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Corrado Korra Pesce resterà sul Cerro Torre, la sorella: "Uno strazio"

Guida alpina e alpinista di fama, Corrado Pesce non è sopravvissuto: il suo corpo rimarrà lì, sulle Ande in Patagonia dove aveva trovato una nuova via durante questa missione

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Era un sogno, un’ossessione sportiva meravigliosa e celebrativa di un amore assoluto che legava Corrado Pesce – il Korra – alla montagna. Invece sulla parete est del Cerro Torre si è fermato tutto, si è bloccata un’ambizione, una sfida unica con le emozioni che sa provocare una simile e dolorosa storia come quella che si sta debolmente esaurendo lì, lontano dall’Italia sulle Ande più alte e difficili da scalare.

Una tragedia terribile, che segna ancora una volta l’alpinismo e gli amanti della montagna, a breve distanza dalla morte di Cala Cimenti e di Jacopo Compagnoni.

Korra Pesce: impossibile recuperarlo, rimarrà sul Cerro Torre

Secondo le ultime notizie, Korra non tornerà in Italia. Nonostante l’organizzazione e gli sforzi profusi, è stato impossibile recuperare il corpo dell’alpinista di origine novarese morto durante una spedizione che lo aveva portato ad aprire una nuova via su una delle vette più ostili della Patagonia argentina, insieme al compagno e collega Tomas Aguilò.

Korra era stato individuato da un drone la settimana scorsa, ma i tentativi di raggiungerlo da quando era stato localizzato si sono rivelati vani. I soccorritori avevano perso le speranze di poter ritrovare vivo l’alpinista italiano già a poche ore dall’incidente, poiché Pesce era rimasto esposto alle temperature rigidissime della montagna troppo a lungo per riuscire a sopravvivere. E le stesse ricerche avevano risentito di questo clima avverso tra cadute di ghiacci e sassi, che avevano indotto a sospendere e a tentare un timido nuovo percorso per raggiungere l’alpinista.

Korra Pesce non rientrerà in Italia, la conferma della sorella

Nove i tentativi, da quanto riportano le cronache, per raggiungere il punto in cui era stato individuato: il 4 febbraio scorso grazie all’ausilio di un elicottero e con un tempo buono, si era sperato che le condizioni permettessero alla famiglia di poter almeno riavere Corrado. Purtroppo nessuno dei tentativi è andato a buon fine.

Le previsioni con tempo di nuovo brutto, relative alle prossime due settimane, non consentiranno nuovi tentativi di ricerca.

“E’ troppo pericoloso – conferma la sorella di Corrado Pesce, Lidia a Repubblica -. Korra non tornerà a casa. E’ uno strazio”.

Chi era Corrado Pesce, detto Korra

L’alpinista, che viveva a Chamonix da anni e lavorava come guida alpina, era partito dal campo base il 26 gennaio per la scalata, poi l’incidente. Corrado lascia una figlia, l’altra sua grandissima “passione” come ha raccontato la sua ex moglie: “Mia figlia sta soffrendo molto, Korra aveva due passioni, una era la montagna, l’altra la sua bambina”, ha confidato qualche giorno fa Emmanuelle Pulluard.

Classe 1981, Korra aveva sfidato le vette più celebri sulle Ande, in Europa spingendosi anche in missioni sull’Himalaya indiano. La passione per la montagna era anche il suo lavoro: era una guida alpina e in questo si impegnava quando non era via in missioni di respiro internazionale.

La raccolta fondi per la figlia di Korra Pesce

Gli amici di Korra hanno lanciato una raccolta fondi, per sostenere e aiutare la figlia e l’ex compagna dell’alpinista sulla piattaforma Leetchi, con il titolo Help to Korra’s Pesce daugther. Così anche “I ragni di Lecco”, gruppo di riferimento nell’alpinismo, che ha deciso di mettere all’asta uno dei preziosi ricordi di Casimiro Ferrari e di devolvere il ricavato alla ragazzina, di appena 13 anni, in segno di rispetto e di amicizia nei confronti del padre, con il quale avevano condiviso tanto, se non tutto l’amore per la montagna.

Con Korra e il compagno (anch’egli ferito nel corso della scalata, ma sopravvissuto), c’erano infatti alcuni componenti dei Ragni: Matteo Della Bordella, David Bacci e Matteo De Zaiacomo.

“Dopo aver fatto la donazione potrete farci avere la ricevuta del vostro bonifico all’indirizzo email info@ragnilecco.com – spiegano i Ragni sui propri canali social – Chi avrà donato la cifra più alta si aggiudicherà la cornice con il moschettone firmato dal Miro. In caso di importo uguale varrà l’ordine cronologico di esecuzione del bonifico. Il periodo di validità dell’asta è compreso tra l’inizio della raccolta fondi e domenica 20 febbraio. Confidiamo nel fatto che l’idea possa stimolare la vostra generosità”.

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