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F1, caso Horner: chi è la donna delle presunte molestie, nuovi particolari. Rivelazione: "Voleva andare in Bahrain"

Spuntano retroscena a non finire sul caso Horner che stavolta riguarderebbero la donna che ha dato il via allo scandalo, la dipendente che ha denunciato il TP Red Bull di molestie e tutto ciò che è emerso sino ad oggi

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Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Nel ciclismo c’era la dama bianca cara al mitico Fausto Coppi. Mutuando quel soprannome in F1 potremmo definirla dama a scacchi (generando a sua volta altro gioco di parole, ndr). Nessuno la conosce, nessuno sa il suo nome. Ma la sua sola esistenza sta facendo tremare la scuderia campione del mondo e dominatrice di questi anni in Formula 1. Stiamo ovviamente parlando della Red Bull e della dipendente al centro dello scandalo che vede coinvolto il team principal Christian Horner.

Non si placano le notizie, il gossip, i reali o finti scoop sulla telenovela che sta attanagliando il paddock della Formula 1. E come se non bastassero tutte le varie vicende trasversali legate al vaso di Pandora scoperchiato dalla stessa dipendente nel denunciare questo presunto rapporto diventato ossessivo, spuntano anche i primi indizi sulla stessa donna e sul suo legame, per alcune fonti inglesi, ancora in essere con lo stesso Horner.

Caso Horner, la situazione tra il Bahrain e Jeddah

C’è un gran premio alle spalle e uno all’orizzonte. Ma questa F1 sempre più Formula Caos sembra davvero interessata e incentrata su altro. Sugli scandali, sulle lotte interne e politiche. Altro che duello Red Bull-Ferrari o Verstappen-Leclerc. Ad avercene… Ed invece a pochi giorni dal Gran Premio dell’Arabia Saudita siam qui ancora a parlare del caso Christian Horner.

Dalle presunte chat “moleste” di Horner arrivate da una mail anonima, al confronto animato con Jos Verstappen, papà di Max, visto poi colloquiare amabilmente col boss della Mercedes Toto Wolff per poi chiedere con un attacco diretto la testa di Christian Horner in Red Bull. E poi la proposta indecente che avrebbe ricevuto lo stesso Max Verstappen dal numero 1 della Fia, Ben Sulayem (al momento alle prese con ben altri problemi) direttamente in griglia in Bahrain. Di tutto, di più.

E dire che secondo Motorsport Total secondo cui Oliver Mintzlaff, CEO della Red Bull, di fatti l’erede societario del patron Dietrich Mateschitz, aveva deciso di licenziare Christian Horner il 2 febbraio praticamente appena si è saputo all’interno della multinazionale del presunto comportamento inappropriato del manager inglese.

Red Bull, caso Horner: chi è la donna al centro dello scandalo

Bionda, occhi azzurri, segni particolari: giovane. Questi sono i primi particolari che identificherebbero la donna al centro dello scandalo Red Bull che vede coinvolto il team principal Christian Horner, accusato ma al momento stesso scagionato dall’indagine interna del suo stesso team, di comportamento inappropriato nei confronti di questa dipendente.

Stando a quanto pubblicato dalla rivista BusinessF1, la donna lavorerebbe in Red Bull da circa 4 anni. Ha studiato all’Università di Edimburgo e proviene da un ambiente benestante; ha iniziato a lavorare nel motorsport a metà degli anni 2000 dopo essere stata assunta durante le vacanze estive e poi, dopo la laurea, come stagista.

Christian Horner, il rapporto con la donna diventato morboso

Sempre secondo quanto riportato dai media britannici, alla donna inizialmente piaceva il lavoro alla Red Bull, in particolare i viaggi e l’eccitazione del poter vivere da vicino il mondo della F1. Poi qualcosa è cambiato lo scorso anno quando il rapporto con Horner sarebbe diventato più stretto, troppo probabilmente per la ragazza.

