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La carriera di Massimo Pavanel, da giocatore ad allenatore

Una carriera da calciatore nelle categorie più complicate e poi la scelta di diventare allenatore: scopri la carriera di Massimo Pavanel.

10-03-2023 13:07

Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Giornalista

Classe 1985: SEO, copywriter e content manager. Laurea in Economia, giornalista pubblicista.

La carriera di Massimo Pavanel, da giocatore ad allenatore Fonte: Getty Images

Massimo Pavanel ha vissuto una breve carriera da calciatore prima di diventare allenatore, un aspetto che però non ha mai messo in discussione la sua passione per il calcio. Solo 11 anni quelli vissuti sui campi da gioco in cui il centrocampista mediano si è destreggiato in particolare nei campi di serie C2. “Dai sedici ai vent’anni non ricordo di aver passato un sabato sera fuori casa a divertirmi, si doveva studiare” ha raccontato Pavanel da sempre un uomo che mette al centro le idee, i valori e la passione, forza propulsiva della sua vita.

Nato il 1967 a Portogruaro, la sua prima squadra è stata il Sandonà nel campionato Interregionale prima di salire di categoria e diventare presenza fissa del campionato di serie C2. Pavanel ha infatti vestito le maglie, tra le altre, di Forlì, Centese, Ravenna, Fiorenzuola, dove incontra un giovane Fabio Paratici, Monopoli e Triestina. Proprio con gli alabardati nella stagione 1994-1995 raggiunge il secondo posto in classifica ad un punto di distanza dalla Triestina. Un piazzamento che permette al club di essere ripescato e conquistare la promozione in C2.

Nell’anno successivo la squadra è protagonista di una stagione esaltante raggiungendo il quarto posto nel girone B e sfiorando di fatto un incredibile doppia promozione. Tra i protagonisti c’è proprio Massimo Pavanel che resta in rosa anche nella stagione 1996-1997. Passa successivamente alla Turris poi dopo le esperienze con Mestre e Padova decide di lasciare il calcio giocato.

Dopo 19 presenze con la maglia biancoscudata, infatti, il centrocampista chiude la sua carriera nel 2001 in Serie D all’Itala San Marco. Insomma, il suo può essere definito un vero e proprio giro d’Italia, toccando svariate regioni e tante città. Le piccole soddisfazioni però per lui non sono mancate, come dimostrato in questo breve viaggio ma soprattutto la consapevolezza di essere felice così, soddisfatto di quanto fatto sul campo.

Massimo Pavanel: il rimpianto università

Una carriera onesta e di grande umiltà quella di Massimo Pavanel che in un’intervista del 2019 ha ripercorso la sua carriera da calciatore ammettendo che a conti fatti c’è poco da dire. “Sono stato un mediano che si è barcamenato undici anni in C2 e uno in C1”, ma soprattutto la consapevolezza di non poter ambire ad altro senza avere vergogna nel dirlo. Del resto, una delle caratteristiche di Pavanel è la pacatezza con il quale affronta la vita e il proprio lavoro di allenatore. “Noi figli di un dio minore non dobbiamo viverla con risentimento ma come stimolo per fare le cose semplici”.

Ciò che conta per Massimo Pavanel, sia come calciatore che come allenatore, è sempre stata la passione: “Dico sempre che siamo da soli assieme alla nostra passione, se ci manca anche questa, allora diventa davvero dura”. Sulla sua carriera da calciatore non ha rimpianti perché grazie agli anni vissuti in serie C da mediano è riuscito a comprare casa e regalare alla moglie un negozio.

L’unico reale rammarico è l’Università, come ammesso in una lunga intervista a Gianluca Di Marzio: “Ogni volta che ci penso ricordo gli input dei miei genitori” perché Pavanel ogni volta rimandava sentendosi quasi giustificato dal fatto di essere bravo a giocare a calcio. E invece rimpiange di non aver ascoltato le parole dei propri genitori e la mancata iscrizione all’Università Ca’ Foscari di Venezia per conseguire la laurea in Economia Aziendale.

Massimo Pavael allena la Triestina Fonte: Getty Images

Massimo Pavanel allenatore: la gavetta e la svolta

Dopo soli tre anni dalla decisione di ritirarsi dal calcio giocato e di appendere gli scarpini al chiodo, Massimo Pavanel decide di intraprendere la carriera di allenatore non volendo dunque lasciare il mondo del calcio. Nel 2004 guida la Sanvitese nel girone D del campionato Dilettanti chiudendo con un tranquillo nono posto grazie ai 31 punti conquistati frutto di otto vittorie e 15 pareggi.

