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Il saluto di D'Aversa: "Scendo dalla nave: la solitudine è come il vento"

L'accorato commiato dell'ex tecnico della Sampdoria dopo l'esonero: la lunga lettera indirizzata ai tifosi.

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Il saluto di D'Aversa: "Scendo dalla nave: la solitudine è come il vento" Fonte: Getty Images

Roberto D’Aversa è stato il settimo allenatore della Serie A 2021-2022 ad essere esonerato, ironia della sorte poche ore dopo il collega del Genoa Andriy Shevchenko, che era stato nettamente battuto da D’Aversa nel derby di dicembre, disputato poche ore dopo l’arresto dell’allora presidente della Sampdoria Massimo Ferrero.

Quel trionfo sembrava aver blindato la panchina dell’ex tecnico del Parma, che aveva già tremato ad inizio stagione durante il sofferto girone d’andata della Sampdoria, che ha comunque girato con 20 punti.

Poi le tre sconfitte contro Cagliari, Napoli e Torino hanno spinto la società al ribaltone con Marco Giampaolo scelto come sostituto di D’Aversa.

Così l’ex tecnico, nonché giocatore, doriano ha voluto salutare società e tifosi attraverso una lunga, accorata e malinconica lettera, pubblicata da ‘Il Secolo XIX’, nella quale D’Aversa ha rivissuto i sei mesi trascorsi alla guida della Sampdoria.

“È stato un inizio anno 2022 molto difficile. Pensavo che le vicende interne al mondo Samp dello scorso dicembre ci avessero compattati, migliorati: invece no. Tre partite e tre sconfitte: male, ma con ancora molte avversarie dietro di noi e un lungo cammino per risalire la china. Un girone di andata pieno di imprevisti e difficoltà chiuso comunque con 20 punti, oltre la media salvezza, un derby vinto largamente e con merito e due passaggi di turno in Coppa Italia non sono bastati, evidentemente, per restare l’allenatore della Sampdoria che, tra Covid, squalifiche, infortuni e indisponibilità varie non è mai potuta scendere in campo con la “mia” formazione tipo. E, aggiungo, non è mai scesa in campo con il totale supporto dei suoi straordinari tifosi, sempre di meno a causa delle limitazioni Covid e forse anche meno affezionati di un tempo, viste le presenze, ma meglio chiamarle assenze, nelle ultime due partite a Marassi”.

“Dovevo anche io dare qualcosa di più – il mea culpa di D’Aversa – In termini di gioco e risultati. Assieme allo staff ho dedicato tutto il mio tempo e le mie energie, anche navigando a vista in piena notte. Da solo, con il mare in tempesta, come prima di alcune partite, in particolare prima di Salerno. Speravo di farcela, ma non mi è stato concesso, per ironia della sorte proprio nei giorni in cui il calciomercato avrebbe potuto venirci incontro per limitare alcune lacune e indisponibilità, migliorare la rosa. Oggi mi guardo intorno e vedo l’orizzonte. La solitudine è spesso come il vento, che allontana nuvole e pensieri negativi. Scendo dalla nave, ma dico ai marinai di ripensare alle loro virtù e alle belle partite giocate e vinte con la gloriosa maglia blucerchiata: tornate a dare il 120 per cento. Ringrazio Genova, la Sampdoria e i suoi tifosi, auguro a tutti le migliori fortune e lascio con un amaro e dispiaciuto ‘arrivederci'”.

 

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