All’inizio era lusingata, ma poi inorridita dalle implicazioni personali” racconta la fonte di BusinessF1. Non a caso poche ore dopo l’assoluzione da parte della Red Bull a seguito dell’indagine interna di Horner, sono comparsi, mandati da una fonte anonima, alcuni screenshoots delle chat “spinte” con cui il team principal RB soleva messaggiare con la sua dipendente.

Caso Horner: la denuncia della donna

La pagina Hammer Time che cita BusinessF1, riporta quanto contenuto nell’articolo della rivista inglese: “Tutto nasce dal crollo emotivo della dipendente denunciante che, tra le lacrime, avrebbe confessato ai colleghi le attenzioni a lei rivolte da parte di Horner, non tralasciando dettagli dal peso non indifferente. Il tutto finisce sul tavolo dei vertici di Red Bull nel Dicembre del 2023, due mesi prima che il CEO Oliver Mintzlaff prendesse la decisione di licenziare Horner con effetto immediato mediante un comunicato stampa. Ma Christian decide infatti di attivare una clausola presente nel suo contratto che gli concede il diritto ad essere soggetto ad un’indagine condotta da un organo indipendente”. L’esito dell’indagine, su cui emergono anche altri dubbi, sappiamo come si è conclusa.

Fonti vicine a Horner hanno liquidato il pezzo come “pieno di inesattezze”. Anzi, ha riferito The Telegraph che gli avvocati di Horner che lo stanno assistendo in questa intricata vicenda avrebbero inviare due lettere legali accusando BusinessF1 Magazine di aver pubblicato un articolo “illegale” che era sia diffamatorio e che violasse i diritti sulla privacy e sulla protezione dei dati.

Scandalo Horner: la dipendente voleva essere al Gp del Bahrain

Ma siccome “non finisce mica il cielo” cantava Mia Martini, secondo The Sun, la collega al centro dello scandalo Red Bull-Christian Horner sarebbe ancora in contatto con lui e avrebbe voluto essere presente al Sakhir al Gran Premio del Bahrain.

Chi invece era sicuramente presente alla gara è stata Geri Halliwell, la moglie di Christian Horner. I due sono stati ampiamente visti, ripresi e fotografati insieme mano nella mano, in reciproci atteggiamenti di complicità, nelle ore precedenti del Gran Premio. Un chiaro segno che la coppia ha voluto dare all’esterno in questo momento non facile.

F1, Red Bull in crisi: da Jos a Max e le voci sull’addio di Verstappen

Come se non bastasse il rischio di implosione di Red Bull appare concreto. Nonostante le dichiarazioni di facciata le immagini di Christian Horner parlare animatamente, al limite della lite con Jos Verstappen, papà del campione del mondo Max, sono state abbastanza eloquenti. Così come chiare e velenose sono state le parole dello stesso ex pilota della Benetton ai tempi di Schumacher, che ha attaccato al Daily Mail chiedendo la testa per il bene del team.

Fonte: Getty

Chris Horner e Jos Verstappen in Bahrain

E poi le sempre più insistenti voci che danno la Mercedes interessata forte a Max Verstappen con tanto di incontro tra Toto Wolff e Jos Verstappen sempre in Bahrain a margine della gara. Come riporta F1-Insider, nel contratto di Max Verstappen esiste una clausola che gli consentirebbe di lasciare immediatamente Red Bull. Grazie a questa clausola, è libero di andarsene da Red Bull anche nel caso in cui Helmut Marko lasciasse Red Bull. A tal proposito il dirigente austriaco ha commentato la cosa dicendo: “Per quanto mi riguarda: non ostacolerò Max”.

F1, crolla il castello Red Bull: Ford minaccia l’addio

Ford starebbe valutando se la partnership con Red Bull possa essere sciolta prima di vedere luce (dal 2026 ndr.). I capi di Detroit non vorrebbero essere coinvolti visti gli ultimi recenti scandali.

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