Fa un po’ effetto vedere Danilo Gallinari impegnato nella nuova realtà del basket portoricano. Una scelta dettata dalla volontà di restare vicino alla famiglia (che abita negli USA) e anche al sogno di strappare ancora una chiamata dal mondo dell’NBA, che per quanto sta facendo in questo primo scorcio di stagione un occhio su come vanno le cose con i Vaqueros de Bayamon certamente lo sta dando. Perché il Gallo ha cominciato la nuova avventura col piede giusto, infilando prestazioni di livello assoluto e portando la sua nuova squadra in vetta alla classifica.
- Gallinari e i Big3 di Bayamon dettano legge
- DiVincenzo, corsa contro il tempo: lo ius sanguinis non aiuta
Gallinari e i Big3 di Bayamon dettano legge
Stanotte c’era lo scontro diretto contro i Cangrejeros de Santurce, che di fatto metteva in palio il primato solitario della conference, e Danilo non ha tradito le attese: nei 38 minuti nei quali è stato tenuto sul parquet, più di tutti i suoi compagni, l’ala di Graffignana ha messo a referto 16 punti, di cui 10 arrivati direttamente dalla lunetta (su altrettanti tentativi) e 6 dal campo, con un 3/8 che un po’ ha sporcato la sua media serale.
A questo vanno aggiunti 8 rimbalzi e 4 assist per una prestazione di tutto rispetto, arrivata nella notte in cui i Vaqueros hanno accolto Chris Duarte, che s’è presentato con una prestazione da 22 punti, 7 rimbalzi e 6 assist. Al solito il suo contributo l’ha dato pure JaVale McGee, il terzo straniero dei Vaqueros, che ha firmato 17 punti e preso ben 16 rimbalzi, giganteggiando sotto la tabella.
Insomma, per il momento la scelta fatta dal Gallo continua a pagare dividendi: a Bayamon ha ritrovato gioco, punti e continuità e rimesso nel mirino, oltre che una possibile chiamata NBA, anche un’eventuale ultima avventura con la maglia della nazionale, con coach Pozzecco che ha ammesso di pensare eccome all’eventualità di convocare Danilo per EuroBasket 2025.
DiVincenzo, corsa contro il tempo: lo ius sanguinis non aiuta
A proposito di nazionale: nei giorni scorsi la delegazione della FIP è tornata dagli States, dove è stata ospite proprio del giocatore che in questo periodo sta effettuando tutte le pratiche del caso per ottenere il passaporto italiano, e dunque rendersi eleggibile per la nazionale.
Vero è che le nuove norme sullo ius sanguinis in qualche modo rischiano di rivelarsi d’intralcio anche per il giocatore dei Wolves: per naturalizzare un giocatore è necessario che questi abbia almeno un nonno nato in Italia e un certificato di nascita depositato entro i 25 anni d’età. “Gli avvocati stanno facendo il loro iter”, ha spiegato Salvatore Trainotti, DG delle squadre nazionali della FIP.
“Cambia l’approccio, ma le regole saranno più chiare e definite e ad ogni modo non è che sia cambiato chissà ché rispetto al passato. Con DiVincenzo i contatti proseguono senza sosta e c’è la volontà di trovare un’intesa”. Sarà fondamentale però che il giocatore arrivi al più presto in Italia per firmare le carte, sperando di poter avere tutta la documentazione in tempo per EuroBasket. Il fatto che Minnesota disputerà la post season (attualmente è sesta a Ovest) non aiuta: dovesse avanzare alle semifinali, almeno fino a metà maggio Donte sarà impegnato nella corsa al titolo, e se dovesse arrivare in finale non potrebbe liberarsi prima di fine maggio.