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Il Bologna champagne di Mihajlovic: l'Europa non è un miraggio

Gli emiliani hanno raccolto 24 punti in 15 giornate: non accadeva dal 2002/2003. Ora sfidano la Fiorentina per testare le proprie ambizioni.

02-12-2021 09:25

Pur avendo perso uno dei suoi uomini migliori come Marko Arnautovic, sostituito da Sansone verso il quindicesimo del primo tempo ,  il Bologna c’è. Ha gioco e pure carattere. È una squadra a immagine e somiglianza di Sinisa Mihajlovic e, finalmente, anche la classifica sta iniziando a essere consona ad ambizioni sempre maggiori rispetto a quanto raccontato realmente dalle recenti stagioni.

Un occhiata ai numeri che difficilmente mentono. Con i 3 di ieri, raccolti grazie a una delizia da fuori area di Svanberg, il Bologna ha collezionato 24 punti nelle prime 15 giornate. Come la Juventus e la Fiorentina. Uno in meno della Roma. 3 in più rispetto alla Lazio, che comunque dovrà scendere in campo questa sera. I felsinei sono attualmente sesti, assieme a bianconeri e viola, grazie a uno score di 7 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte.

L’altro dato? Eccolo: come sottolinea Opta, era addirittura dal 2002/2003 che nei primi 15 turni di Serie A il Bologna non raccoglieva un simile bottino. In panchina in quella stagione sedeva Francesco Guidolin. Signori e compagni alla fine si sgonfiarono, totalizzandone 41 in tutto il campionato e chiudendo all’undicesimo posto.

Quest’anno può essere diverso. Perché, al netto di qualche sorprendente capitombolo come lo 0-1 interno contro il Venezia, il Bologna ha un’idea ben precisa di gioco. È partito con una difesa a 4, ma ha trovato la propria dimensione ideale con un 3-4-2-1 in cui Arnautovic fa l’unica punta, supportato dalla coppia Barrow-Soriano. Palla costantemente a terra, piedi buoni al potere (lo stesso Svanberg, ma anche Nico Dominguez), un Theate calatosi perfettamente nella realtà della Serie A.

Il mix ha portato a uno scatto prepotente dopo il ko bruciante contro il Milan e quello, forse inevitabile, di Napoli: 4 vittorie nelle ultime 5 giornate. Superati in sequenza il Cagliari, la Sampdoria, lo Spezia e la Roma. Con una sola rete subita, quella del doriano Thorsby. In mezzo, come detto, lo scivolone interno contro il Venezia, gara nella quale, peraltro, la squadra di Mihajlovic ha più volte sfiorato prima il vantaggio e poi il pareggio.  “Vincendo oggi abbiamo riscattato la sconfitta col Venezia – ha detto il tecnico nella conferenza stampa post partita di ieri sera – Ci sono tante squadre in pochi punti. Noi dobbiamo continuare così, con questo spirito, e pensare partita per partita, a cominciare da quella di domenica contro la Fiorentina.

Già, il derby dell’Appennino. Una sfida sentita che, per anni, ha rappresentato qualcosa di staccato dal percorso generale delle due squadre. Una piccola soddisfazione, un contentino in caso di successo, in un contesto sempre piuttosto grigio per entrambe.

Ma i tempi sono finalmente cambiati. Se la Fiorentina di Vincenzo Italiano ha un’anima e un’identità, ce l’ha anche il Bologna. Che ora si è messo in testa di tornare in Europa, come quando si inerpicava fino alle semifinali di Coppa UEFA con Carletto Mazzone in panchina, Michele Paramatti e Beppe Signori in campo. La sfida contro i viola, in questo senso, rappresenterà un banco di prova pesante per testare le proprie ambizioni.

 

OMNISPORT

Il Bologna champagne di Mihajlovic: l'Europa non è un miraggio Fonte: Getty Images

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