Dopo una breve parentesi all’ISM Gradisca, nella stagione 2006-2007 diventa allenatore del Monfalcone, squadra del campionato Eccellenza. Reduce da un settimo posto, la rosa agli ordini di Pavanel sorprende e conquista un meritato secondo posto ma perde il primo turno dei play-off nazionale contro il Ba.Se. 96 Seveso.

Dopo un’altra breve esperienza al Pordenone durata solo tre mesi, accetta la proposta della Triestina di allenare l’Under 19. Pavanel guida la formazione per 26 partite ottenendo 8 vittorie e 3 pareggi e conquistando così 27 punti. Nella stagione 2011-2012 resta alla Triestina ricoprendo prima il ruolo di allenatore ad interim e poi dopo il passaggio di proprietà viene scelto come viceallenatore di Giuseppe Galderisi e Gian Cesare Discepoli, entrambi alla guida tecnica degli alabardati in quella stagione. L’esperienza in prima squadra forma ulteriormente Pavanel ma per il club arriva la retrocessione dopo il play-out perso nella doppia sfida contro il Latina.

Nell’estate 2012 approda così all’Hellas Verona e anche qui lavora con i giovani guidando prima l’Under 17 e successivamente l’Under 19 dove resta per ben cinque stagioni e 133 partite. Il bilancio è più che positivo con 59 vittorie e 33 pareggi. Pavanel contribuisce alla crescita dei ragazzi sia in campo che fuori grazie alle sue idee e alla sua volontà di dare una mano a chi decide di fare tanti sacrifici per fare carriera in un mondo così complicato. Così come raccontato in un’intervista, ha sempre considerato studio e cultura fondamentale perché rendono liberi. Per questo ha sempre spinto i ragazzi a crearsi un’alternativa nella vita perché permette di imporsi quando le cose non sono giuste o non vanno come si vuole.

Avere solo il calcio, secondo Pavanel, può essere limitante: “Io glielo dico ogni giorno ai miei ragazzi…Non fate il mio stesso errore, studiate, createvi un’alternativa, non preoccupatevi di saltare un allenamento”. Un allenatore sui generis che ha sempre pensato prima al futuro dei propri calciatori e poi alle prestazioni in campo: “Sapete tra quindici anni quando portate il curriculum con scritto solo ‘ho fatto per dodici anni il calciatore’ quante sportellate sui denti vi arrivano?”. Alla fine, le lezioni di vita e i risultati sul campo con i giovani dell’Hellas non lasciano indifferenti e così Pavanel conquista finalmente la prima panchina in Lega Pro.

Pavanel allenatore: l’impresa di Arezzo e il ritorno a Trieste

Nel campionato 2017-2018 Massimo Pavanel subentra dalla quinta giornata a Claudio Bellucci sulla panchina dell’Arezzo che partecipa al campionato di Lega Pro girone C con ben 13 punti di penalizzazione. Ci vuole un’impresa per conquistare la salvezza e l’allenatore di Portogruaro riesce nell’intento grazie anche ai gol del capitano Davide Moscardelli (12 reti) e l’apporto di Fabio Foglia. L’Arezzo chiude la stagione al sedicesimo posto con 39 punti, cinque in più del Gavorrano nella zona rossa della classifica. A conti fatti, senza la penalizzazione, la squadra toscana avrebbe partecipato ai play-off, emblema della straordinaria stagione di Massimo Pavanel.

Il ricordo di quella stagione è ancora vivido nella mente dell’allenatore che ricorda con gioia l’impresa compiuta dai suoi ragazzi in una situazione decisamente complicata per la società toscana “Per sei mesi ogni giorno ci trovavamo un energumeno diverso che veniva al campo spacciandosi per ‘nuovo proprietario dell’Arezzo’”. Quella salvezza per Pavanel è stata una prova di vita incredibile, un traguardo raggiunto con sudore e sacrificio che i ragazzi hanno meritato per tutto quello che hanno dovuto subire con promesse mai mantenute da parte della società e continue prese in giro. “Mi viene da piangere davvero se ripenso a quel 5 maggio…” raccontò qualche anno fa. “Grazie Arezzo città per tutto quello che mi hai dato”.

Proprio quel risultato ha permesso alla carriera dell’allenatore di spiccare il volo e non avrebbe potuto essere altrimenti. Nel maggio del 2018 diventa l’allenatore della Triestina e con i friulani sfiora subito la promozione in Serie B. Nel campionato di serie C girone B raggiunge il secondo posto in classifica grazie ai 67 punti frutto delle 19 vittorie e 11 pareggi. La squadra di Pavanel viene trascinata dai gol di Pablo Granoche che sigla 17 gol ma si ferma ad un passo dal sogno promozione nella finale play-off contro il Pisa.

