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Giulio Mola batte Covid-19, ma niente tampone per moglie e figlio

Il noto giornalista de Il Giorno, Giulio Mola, denuncia lo stato di abbandona in cui si è avvertito dopo aver scoperto di avere il Covid e il ricovero

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Giulio Mola batte Covid-19, ma niente tampone per moglie e figlio Fonte: Screenshot tratto da Video Mediaset

Giulio Mola aveva affidato al suo giornale, Il Giorno, la narrazione del suo incontro con quella malattia subdola e strisciante che è il Covid-19. “Ma dal 2 aprile, dopo che l’ambulanza in cinque minuti mi ha portato (con 41 di febbre, l’affanno e in pieno stato confusionale) al pronto soccorso dell’Istituto Città Studi e i medici mi hanno gelato con una sola parola (“Covid”), tutto è cambiato. Perché quando poi ti ritrovi in un letto della terapia intensiva e manca il fiato è la vita che cambia, in un istante”, ha scritto il giornalista rimasto per bene 26 giorni ricoverato.

Giulio Mola denuncia: niente tampone per mia moglie e mio figlio

Al sollievo per aver superato questa terribile malattia sistemica, Mola ha unito la rabbia. Una rabbia che non si placa. A 42 giorni da quel momento in cui tutto si è spento, per iniziare a lottare da un letto di ospedale il coronavirus, sua moglie e suo figlio, 12 anni, non hanno ancora ricevuto alcuna risposta in merito alla richiesta di essere sottoposti a tampone.

L’esperienza indegna vissuta dal giornalista e dalla sua famiglia, ancora lontana dalla conclusione, è stata riportata nei dettagli a Mattino Cinque. Federica Panicucci ha permesso a Mola di ricostruire il terribile e continuo, quasi assillante, numero di richieste di aiuto e cura all’attenzione dell’Ats, al medico di famiglia, al numero preposto della Regione Lombardia.

La denuncia del giornalista: “Non è possibile”

“Non è possibile questo rimpallo di responsabilità”, afferma il giornalista. “Si rivolga al medico di base, mi hanno detto, il medico di base mi dice di rivolgermi all’Ats, l’Ats alla polizia municipale, ma tutt’ora mia moglie e mio figlio non hanno fatto il tampone”, ha spiegato il giornalista che ha chiuso il suo intervento con un aggiornamento drammatico, ma emblematico dell’attuale situazione lombarda.

L’unico contatto riferito da Mola riguarda l’intervento della polizia municipale, che si è accertata della situazione e invitato a seguire le linee guida.

“Oggi il mio medico di famiglia ci ha avvisato che mia moglie e mio figlio sono in lista d’attesa”, ha asserito rispondendo a domanda della Panicucci. Una comunicazione che presuppone una ulteriore attesa. Per chi, come i familiari del cronista, hanno continuato a contattare le istituzioni preposte da un mese, ormai

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