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L'addio 16 anni fa: ecco come la Juve ricorda Gianni Agnelli

Il 24 gennaio 2003 se ne andava l'Avvocato: successi, amori e passioni e un'unica vera fede, quella per i colori bianconeri. Vissuta sempre con stile

Per tutti era l’Avvocato, per i tifosi della Juventus era anche e soprattutto il Presidente. Una vita al timone della sua squadra, per sette anni in prima persona, gli altri da deus ex machina e da uomo simbolo. Con lui la Juve è entrata nel mito, trascinata con maestria e competenza verso grandi successi sempre con quello stile inimitabile che – inevitabilmente – ha perso un po’ di lucentezza con il suo addio. Sedici anni fa, il 24 gennaio 2003, moriva Gianni Agnelli. E la Juventus lo ricorda così.

La nota dei bianconeri – “Il 24 gennaio 2003 se ne andava Giovanni Agnelli”, si legge sul sito ufficiale della Vecchia Signora. “Ci lasciava una delle figure più importanti di tutta la nostra storia: non soltanto per l’amore che negli anni che dedicò alla Juventus, sia durante la sua Presidenza (1947/1954) che nei decenni successivi, ma anche perché Giovanni Agnelli era un esempio e una fonte di ispirazione per il lavoro di tutti”.

La sua massima – Proprio la Juve ricorda quella che probabilmente è la massima più conosciuta dell’Avvocato, almeno in ambito sportivo: “Vinca il migliore o vinca la Juve? Sono fortunato, spesso le due cose coincidono”. Con un commento a margine: “Questa è una delle frasi più celebri dell’Avvocato, e racconta molto bene quello era ed è ancora oggi la Juventus: un Club che ambisce all’eccellenza, e che a questo dedica tutte le sue energie. Continuare a vincere, a crescere, a sollevare trofei e al contempo a innovare e innovarsi, anche fuori dal campo: questo è il modo migliore per ricordare l’Avvocato e onorarne la memoria”.

Una vita di successo – Nato 12 marzo 1921 a Torino, secondo figlio di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte dei Principi di San Faustino, nipote dell’omonimo senatore Giovanni Agnelli, l’Avvocato è stata una figura centrale non solo per lo sport, ma per l’industria e l’imprenditoria italiana. È stato presidente della Fiat, di Confindustria, ha detenuto quote di grandi giornali come La Stampa e il Corriere della Sera, nel 1991 è stato nominato senatore a vita. Nel 1953 ha sposato Marella Caracciolo da cui ha avuto due figli, Edoardo e Margherita, ma ha sempre mantenuto fama di gran seduttore. Tra le sue partner più celebri e discusse Anita Ekberg e Jacqueline Kennedy. La Juventus, invece, non l’ha mai tradita. Ha detto un giorno, nel 1963: “Io considero di essere stato per il passato… non mi piace la parola ‘mecenate, infine un supporter della Juventus che ha avuto la possibilità d’aiutarla”.

SPORTEVAI | 24-01-2019 09:18

L'addio 16 anni fa: ecco come la Juve ricorda Gianni Agnelli Fonte: Ansa

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