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Milan: Tomori fa mea culpa, rossoneri caduti per errori individuali

A pesare sulla campagna europea del Milan sono stati una serie di errori individuali davvero discutibili e che hanno segnato la disfatta. Nel frattempo Tomori si scusa coi tifosi.

08-12-2021 19:15

Forse un po’ tutti si erano illusi alla vigilia sperando un’impresa che avrebbe avuto del clamoroso. Il Liverpool rimane il Liverpool anche imbottito di ragazzini e seconde linee, e questo Milan non è ancora una squadra che può dare fastidio agli ex vincitori della Champions League. La differenza vera, quella che è alla base del calcio di ogni epoca, è molto semplice: così come ieri sera, a fare la differenza nella disfatta del Diavolo in Champions League sono stati gli errori individuali di giocatori non ancora pronti per essere protagonisti in Europa. Oltre ogni analisi, oltre ogni chiacchiera, il succo è tutto qua.

Milan, Tomori si scusa per l’errore: “Frustrato con me stesso”

Croce e delizia del Milan di San Siro, alla fine l’errore di Tomori è determinante per le sorti del match. Anche se prima sblocca la gara con una zampata in area su calcio d’angolo, il mancato controllo sul gol di Origi è imperdonabile per questi livelli. Una disattenzione, forse dettata dalla tensione e dalla sufficienza, che non può essere tralasciata soprattutto se a compierla è uno dei migliori giocatori di tutta la rosa rossonera. Questo dimostra come abbia ragione Pioli quando sostiene che il progetto di crescita è appena iniziato. 

Tramite Instagram, il difensore ex Chelsea fa mea culpa per l’errore:

“Continuo a essere frustrato con me stesso e arrabbiato per la squadra per ieri, imparerò da quell’errore e lavorerò sodo per assicurarmi che non accada di nuovo. Ma così orgoglioso di aver segnato il mio primo gol in Champions League a San Siro per il Milan. Ora abbiamo il resto della stagione per garantire che questo club torni al suo posto il prossimo anno e per rendere questa stagione memorabile”.

Milan, da Kessie a Maignan: gli erori individuali hanno compromesso il cammino in Champions

Escludendo la partita di ieri sera, possiamo contare tre grandi errori individuali che hanno portato il Milan ad ottenere appena quattro punti su 18 in questa campagna europea: la pessima espulsione di Kessie contro l’Atletico Madrid, il contrasto aereo perso da Bennacer a Oporto e la palla scippata da Grujic allo stesso ex Empoli nel ritorno contro i portoghesi. 

Oltre a quelli, tornando di nuovo a ieri sera, vediamo la respinta centrale di Maignan in occasione del primo gol dei Reds e la partitaccia di Kessie, tornato sui livelli di questo inizio stagione dopo qualche spiraglio di miglioramento. La mancata chiusura su Oxlade Chamberlain nell’azione che ha portato al pareggio di Salah, un gol divorato davanti ad Alisson e tantissimi appoggi sbagliati sono la fotografia dell’ivoriano contro il Liverpool

Questo non significa che la colpa del KO sia di questi due nello specifico, molti sono i giocatori che hanno steccato la partita, da Theo Hernandez a Brahim Diaz. A questo proposito, sulla falsariga di quanto fatto da Tomori, anche il laterale francese utilizza Instagram per commentare la sconfitta:

“Un’eliminazione non è mai facile… Dobbiamo rialzarci perché ci sono altri trofei da vincere e noi daremo tutto per questa maglia, grazie per il vostro supporto”.

Milan, e poi c’è Ibra: se non gira lui, i rossoneri non vanno da nessuna parte

Senza Rebic, senza Leao, senza Giroud, senza Pellegri, il Milan si aggrappava al suo fuoriclasse per portare a casa la vittoria. E invece Zlatan Ibrahimovic ha clamorosamente steccato la gara di San Siro. Un’indecisione fatale nel primo tempo al momento del tiro, qualche buon tocco per i compagni e poco altro. 

Ma questi sono i rischi se come Milan ti affidi in toto a un giocatore di 40 anni per una sfida del genere di Champions League. Questa partita mostra, purtroppo, come la strategia per tornare grandi in Europa non possa passare da Ibra. Attenzione, in Serie A lo svedese fa ancora la differenza, eccome (questo non è tanto un complimento per il nostro campionato), ma in Champions le gare sono troppo fisiche, troppo tirare, gli avversari corrono semplicemente troppo. 

Nello specifico di questa partita Pioli non poteva fare altro, sia chiaro, ma in un’ottica più ampia il Milan ha bisogno di puntare su profili diversi rispetto a Ibra e Giroud se vuole tornare a fare la voce grossa in Europa.

OMNISPORT

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