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Pirlo morde il freno: "Non vedo l'ora di tornare in panchina"

Dopo l'esperienza alla Juve, l'ex calciatore bresciano vuole tornare in corsa: "Preferisco perdere attaccando che pensare solo a difendermi".

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Pirlo morde il freno: "Non vedo l'ora di tornare in panchina" Fonte: Getty Images

Torna a parlare Andrea Pirlo a quasi tre mesi dall’esonero che ha sancito la fine del suo matrimonio sportivo con la Juventus. Nella sua prima stagione da allenatore, l’ex fuoriclasse bresciano ha concluso il campionato di Serie A al quarto posto, infilando ben due trofei in bacheca: la Coppa Italia e la Supercoppa italiana.

Sulle colonne di ‘The Athletic’ l’ex guida tecnica bianconera non poteva che partire dall’impresa dell’Italia a Euro 2020: “E’ stata un’estate fantastica. Siamo tornati a vincere una competizione internazionale dopo tanto tempo: non c’è gioia più grande che vincere con la Nazionale. Mancini? Ha fatto un grande lavoro, l’Italia gioca come una squadra di club e possiede un’identità ben precisa”.

Il panorama calcistico europeo sta evidenziando la crescita di una nuova generazione di allenatori decisamente votata al raggiungimento dei risultati attraverso una nuova proposta di calcio. Vedere per credere quanto avvenuto in Serie A nella scorsa stagione con la media di 3,05 goal segnati per partita. Il miglior risultato tra i cinque principali tornei: “Questa nuova generazione di tecnici vuole proporre qualcosa di differente. Per me il calcio va in quella direzione e Guardiola lo ha dimostrato negli ultimi anni. Se non controlli il gioco, è difficile pensare di poter vincere. Certo, potrebbero esserci momenti in cui hai il 90% di possesso di palla e subisci goal sull’unico tiro subito, ma preferisco perdere in quel modo piuttosto che passare l’intera partita a difendere la mia area di rigore, cercando di segnare un goal in contropiede”.

Sulla prima stagione da allenatore Pirlo assicura di aver immagazzinato dati positivi e accumulato esperienza che tornerà utile per il futuro: “Ho imparato molto. E’ stata la mia prima esperienza da allenatore ma è stata molto intensa perché abbiamo iniziato la stagione dopo aver giocato una sola amichevole. È andato tutto molto velocemente. Abbiamo giocato ogni tre giorni, senza tifosi, senza poter recuperare e senza poterci allenare e prepararci per la partita successiva. Era difficile provare qualcosa di nuovo. Il recupero era più importante di qualsiasi tipo di lavoro tattico”.

Nel corso della sua permanenza torinese, ha impressionato la crescita di Weston McKennie. L’americano ha chiuso il suo primo anno in Serie A con 6 goal in 46 presenze: “È giovane e può migliorare molto. Secondo me è un centrocampista che può giocare da numero 8 in un centrocampo a tre, sia a destra che a sinistra. Ha capacità d’inserimento e vede la porta, ma è anche molto bravo a riconquistare il pallone. Il suo ruolo è in una mediana a tre ai lati del regista. L’anno scorso abbiamo giocato in un sistema diverso, quindi si è dovuto adattare”.

Pirlo si guarda alle spalle senza alcun tipo di rimpianto ma con la consapevolezza di aver imparato molto in un anno complicato. L’obiettivo è quello di tornare presto in panchina: “Avrei potuto fare di più ma quando non si ottengono risultati il ​​primo responsabile è l’allenatore. Devo lavorare per fare meglio. È stato comunque un anno in cui sono cresciuto molto. Sto guardando partite e sessioni di allenamento online, sto seguendo tanti allenatori per cercare di cogliere le loro idee. Quando sarà più facile viaggiare, andrò a vederne alcuni di persona. Ho incontrato Pochettino in vacanza a Ibiza e mi ha invitato a Parigi. Mi piacerebbe andare a Manchester a vedere Guardiola, ma soprattutto sono pronto per imbarcarmi in una nuova avventura”.

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