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Pogacar show in allenamento: tre nuovi KOM sui settori di pavé, lo sloveno si prepara alla Roubaix

Lo sloveno in allenamento alza sensibilmente l'asticella: fa registrare il record su tre settori di pavé e "ripassa" anche il vecchio Kwaremont in ottica Fiandre

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Quando Tadej Pogacar prende di petto una cosa, difficile che non la porti a compimento. E poco importa se la Roubaix è una suggestione che ha preso corpo strada facendo, non certo programmata a inizio stagione: sulle pietre lo sloveno ha deciso di costruire un altro capitolo del proprio impero, e sulle pietre in questi giorni ha deciso di allenarsi a più non posso, condividendo i suoi dati sull’applicazione dove è solito inserire le performance che fa registrare in allenamento. Roba che per i comuni mortali è semplicemente fuori portata, così come per molti dei suoi colleghi professionisti. Il modo migliore, insomma, per alimentare l’attesa.

Tre nuovi record nei settori di pavé e un “avvertimento”

In realtà nella tabella dei dati che Pogacar ha inserito su Strava ci sono dei settori che si riferiscono al Giro delle Fiandre e altri dedicati alla Roubaix. La cosa che subito balza all’occhio è la capacità di adattarsi rapidamente a un tipo di corsa che il campione del mondo non ha specificatamente nelle proprie corde: Pogacar ha fatto registrare il nuovo riferimento temporale (KOM, per dirla alla maniera degli appassionati) in tre settori che verranno affrontati nelle prossime due gare, vale a dire l’Auchy-lez-Orchies (2,7 km, quattro stelle di difficoltà nella classificazione degli organizzatori), il Mons-en-Pévèle (3 km, ma cinque stelle) e il Gruson (1,1 km, due stelle).

In pratica nei tre settori nessuno, da quando esistono rilevazioni cronometrate, tanto in gara quanto in allenamento è mai andato tanto forte come lo sloveno. Che è rimasto indietro di un solo secondo rispetto a quando fatto da Wout Van Aert sul celeberrimo Carrefour del’Arbre (2,1 km, cinque stelle), uno dei punti dove più spesso si è decisa buona parte delle Roubaix degli ultimi anni, se non per la vittoria finale, quantomeno per fare la prima vera selezione e tagliare fuori tanti potenziali favoriti. Nel finale di allenamento Pogacar ha voluto buttare un occhio anche sul Fiandre, scalando il “vecchio” Kwaremont, tratto di 2.6 km al 3,5%, uno dei settori chiave della gara in programma domenica prossima.

Che sfida con van der Poel! Bettiol alza bandiera bianca

Nelle due occasioni in cui lo sloveno ha preso parte al Fiandre sono arrivati un quarto posto (nel 2022) e una vittoria, netta, nel 2023. Lo scorso anno la scelta di privilegiare il primo assalto al Giro d’Italia gli suggerì di saltare la stagione sulle pietre, concentrando le proprie attenzioni sulla Liegi-Bastogne-Liegi, puntualmente portata a casa.

Stavolta però si preannuncia una sfida campale con Mathieu van der Poel: il neerlandese è in forma strepitosa, ha già battuto Pogacar alla Sanremo e dopo aver trionfato anche nell’E3 Saxo Classic punta a ripetere l’impresa dell’anno passato, quando vinse sia il Fiandre che la Roubaix (e chiuse terzo alla Liegi). Van Aert alla Dwaars ha mandato segnali, al netto della beffa finale, e magari proverà a sfruttare eventuali occasioni. Intanto Bettiol (infezione polmonare) non sarà al via: il vincitore dell’edizione 2019 è rientrato in Italia, con Filippo Ganna che diventa di fatto l’unica vera freccia di cui i corridori italiani potranno disporre.

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