Ma che ci faceva la dominatrice della Coppa del Mondo ai Campionati Italiani? Perché Federica Brignone non era in vacanza, a godersi il meritatissimo trionfo nella generale e nelle coppette di specialità del gigante e della discesa libera sancito a Sun Valley? Se lo sono chiesto in tanti. Anzi, sul web sono stati – e sono ancora – tantissimi. Già, perché al di là di ogni ipocrisia, gli Assoluti in Val di Fassa non possono neanche essere considerati una gara di secondo piano: di meno. Una competizione di scarso valore, dal respiro locale. Un trampolino di lancio per le nuove speranze dello sci tricolore, più che una kermesse “vera” e di primo livello. Ma allora, perché Fede li ha disputati?
- La frattura di tibia e perone di Brignone agli Assoluti
- I Campionati Italiani "snobbati" da altre stelle azzurre
- Federica Brignone la carabiniera: l'importanza dei gruppi sportivi
La frattura di tibia e perone di Brignone agli Assoluti
Sono tantissimi i tifosi e gli appassionati che hanno fatto la stessa osservazione. Perché un infortunio come quello rimediato da Brignone sulla Mediolanum non sarebbe stato certamente più “tollerabile” durante una gara di Coppa del Mondo, ma è diventato ancor meno “accettabile” proprio perché maturato in una circostanza tutt’altro che irrinunciabile. Per giunta, proprio al termine di una stagione logorante, infinita, ricca di appuntamenti: oltre alla CdM, a febbraio ci sono stati anche i Mondiali di Saalbach. La partecipazione di Federica agli Assoluti, una sorta di vetrina della FISI, era davvero necessaria?
I Campionati Italiani “snobbati” da altre stelle azzurre
C’è chi maledice la sfortuna sui social, chi fa gli esempi di altri campionissimi dello sport azzurro che i Campionati Italiani non se li sono proprio filati, da Thomas Ceccon a Gimbo Tamberi, da Marcell Jacobs a Filippo Tortu. Perché quando si è stelle di respiro internazionale, non c’è bisogno – questo almeno è il pensiero di molti – di mettere in bacheca pure un trofeo minore. Magari togliendo spazio a qualche giovane promessa. Destino ha voluto, poi, che Brignone ci rimettesse tibia e perone. E proprio dieci mesi prima dell’appuntamento più atteso, le Olimpiadi casalinghe di Milano e Cortina.
Federica Brignone la carabiniera: l’importanza dei gruppi sportivi
Ma insomma, per rispondere ai – legittimi – interrogativi di molti, perché Brignone era in gara ai Campionati Italiani? Semplice, perché è una carabiniera. Iscritta al gruppo sportivo dell’Arma che le consente di praticare il suo sport con serenità e con tutto il supporto necessario. “Nei secoli Fede(le)”: lo dice anche il motto. Una vittoria di Brignone avrebbe portato ulteriore lustro al gruppo sportivo della Benemerita. Che, per la cronaca, ha vinto comunque grazie a Ilaria Ghisalberti e s’è portato a casa pure un bronzo con Asja Zenere. All’Esercito l’argento, grazie a Lara Della Mea. A mani vuote le Fiamme Oro, il gruppo della Polizia. I Campionati Italiani sono soprattutto un duello tra le Armi che consentono all’Italia di primeggiare in certi sport.