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Processo Varriale, la testimonianza scioccante della vittima dell'aggressione

Udienza molto complicata nell'ambito del processo a carico di Enrico Varriale, noto volto Rai: le parole scioccanti dell'ex compagna, vittima di un'aggressione

10-05-2022 16:52

In un’udienza attesa e centrale, nel quadro del processo a carico di Enrico Varriale, è stato ribadito quanto denunciato nelle tre distinte querele presentate dall’ex compagna del giornalista e conduttore televisivo, ex vicedirettore di RaiSport. A carico di Varriale, le accuse mosse sono di stalking e lesioni.

L’ex fidanzata del noto volto televisivo, assistita dall’avvocatessa Teresa Manente, è stata sentita in aula nel corso di un’udienza a porte chiuse in cui ha ripercorso i fatti vissuti e denunciati contro Varriale, presente in aula.

La ricostruzione della vittima: atteggiamento “controllante”

Sin dall’inizio della relazione, riferisce l’agenzia ADNkronos, la vittima avrebbe riferito che il giornalista aveva un atteggiamento ‘controllante’ che sfociava anche in aggressioni verbali e culminata nella violenza fisica, denunciata dall’ex compagna del giornalista televisivo ad agosto del 2021.

La Procura aveva chiesto e ottenuto il processo con rito immediato per l’ex vicedirettore di RaiSport, sottoposto alla misura cautelare del “divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa” e di “non comunicare con lei neppure per interposta persona”.

Le richieste della Procura

Secondo l’accusa, “con condotte reiterate, il giornalista ha molestato e minacciato la donna cagionandole un perdurante stato di ansia e paura e un fondato timore per la propria incolumità costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Nel capo di imputazione viene riportato l’episodio riferito allo scorso 6 agosto quando “durante un alterco per motivi di gelosia” ha aggredito la donna causandole lesioni con una prognosi di 5 giorni. All’aggressione, dopo l’interruzione della relazione, erano seguiti messaggi e telefonate, arrivando fino a “stazionare” sotto casa della vittima citofonando ripetutamente.

La signora ha fornito alcuni dettagli, nel corso della sua testimonianza davvero drammatici. Sul Corsera si legge: “Ogni volta che suonava il citofono tornavo al momento dell’aggressione, sentivo nuovamente la pressione delle sue mani sul mio collo”.

“La mia assistita è stata estremamente attendibile perché precisa, circostanziata e chiara su tutti i fatti che ha denunciato di persecuzione e lesione – ha affermato l’avvocatessa Manente -. Le sue dichiarazioni trovano conferma in tutti i numerosi messaggi ricevuti da parte di Varriale ad agosto e depositati al momento della querela”. La vittima è stata seguita dal Centro antiviolenza ‘Differenza donna’, la cui responsabile figura tra i testimoni di una delle prossime udienze.

La replica dell’avvocato di Varriale

“Ritengo che la persona offesa abbia confermato quanto ha sempre affermato il mio assistito”, ha detto l’avvocato Fabio Lattanzi, difensore di Varriale.

Dalla sua, il giornalista ha ammesso, in precedenza all’udienza, di provare “vergogna senza essere un mostro”.

“La narrazione della donna ha evidenziato che c’è stato un solo episodio di violenza, refertato con soli cinque giorni di prognosi – ha spiegato il penalista -. Nessuno stalking invece, tanto che la signora ha confermato di non avere mai chiesto di non cercarla più e di non mandarle messaggi. Così è stato”.

Per ragioni evidenti di opportunità, Varriale al momento non figura in conduzione sulle reti Rai almeno fin quando il processo non vedrà una sentenza. Oltre alla vittima, contro la quale si sarebbe scagliato il conduttore, un’altra donna ha mosso delle accuse a carico dell’ex vicedirettore.

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