Dopo aver superato la Feralpisalò, la Triestina affronta la squadra toscana ma la sconfitta nella gara di ritorno al Nereo Rocco è cocente. Gli uomini di Pavanel vengono sorpresi dal gol di Masucci al 27’, agguantano il pari con Granoche ma nei supplementari Marconi e Gucher portano il Pisa alla vittoria e alla promozione. L’avventura di Pavanel con la Triestina si interrompe bruscamente nella stagione 2019-2020 quando viene esonerato dopo cinque partite.

La carriera dell’allenatore originario di Portogruaro si ferma solo per qualche mese perché nella stagione 2020-2021 il Feralpisalò decide di affidare la panchina a Massimo Pavanel, ormai esperto del campionato di serie C. La squadra propone un calcio offensivo schierandosi spesso con il 4-3-3 che a volte ha come variante l’inserimento di un trequartista e del centrocampo a rombo. Alla fine della stagione sono 54 i gol fatti frutto di una squadra votata all’attacco, un atteggiamento che permette al Feralpisalò di conquistare 60 punti e raggiungere la quinta posizione valida per partecipare ai play-off.

Nella fase nazionale la squadra di Pavanel elimina prima il Bari, grazie ad un gol di Tulli nell’andata degli ottavi di finale, ma deve arrendersi all’Alessandria che nella sfida di ritorno vince per 1 a 0 e supera il turno per il miglior piazzamento in classifica. Un vero rimpianto per il Feralpisalò considerando che alla fine la squadra piemontese ha vinto la finale play-off ottenendo la promozione in serie B.

Nel 2021-2022 Massimo Pavanel è l’allenatore del Padova ma nonostante un ottimo rendimento viene esonerato. Un cambio insolito considerato che l’ex Triestina aveva conquistato ben sei vittorie nelle ultime otto partite prima dell’addio ai biancoscudati. Il motivo è l’improvviso cambio di rotta che porta anche all’addio del ds Sogliano e dopo il pareggio contro il Trento anche alla decisione di esonerare Pavanel e affidare la panchina a Massimo Oddo. Eppure, il bilancio è decisamente positivo con 21 vittorie in 33 partite e solo 3 sconfitte.

Massimo Pavanel allena la Feralpisalo Fonte: Getty Images

Pavanel dopo l’esonero: le parole per la sua Triestina

Nella stagione 2022-2023 Massimo Pavanel torna nuovamente alla Triestina chiamato a risollevare le sorti di un club alle prese con numerosi problemi societari. La scelta è ovviamente di cuore considerando il passato come calciatore degli alabardati e le esperienze come allenatore, prima della Triestina Under 19, poi come viceallenatore del club e infine come guida tecnica da maggio 2018 a settembre 2019.

Le parole di Pavanel dopo il ritorno a Trieste sanno di riconoscenza ma anche, e soprattutto, di affetto nei confronti della squadra: “Sono molto orgoglioso di essere tornato a Trieste. Il mio scopo è quello di migliorare individualmente e collettivamente la squadra per raggiungere i massimi obiettivi’. Insomma, le premesse sembravano essere quelle di chi voleva rilanciare una squadra in difficoltà, con soli 7 punti in 7 partite sotto la guida di Bonatti. Arrivato all’ottava giornata, Pavanel riesce ad ottenere la sua prima vittoria il 30 ottobre 2022 grazie al 2 a 1 inflitto al Mantova.

Il cambio tecnico però non sortisce gli effetti sperati e così a fine gennaio 2023 l’allenatore decide di dare le dimissioni dopo la sconfitta contro il Trento. Le parole di Pavanel sono amare: “La squadra merita un’altra opportunità, non voglio tenere in scacco la società”. La scelta dell’allenatore arriva per un motivo ben preciso, l’impossibilità di scuotere i giocatori che secondo lo stesso Pavanel hanno gli occhi spenti. “Continuerò a tifare e amare la Triestina”, queste le parole dell’ex calciatore che ha così salutato la piazza che tante soddisfazioni gli ha dato in carriera.

Un atto coraggioso da parte di Pavanel che ha deciso di lasciare dopo aver capito di non riuscire a cambiare le sorti della squadra. Nelle sue parole in conferenza stampa c’è anche l’onestà di ammettere che con la scossa giusta la squadra potrebbe salvarsi e di non essere riuscito a fare quel qualcosa in più che serviva. Il bilancio di Massimo Pavanel come allenatore della Triestina nella stagione 2022-2023 è di tre vittorie, due pareggi e dodici sconfitte.

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