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Napoli,l'emozionante discorso di Gattuso in campo dopo il trionfo

Parole sentite e molto toccanti quelle di Rino Gattuso che ha perso appena due settimane fa la sorella Francesca

Quello che forse ha emozionato di più, dopo l’imprevedibile (ma poi non molto) giostra dei rigori è stato il momento del discorso pronunciato dall’allenatore del Napoli, Gennaro Gattuso, ai suoi ragazzi. Nel campo verde dello stadio Olimpico, dopo aver superato la Juventus, Ringhio ha pronunciato delle parole che si sono sentite senza alcun filtro ed emozionato forse più delle azioni, degli schemi del calcio giocato. Sono parole da uomo vero. Provato, segnato dalla perdita di sua sorella Francesca, ma che non dimentica i posti a cui appartiene e la sua storia di “cristiano” (come dice lui), di calciatore e allenatore.

Rino Gattuso: il dolore per la sorella e il senso di responsabilità

Solo due settimane fa la scomparsa di sua sorella Francesca, dopo una lunga malattia che l’ha tolta ai suoi cari a soli 37 anni, la tragedia e il tentativo di sostenere i genitori. Non ha mai mollato, Rino e davanti ai suoi ha ricordato solo il privilegio di essere lì, in campo, e di non avere il pensiero di arrivare a fine mese.

L’esultanza dopo il rigore decisivo di Milik, i pugni, il bacio al cielo per chi non c’è più come anche dopo la finale conquistata. Poi l’adunata con il presidente Aurelio De Laurentiis e quelle parole sul senso di appartenenza e chi li osserva e non può e non sa come tirare avanti. “Passione” e “senso di appartenenza” sono i concetti chiave del pacato ma fermo discorso di un Ringhio pronto a rincorrere il sogno Champions e il campionato è ancora lungo: “Giochiamo ogni tre giorni, giochiamo tutti” dice Rino. Il presidente solletica l’ambizione: “Ora andiamo a prenderci anche la Champions”.

Napoli, obiettivo Champions

Poi le dichiarazioni ai microfoni della Rai e la conferenza stampa. “Questa vittoria è di tutti: dello staff, della gente che sta con noi e che lavora anche 18 ore al giorno, prima di mandarmi a quel paese. Seguo il mio istinto, a volte mi sento un toro. Questo è il mio segreto. E’ il primo trofeo da allenatore, stanotte mi sono svegliato un paio di volte, pensavo se avessi perso questa finale. Sapevo che era difficile, ma sono contento di avere vinto. Stasera mi sento molto orgoglioso”, ha detto ai giornalisti.

VIRGILIO SPORT | 18-06-2020 11:02

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