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Golden Gala: Tamberi delude. Jacobs: "Avrei preferito gareggiare"

Oltre a quello di Gimbo, che non va più in là dei 2,24 nell'alto, altri due terzi posti per l'Italia, con Tortu nei 200 maschili e con Bellò negli 800 femminili. L'oro a cinque cerchi dei 100 all'Olimpico ma solo da spettatore.

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Golden Gala: Tamberi delude. Jacobs: "Avrei preferito gareggiare" Fonte: Getty Images

Gianmarco Tamberi non è andato oltre il terzo posto nel salto in alto al Golden Gala all’Olimpico di Roma: l’atleta marchigiano, oro olimpico a Tokyo 2020 a pari merito con Mutaz Barshim, si è ferma alla misura di 2,24 superata al secondo tentativo, e viene battuto dallo statunitense JuVaughn Harrison e dal polacco Norbert Kobielski, entrambi a 2,27 ma il primo senza errori e il secondo con un errore al primo tentativo, mentre Gimbo ha fallito i tre tentativi.

Nei 200 maschili Filippo Tortu chiude terzo in 20″40, suo record stagionale. Subito dopo Eseola ‘Faustino’ Desalu in 20″59. L’altro moschettiere azzurro capace di vincere l’oro nella staffetta 4×100 di Tokyo 2020, Lorenzo Patta, conclude ottavo in 20″91. Vince in 20”01 lo statunitense Kenneth Bednarek, argento in Giappone sulla distanza, secondo il sudafricano Luxolo Adams in 20″33.

La prestazione più significativa della serata è quella della statunitense Athing Mu, che si prende il primato mondiale stagionale sugli 800 femminili, distanza di cui è campionessa olimpica in carica, che ha chiuso in 1’57”01 davanti alla francese Renelle Lamote (1’58″48). Strepitosa Elena Bellò, 25enne delle Fiamme Azzurre, terza col nuovo primato personale, 1’58″97, tra gli applausi dell’Olimpico.

Nei 100 lo statunitense Fred Kerley, argento a Tokyo, ha trionfato in 9”92 davanti ai connazionali Kyree King (10″14) e Cravon Charleston (10″17). Sesto l’azzurro Chituru Ali (10″25).

Alla serata era presente anche l’oro olimpico dei 100 e della staffetta Marcell Jacobs, ma solo come spettatore a causa del recente infortunio: “Mi ha fatto veramente piacere vedere tutte le persone giunte ad acclamarmi, anche se avrei preferito essere anche ai campi di allenamento a riscaldarmi per la mia gara e poi correre davanti loro più veloce possibile. Non è il mio primo infortunio, lo affronto nel migliore dei modi. Siamo riusciti a riprendere un buon ritmo, dobbiamo avere solo pazienza. I Mondiali di Eugene saranno il vero banco di prova? No, quello c’è stato a Belgrado: facevo una specialità che non era la mia, ci arrivavo da campione olimpico e sono andato via da campione del mondo. Sono sereno. Conto di fare una-due gare prima dei Mondiali, è veramente fondamentale ritrovare il feeling con la pista. Fred Kerley ha detto che tra noi non c’è grande rivalità perché abbiamo gareggiato ancora troppo poco assieme? Quando si entra in questo circuito si possono creare rivalità, ma io non riesco ad avere rivali: due giorni fa proprio Kerley mi ha scritto su Instagram che voleva comprare casa a Roma. Gli ho risposto: ‘Se vuoi ti passo a prendere e andiamo in agenzia!'”

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