesca a trovare continuità, so quanto patisca questa situazione e l’unica cosa che mi rincuora è sapere che almeno io questa situazioni così particolare a livello fisico, fatta cioè di infortuni e ricadute, non la stia subendo.

Vero è che per tanti motivi non sono stati al massimo della forma, però sono contento di essere ancora sulla piazza. Quanto a Roger, è bello vedere quanta gente si sia avvicinata al nostro sport grazie a lui e quanto bene abbia fatto. Però non dimenticherei nemmeno Wawrinka, un altro svizzero che merita rispetto e ammirazione”.

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