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Mattia Lucarelli e Federico Apolloni condannati per violenza sessuale, il figlio del bomber: "Vogliono la nostra testa"

Emessa la sentenza di primo grado per il caso della presunta violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa, con imputati il figlio di Cristiano Lucarelli, Mattia, il compagno di squadra Apolloni e altri tre ragazzi

Pubblicato:

Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

È stata emessa la sentenza di primo grado per il caso della presunta violenza sessuale di gruppo che ha coinvolto come accusati Mattia Lucarelli, figlio 24enne di Cristiano, già attaccante e bandiera del Livorno ed oggi allenatore, e il 23enne Federico Apolloni. I due ragazzi sono stati condannati a 3 anni e 7 mesi.

Caso della presunta violenza sessuale: com’è nata l’accusa a Lucarelli Jr e Apolloni

Contestualizziamo i fatti e ricostruiamo la vicenda. Erano i primi mesi del 2023 quando Lucarelli Jr, allora terzino sinistro del Livorno, e il compagno di squadra Apolloni finirono ai domiciliari per una presunto stupro di gruppo ai danni di una studentessa americana che i ragazzi conobbero in un locale a Milano. Il fatto avvenne nella notte tra il 26 ed il 27 marzo del 2022, e alla violenza avrebbero partecipato altri tre ragazzi che all’epoca non furono oggetto di misure cautelari.

Il presunto reato avvenne in un appartamento di un’amica del giovane Lucarelli, messo a disposizione come appoggio a Milano ai tempi in cui il giocatore militava nella Pro Sesto. Questa la ricostruzione del gip Sara Cipolla: “Hanno approfittato dello stato di alterazione delle vittima e del suo stato di bisogno per portarla prima in un appartamento a lei sconosciuto, filmarla a sua insaputa, cercando di non farsi scoprire dalla giovane, di trattenerla e quindi abusare di lei in gruppo, in spregio alle manifestazioni di dissenso esplicitate dalla stessa“.

La difesa di Cristiano Lucarelli e il parere del gip Sara Cipolla

Immediatamente Cristiano Lucarelli difese sui social il ragazzo: “Ho trasmesso dei grandi valori a a mio figlio, se prima ero convinto della sua innocenza dopo aver letto gli atti rafforzo ancor più l’idea. E inviterei a stare calmi, e purtroppo ovviamente s’è buttata nel campo del processo mediatico che era quello che ci spaventava. Si rischia di dare giudizi affrettati”.

Secondo invece il gip Sara Cipolla le misure cautelari si erano mostrate necessarie in quanto dal materiale in possesso degli inquirenti, ovvero i video della serata e le intercettazioni ambientali, traspariva “l’incapacità degli indagati di comprendere appieno il disvalore delle proprie condotte, e la conseguente possibilità che gli stessi reiterino nei propri comportamenti delittuosi, convinti della propria innocenza”.

La revoca dei domiciliari. “Ma sussistono gravi indizi di colpevolezza”

Nel corso di questi mesi Lucarelli Jr e Apolloni sono stati sentiti per gli interrogatori di garanzia, dove avevano spiegato che si fosse trattato di una serata “goliardica”, con la ragazza “consenziente” e che quindi erano innocenti.

In seguito il Tribunale del Riesame aveva revocato i domiciliari ai due, pur sottolineando i “gravi indizi di colpevolezza” a loro carico, con presunte condotte prive di qualunque empatia” nei confronti della vittima, in “evidenti condizioni di alterazione”. In attesa della sentenza i due giovani sono comunque tornati in libertà pur con obbligo di dimora, giacché secondo il gup Roberto Crepaldi Lucarelli ed Apolloni non avrebbero potuto reiterare il reato, tenendo anche conto che negli oltre 4 mesi in cui erano sottoposti alle misure non avevano violato le esigenze cautelari.

La sentenza di condanna in primo grado: si attendono le motivazioni

Veniamo quindi all’odierna sentenza, letta davanti ai due giovani presunti in aula. Sempre il gup Crepaldi ha stabilito nel processo di primo grado celebrato con rito abbreviato le pene per i due ragazzi difesi dall’avvocato Leonardo Cammarata, come abbiamo visto di 3 anni e 7 mesi, ed anche per gli altri tre coinvolti nel fatto, a loro volta sottoposti ad una condanna tra i 2 anni e 5 mesi e i 2 anni e 8 mesi.

Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza, che potrà essere impugnata dalla difesa.

La replica di Mattia Lucarelli

Il figlio di Lucarelli ha commentato la vicenda con un lungo post in una delle sue stories su Instagram scrivendo: “Che le cose spesso non vanno come dovrebbero andare lo sappiamo un po’ tutti. E’ la vita. Lo scoglio più grande da affrontare sapevamo che sarebbe stato il primo, visto il clamore mediatico di tutta la questione, sapevamo di non combattere con i fatti ma con un momento storico e la pressione dei media che vuole la nostra testa, senza realmente indagare a fondo ma fermandosi ai titoli sensazionali per attirare l’attenzione. Rispetto a ieri non è cambiato niente, ai commenti, alle minacce e alle offese siamo abituati ormai. Non bisogna dimenticarsi però che ci sono due altri gradi di giudizio. Che sia una batosta è molto chiaro, soprattutto perché eravamo speranzosi di poter chiudere questa storia subito nonostante le difficoltà”

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