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Indian Wells blindato per Emma Raducanu: per lei un ex agente segreto e cinque bodyguard

La Wta ha predisposto un dispositivo di sicurezza speciale dopo il caso di stalking di cui la tennista britannica è stata vittima a Dubai 

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

Sarà un torneo di Indian Wells blindato per Emma Raducanu: la tennista britannica, presa di mira da uno stalker durante l’ultimo torneo 1000 di Dubai, sarà accompagnata da ben cinque bodyguard, coordinati da un ex agente del servizio segreto statunitense.

Raducanu presa di mira da uno stalker a Dubai

Un torneo blindato: questo sarà Indian Wells per Emma Raducanu, la 22enne tennista britannica protagonista di un episodio inquietante durante l’ultimo torneo 1000 di Dubai. Negli Emirati Arabi la Raducanu è stata presa di mira da uno stalker che le aveva consegnato una lettera e scattato una foto prima della partita contro la Muchova. Durante la gara, la tennista è stata colpita da un attacco di panico quando ha riconosciuto l’uomo sugli spalti.

Successivamente lo stalker è stato arrestato per poi essere rilasciato dopo aver firmato un impegno formale a tenere le distanze dalla tennista. All’uomo è stato anche vietato di assistere a futuri tornei.

Raducanu, i precedenti con lo stalker

Le precauzioni, però, non sono mai troppe, anche perché – come riferisce il Times – si è poi scoperto che quella di Dubai non è stata la prima apparizione dello stalker: l’uomo, mascherato da tifoso, avrebbe seguito la Raducanu anche a Singapore, Abu Dhabi e Doha. E così in vista del torneo di Indian Wells saranno prese delle misure eccezionali per garantire la sicurezza della Raducanu.

Indian Wells, Raducanu seguita da un ex agente segreto

Secondo il Times in California la britannica sarà accompagnata costantemente da un gruppo composto da cinque bodyguard coordinate da Bob Campbell, vice-direttore della sicurezza del circuito Wta e, soprattutto, ex agente dei servizi segreti degli Stati Uniti durante la presidenza Clinton.

Una soluzione pensata per convincere la numero 10 del ranking mondiale a non rinunciare al torneo californiano e a dimostrare che la presenza di uno stalker non può influire sugli eventi del grande tennis internazionale.

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