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"Il campione": la vera storia di Christian Ferro, mito del calcio contemporaneo che impartisce una lezione

Una vicenda di vita e di calcio che tocca le domande più centrali e importanti dell'esistenza diversissima eppure indissolubile di un talentuoso calciatore e il suo professore

Pubblicato:

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

"Il campione": la vera storia di Christian Ferro, mito del calcio contemporaneo che impartisce una lezione Fonte: IPA

Chi è e che storia porta Christian Ferro, un personaggio evocativo ma onnipresente nell’esistenza di ciascuno, e che il regista Leonardo D’Agostini ha fissato nel suo primo film “Il campione”?

La sua collocazione è emblematica della ricerca di questo calciatore dal talento cristallino, purissimo eppure sprecone, spaccone, spavaldo quel che basta anche fuori dal rettangolo di gioco per iniziarci a una pellicola che – come in tutti i romanzi per immagine di formazione – ha la sua amarezza e la sua malinconia dolce, quasi arrendevole nel rapporto tra questo meraviglioso calciatore e quel suo maestro che nella storia assume il viso e il corpo di Stefano Accorsi.

Il personaggio protagonista de “Il Campione”: Christian Ferro

Nella rappresentazione cinematografica, alla quale ha partecipato Rai Cinema con Groenlandia, Christian Ferro arriva dal Trullo nella periferia romano a ridosso dell’autostrada che porta al mare con la ripetizione perfetta senza interruzione di continuità di case identiche a sé stesse che celano quei colpi perfetti.

Fuoriclasse appena ventenne, attaccante della Roma, tre milioni di euro netti all’anno di ingaggio, dotato di villa con piscina, amici esagerati e fidanzata altrettanto celebre per via dei social è un ragazzino che si abbandona alla celebrità senza saperla gestire.

Il presidente della squadra (Massimo Popolizio) però gli perdona tutto (o quasi) per prendere la maturità, un diploma che accontenti società, famiglia e anche l’immagine pubblica di questo figlio della Roma con un’arte tra i piedi, ma senza parte, per davvero. Ferro, per i tifosi come Ronaldo è semplicemente CF24, ma per il cinema ha la faccia di Andrea Carpenzano, espressivo e calato nel ruolo tanto da soddisfare le esigenze di questa storia.

Christian e l’insegnante ingaggiato dalla squadra, Valerio Fioretti interpretato da Stefano Accorsi, l’unico impermeabile alla fama e agli eccessi del ragazzo che cela un dramma personale profondo e irreparabile. “Un doppio romanzo di formazione, l’incontro tra due persone che sembrano incompatibili e che cambierà la vita a entrambi”, secondo l’attore che ha creduto nel personaggio di questo padre, che ha perso il figlio e che si ritrova grazie a un ragazzino viziato grazie al suo talento.

Lo inizia alla vita vera, al calcio che conta e che gli impone delle scelte. Come quella di sostenere gli esami di maturità comunque, dopo aver lasciato Roma per il Chelsea consegnando un tributo di riconoscenza al suo mentore con il diploma.

Christian Ferro esiste davvero?

Chi ha ispirato D’Agostini per un personaggio così riassuntivo di un’epoca, uno stile di vita? Più che un chi, è stato un fatto appreso quasi accidentalmente ha messo in allerta il livello di attenzione su quanto il calcio narri la vita: Leonardo D’Agostini, classe 1977, legge un articolo di cronaca su Balotelli all’epoca della sua militanza al Milan.

Non era un momento facile per Mario che si ritrova guidato, tra gli errori, le cadute e le risalite da una sorte di precettore, quel che oggi si potrebbe definire un tutor per superare la fase delle balotellate.

Ferro tra Balotelli e Totti

A tratti superbo, forse troppo giovane per essere travolto così da aspettative e promesse, Balotelli è una prima fonte per tratteggiare questo personaggio che, così calato nelle cose e nelle caratteristiche del mondo romano, che si ritrova cucito addosso anche Totti.

Per l’attore Andrea Carpenzano, romano e romanista, estimatore di Daniele De Rossi, il personaggio a cui cerca di dare contenuto è una sorta di naturale prova d’attore in cui ritrovare la sua appartenenza, la sua cifra stilistica. Il regista gli riconosce un merito fondamentale, ha dichiarato, ovvero “il misto di strafottenza e fragilità del campione. Il numero di maglia 24? Lo ha scelto lui”.

Ferro tra mito e realtà: le riprese a Trigoria con l’AS Roma

Sono stati però i produttori, Matteo Rovere e Sydney Sibilia, a mischiare questa produzione appunto all’As Roma, ai luoghi e agli spazi della società per dare più credibilità alla storia di questo rapporto tra un ventenne in cerca d’autore e u maestro neanche troppo interessato al calcio.

“Quando abbiamo iniziato a girare era già tutto risolto — racconta il regista —, merito loro e della dirigenza della squadra che ha accettato con intelligenza, anche se nel film il mondo del calcio è rappresentato in chiaroscuro. E dobbiamo ringraziare anche altre squadre come il Pisa e i giocatori della Real Testaccio che nel film sono i compagni di squadra di Christian Ferro”.

Le parole di Totti sul film

Quando “Il campione” è stato preparato, confezionato per uscire, inevitabile è stato chiedere il giudizio del numero 10 che quella maglia giallorossa se l’è cucita addosso come una seconda pelle, Francesco Totti.

“Quando Francesco Totti ha visto il film ha detto “è proprio così””, ha detto all’epoca dell’uscita Accorsi. “È vero — ha aggiunto poi il regista — è rimasto molto colpito. Non solo credo per quello che ha vissuto come giocatore, ma anche come padre di un ragazzino che in quel mondo ci sta entrando”.

Appuntamento lunedì 12 dicembre alle ore 21:35 su RaiUno.

FAQ

Chi è Christian Ferro?

Christian Ferro è il protagonista dell'opera prima del regista Leonardo D'Agostini, "Il campione" del 2019. Il suo interprete è l'attore Andrea Carpenzano.

Chi è davvero Christian Fierro?

Il regista si sarebbe ispirato a Mario Balotelli e a Francesco Totti, storico 10 della Roma. I produttori Matteo Rovere e Sydney Sibilia si sarebbero poi convinti che ambientare a Trigoria il film sarebbe stata la scelta ottimale.

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