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Moggi: "L'Inter andava retrocessa, Milan sponsor di Collina"

L'ex dg bianconero scatenato: "Alla Juve c'era una resa dei conti per farci fuori.".

L'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi torna a parlare di Calciopoli, e non solo, in un'intervista al Corriere dello Sport: "Possono fare tutte le sentenze che vogliono, ma io sono uno che ha sempre lavorato duro e dovunque andavo ho sempre creato i budget sani, comprando a poco e vendendo a tanto. La mia unica, vera ambizione ancora oggi è farmi dire 'bravo!'. Davvero. Dovevo difendermi. Alla Juve avevo due occhi davanti e due dietro. Subodoravo le cose. Carraro e Galliani, presidenti di federazione e di lega, facevano gli interessi del Milan e Facchetti faceva lobbing con gli arbitri a favore dell’Inter. Parlavo con i designatori arbitrali, è vero. Ma allora era consentito e nessuno può dire che ho mai chiesto di vincere una partita. Chiedevo solo arbitri all’altezza. E’ un illecito questo? Il problema vero è che dentro la Juventus c’era una resa dei conti per farci fuori. Quella famiglia Agnelli è sempre stata un Far West e avevano paura che Giraudo, delfino di Umberto Agnelli, prendesse troppo potere".

L'accusa a Collina: "Ce ne hanno fatte di tutti i colori. Quella volta del nubifragio a Perugia, ci hanno tolto lo scudetto. Collina, sponsorizzato dal Milan, decise 74 minuti di sospensione. Fossi stato un arrogante come dicono, dovevo andarmene con la squadra, ma ce l’avrebbero fatta pagare dopo. La gente non le sa certe cose. Quando, alle 8 di sera, dopo un Milan-Juventus perso in casa dal Milan, Bergamo telefona a Galliani e gli dice: 'Direttore, a casa mia abbiamo pianto'. Parentesi, Alessandra, la moglie di Bergamo, è milanista. 'Non avrei mai pensato che la Juve con Collina arbitro avrebbe vinto col Milan'".

L'episodio di Paparesta e le schede telefoniche svizzere: "Paparesta chiuso a chiave nello spogliatoio? Una bufala. L’avrei menato quel giorno, ci aveva fatto perdere una partita vinta. Ma che mi metto a chiuderlo nello spogliatoio e buttare la chiavi? Quale sarebbe stato il vantaggio? Fu solo una battuta e per quella battuta mi hanno radiato. Le schede telefoniche? Le ho fatte per proteggere il mio lavoro. Io, Stankovic, l’avevo preso per la Juve. Me l’ha soffiato l’Inter con le intercettazioni di Telecom. Le ho regalate agli arbitri per altri motivi. Gli inquirenti dissero che erano mute, che non potevano essere intercettate, ma non era così. Solo che si sentivano gli arbitri parlare con le loro amanti e puttane".

Poi Moggi prende di mira l'Inter: "Prima di Calciopoli, Moratti mi aveva preso all’Inter. Alla Juve avevo fatto il mio tempo. Firmai il contratto. Moratti mi chiese di dar via Moriero. Riuscii a venderlo al Middlesbrough, ma lasciai il merito a Mazzola. Il giorno dopo vengo a sapere che avevano rinnovato il contratto a Moriero. Iuliano su Ronaldo? Probabilmente era rigore. Ma quell’Inter neanche doveva starci in Serie A. Doveva essere retrocessa per lo scandalo del passaporto di Recoba". 

"La Juve sarà sempre odiata, ma non ci sarà una seconda Calciopoli – conclude l'ex dg -. Non ci sono più Telecom, Tronchetti Provera e Montezemolo. E non c’è più Blatter. Che ringraziò pubblicamente Montezemolo di aver ritirato il ricorso al Tar contro la sentenza che retrocedeva la Juve". 

 

SPORTAL.IT | 29-08-2018 09:05

Moggi: "L'Inter andava retrocessa, Milan sponsor di Collina" Fonte: Getty Images

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