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In NBA è la notte del Draft sui cui aleggiano le ombre del passato di Miller

Secondo i Mock Draft l’esterno costituisce la scelta n. 2. A gennaio la sua pistola usata per uccidere una ragazza

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Stanotte per l’NBA è la seconda notte più importante dell’anno. È la notte del Draft, l’evento in cui le squadre selezionano i migliori Under22 del mondo. È di fatto anche la notte in cui si apre, anche se non ufficialmente, il mercato. Ma su questo momento ci sono le ombre di un omicidio per uno dei giocatori più attesi, Brandon Miller.

Il meccanismo del Draft

L’ordine di scelta da parte delle franchigie NBA avviene in base ai risultati della Lottery: questa si svolge a maggio e coinvolge le 14 squadre che nella stagione precedente non si sono qualificate ai playoff. Tanto peggiore è il record ottenuto, tanto maggiori sono il numero di combinazioni che la squadra ottiene e quindi più alta la probabilità che sia tra le prime a scegliere. Quest’anno la vincitrice della Lottery è stata San Antonio Spurs (è la terza volta nella storia), seguita dagli Charlotte Hornets (la squadra recentemente ceduta da Michael Jordan), dai Portland Trail Blazers e dagli Houston Rockets. Seguono poi tutte le altre franchigie. La scelta dei migliori under22 viene spesso utilizzata dalle squadre come strumento strategico per il successivo mercato.

I giocatori più attesi

Secondo i Mock Draft la scelta numero 1 da parte dei San Antonio Spurs sarà il francese Victor Wembanyama. Più incerta la scelta numero 2 che potrebbe essere rappresentata dalla point guard Scoot Henderson o dall’esterno Brandon Miller. Charlotte Hornets ha recentemente fatto un provino a entrambi i giocatori. Chi di loro non sarà il numero 2 sarà comunque la scelta numero 3.

Seguono Amen Thompson, Cam Whitmore, Ausar Thompson, Taylor Hendricks, Jerace Walker, Anthony Black, Gradey Dick, Cason Wallace, Keyonte George, Nick Smith Jr, Kobe Bufkin, Jordan Hawkins, Dereck Lively II, Jalen Hood-Schifino, Leonard Miller, Dariq Whitehead, Jett Howard, Brice Sensabaugh, Rayan Rupert, GG Jackson, Kris Murray, Noah Clowney, Bilal Coulibaly, Max Lewis, Sidy Cissoko, Colby Jones e, Bobi Klintman.

Il caso Brandon Miller

L’attenzione è puntata in modo particolare su Brandon Miller. Talento e personalità sono le caratteristiche che lo contraddistinguono. Uno che non ha paura di affermare: “Michael Jordan? Per me è uno dei tanti. E poi è vecchio”. Il tutto subito dopo il provino fatto e proprio quando sono altissime le possibilità che al Draft sia la scelta della squadra di cui Jordan detiene ancora una minoranza.

Ma se il talento e la personalità dell’ex ala dei Crimson Tide non sono in discussione, il suo comportamento suscita molti più dubbi. Soprattutto dopo l’importante squalifica che il Commissioner Adam Silver ha dato nei giorni scorsi a Ja Morant (25 partite della prossima stagione di NBA) per aver mostrato una pistola (in modo recidivo) durante una live sui social.

Sul futuro di Miller vi è l’ombra di un omicidio compiuto lo scorso 15 gennaio vicino al campus di Alabama University a Tuscaloosa. A sparare alla 23enne Jamea Harris è stato Michael Lynn con una pistola che gli è stata data da Darius Miles, il quale è stato subito allontanato dalla squadra di basket. Ma la pistola era proprio di Miller (per lui non ci sono imputazioni penali). Ma di fronte a un caso simile come reagirà il mondo dell’NBA?

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