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F1, la commossa dedica di Kimi Raikkonen alla Ferrari

Il pilota finlandese ha ripercorso la propria carriera all'indomani dell'annuncio del ritiro a fine stagione: "Sono contento di aver vinto il mio unico Mondiale alla guida della Ferrari".

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Kimi Raikkonen, si sa, non è uno di molte parole. Così l’annuncio del ritiro dalle corse al termine della stagione in corso non poteva che avvenire via social.

Peccato che, avendo scelto per comunicare la decisione il periodo più intenso dell’anno caratterizzato da tre Gp consecutivi, il finlandese sia stato “costretto” ad argomentare quello che è il tema nel giorno del paddock alla vigilia dell’inizio del weekend del Gp d’Olanda.

A Zandvoort si tornerà a correre dopo ben 36 anni. L’ultima volta accadde nel 1985 con vittoria del compianto Niki Lauda e dei piloti del Mondiale 2021 Kimi è l’unico che all’epoca era già nato, dato che tra poche settimane spegnerà 42 candeline.

Il momento insomma era arrivato e Iceman pensa già al dopo-corse iniziando la conferenza con il tema più gettonato dai campioni che lasciano lo sport: il rifiuto all’idea di programmare il futuro…:

“Non so cosa farò, non voglio avere un calendario con cose programmate di volta in volta – ha tagliato corto Kimi Raikkonen – L’ho avuto per una ventina d’anni, ora di sicuro voglio rilassarmi e fare altro. La vita non è solo corse, mi dedicherò alla famiglia ma non ho fretta. Ai miei prossimi impegni ancora non ho pensato. Ci saranno delle opportunità, ma le valuterò man mano, non sono interessato a pensarci al momento”.

Secondo Raikkonen uno dei segreti della propria longevità è l’aver fatto anche “cose normali” extra-corse…: “Ho vissuto molto all’esterno del Circus, facendo le cose normali e penso sia una cosa che mi ha aiutato molto. Adesso il focus è tutto sulla mia famiglia, voglio portare i miei bambini a scuola per esempio”.

Comprensibile, così come ci starebbe qualche rimpianto per una carriera che prometteva molto agli esordi, ma che l’ha visto vincere solo un Mondiale, nel 2007 con la Ferrari, della cui “famiglia” il finlandese fa di fatto ancora parte guidando da tre anni l’Alfa Romeo motorizzata proprio Ferrari.

Non prevedibile viste le qualità di Kimi come pilota. Così come non era immaginabile che quasi 15 anni dopo a Maranello non abbiano più festeggiato un Mondiale.

Raikkonen ha ovviamente ricordato con affetto gli anni con la Rossa, alla cui guida ha vinto 10 dei 21 Gp totali conquistati in carriera che l’ha visto chiudere il Mondiale al secondo posto con la McLaren nel 2003 e nel 2005:

“Non ho nessun rimpianto. Ho avuto una buona carriera, sono felice di ciò che ho ottenuto, dei 21 Gp che ho vinto e del Mondiale. Sono contento del mio periodo in Ferrari e di avere vinto il titolo proprio con loro. Ma anche delle volte in cui sono andato solo vicino a vincere”.

A suggellare la carriera di Raikkonen è stato poi il caloroso saluto di Lewis Hamilton: “Kimi ha fatto una grandissima carriera, credo si voglia godere la famiglia, ma avrà sempre le corse nel sangue. Ho perso un Mondiale contro di lui e insieme abbiamo vissuto grandi battaglie. Lo ritengo uno dei migliori piloti dell’epoca moderna, molto duro ma allo stesso tempo molto corretto”.
 

F1, la commossa dedica di Kimi Raikkonen alla Ferrari Fonte: Getty Images

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